Capitolo 3

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Le mani le tremavano e le braccia cominciavano a pruderle dal nervoso, le sarebbe venuto fuori uno sfogo grande come un macigno molto probabilmente.

Come aveva potuto quello stronzo d'un vecchio yankee cedere metà della proprietà ad uno che non era nemmeno suo figlio, e che se sapeva fare due più due era un evento straordinario? Come se non bastasse aveva le mani legate e non poteva nemmeno opporsi a quello schifo di testamento!

Uno, non poteva vendere un fico secco visto che era in una delle clausole scritte nel documento. Due, non poteva nemmeno chiedere la sua parte in denaro perché a New York comprare un immobile e restaurarlo sarebbe costato un occhio della testa!

Maledizione!

Afferrò malamente il cellulare e tentò invano di contattare la sua migliore amica, aveva bisogno di sfogarsi e sapere se la sua gatta si stava comportando bene. Compose a memoria il numero ed attese ma risultava sempre occupato. Fissò il telefonino e bestemmiò – Oh ma che cazzo! Non prende un accidente! Devo aver ucciso qualcuno nella mia vita passata, o non si spiega questa sfiga perenne che mi perseguita! – borbottò. Ci provò una decina di volte ma niente, non c'era nulla da fare!

Decise di scendere al piano di sotto, facendo attenzione ad ogni minimo rumore. Non voleva di certo imbattersi in quello stronzo, che sapeva tranquillamente d'avere il coltello dalla parte del manico! Anche se in effetti, era sempre stato uno stronzo patentato, fin da quando erano ragazzini; sempre pronto a prenderla in giro con dispetti idioti e nomignoli altrettanto cretini. E nonostante provasse a difendersi, riusciva sempre a farla franca con due moine e uno sfarfallio di ciglia, con la conseguenza che lei ne usciva spesso malandata e crescendo non era migliorato d'una virgola. Eppure c'era stato un tempo in cui lo considerava il suo più caro amico nonostante le prese in giro, lui era sempre lì al suo fianco in ogni momento.

Poi crescendo le cose avevano iniziato ad avere un'altra piega.

Era sempre stato un bel ragazzo e con l'adolescenza erano iniziati i guai. Divenne uno dei più ambiti a scuola e cominciò a staccarsi sempre più da lei, lasciandola spesso sola. Non la considerava più, preferendo correre dietro alle gonnelle delle altre ragazze. '' Correre più che altro sotto le gonnelle '' pensò disgustata. Cominciò a prenderla pesantemente in giro, e a causa sua molti avevano iniziato di conseguenza a tormentarla.

Poi avvenne la tragedia. Il suo giorno più brutto. L'incidente.

Dopo la morte di sua madre, era iniziato uno dei periodi più schifosi della sua vita. Ingurgitava cibo spazzatura, non prestava attenzione a scuola e nemmeno le interessava avere vita sociale. E lui cosa faceva? Invece d'aiutarla, peggiorava ancora di più la situazione con le sue prese in giro, i suoi beceri insulti.

Aveva perso due dei capi saldi della sua vita in un colpo solo.

Fu quando toccò il fondo con un tentato suicidio che decise di darsi una svegliata, e così aveva iniziato a rispondere a tono ad Heath e a chiunque cercasse di distruggerla mentalmente. Quando però anni dopo aveva scoperto Jonathan ed Anna in atteggiamenti intimi e poco equivoci, che portarono all'annuncio anni dopo ad una loro unione matrimoniale... Per poco non ebbe un altro crollo nervoso. Fu quello il motivo per cui abbandonò la sua casa e troncò ogni rapporto; Heath invece era stato molto contento, e quando non erano a scuola aveva ripreso a parlarle come se non ci fosse nulla di strano nel suo comportamento. Erano iniziate le liti furiose, lunghe discussioni piene di insulti da parte di suo padre e qualche volta anche dal suo ex amico, e con l'annuncio del matrimonio semplicemente abbandonò. Non si guardò mai indietro, troppo arrabbiata con tutti, troppo l'odio che provava per loro.

Aveva appena compiuto diciannove anni, sua madre era stata seppellita nemmeno sette anni prima e lui si risposava, come se sua mamma non fosse mai esistita. Chiese aiuto a sua nonna materna, che l'aiutò a trasferirsi in un'altra nazione e cancellò tutta la sua vita passata nel Montana. Non si presentò nemmeno al matrimonio, semplicemente rispedì indietro l'invito fatto a pezzi e non ci furono altri tentativi di contatto.

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