Capitolo 12

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Pov Taehyung

Stavo camminando per il bosco con le mani nelle tasche mentre ragionavo sulla storia tra me e Jimin.

Che cosa siamo ora?

Sospirai fermandomi davanti ad un albero poi mi ci appoggiai sopra guardando il cielo tagliato dalle foglie.

Da quando ci eravamo baciati Jimin era sparito dalla circolazione, non sapevo nè dove si trovava nè cosa gli fosse successo.

Dopo una settimana intera senza sentirci mi sembrava normale volerlo vedere ed abbracciare.

Giusto?

Abbassai lo sguardo sentendo un rumore di passi venire da lontano così cercai di ascoltare meglio con il mio udito da vampiro.

Mi abbassai con il corpo accovacciandomi, così da rimanere in ginocchio poi puntai lo sguardo nella direzione da dove venivano quei suoni.

« Secondo te mi sta cercando? » una voce mi fece spalancare gli occhi, quella voce, minuta ma allo stesso tempo sexy, Jimin.

« Non puoi vederlo ora, sai come sono le regole Jimin-ie no? » una seconda voce attirò la mia attenzione facendomi scattare in piedi.

Con chi sta parlando?

Mi avvicinai nella loro direzione vedendoli finalmente fra i cespugli e gli alberi poi presi a seguirli o meglio, presi a pedinarli.

« Hyung, Taehyung dovrebbe sapere quello che sto facendo, lui mi ha aiutato fino ad ora e non posso abbandonarlo così » Jimin sospirò dicendo quelle parole e io lo fissai profondamente.

Park Jimin, trova una scusa e rimani da solo, sono qui.

Chiusi gli occhi pensando quelle parole e attraverso i miei poteri riuscii a parlare nella mente di Jimin.

In quell'istante lo vidi bloccarsi per poi guardarsi intorno ripetutamente con una espressione sia impaurita che interrogativa.

« Che c'è Jimin? Va tutto bene? » l'altro ragazzo dai capelli color azzurro si passò la mano sul collo poi inclinò la testa di lato.

« S-si tutto bene! Però avrei bisogno di restare un po' da solo per schiarirmi le idee sai il presidente vuole una risposta entro domani » rispose Jimin annuendo e facendo un sorriso più che falso nei confronti del maggiore.

« Se lo dici tu, comunque torna tra qualche ora alla scuola, devo parlarti piccolo Jimin-ie » concluse il ragazzo dai capelli color azzurro scompigliandogli i capelli e andandosene dalla parte opposta.

Io rimasi quale attimo immobile guardando i due con gli occhi sempre più assottigliati poi presi un profondo respiro ed uscii dal mio nascondiglio.

« ChimChim » dissi appoggiando le mani sui fianchi e fissandolo intensamente.

Jimin si voltò quasi con paura poi appena mi vide un sorriso si formò sulle sue labbra facendomi per un attimo dimenticare ciò che avevo visto.

« T-tae ... sei davvero qui? » chiese avvicinandosi e porgendo le mani verso di me ma io rimasi impassibile.

« Che cosa stai combinando? Prima mi baci poi te ne scappi per una settimana senza farti neanche vedere? Dopo tutto quello che ho fatto per te mi tratti in questo modo? Pensi di prendermi in giro e di usarmi solo quando hai bisogno? » gridai alzando le braccia al cielo e facendo spaventare Jimin che lentamente indietreggiò.

« Non è come pensi ... tu non sai cos'è successo Tae ... » sussurrò lui spostando lo sguardo altrove.

Parlami invece di fare così.

Sospirai cercando di calmarmi e misi le braccia ai lati dei miei fianchi chiudendo gli occhi.

« Allora parla, se no, non risolveremo niente » dissi mantenendo un tono serio e fermo.

« Dopo che la scorsa settimana mi hai riaccompagnato a casa, ho incontrato un ragazzo che mi ha parlato di una scuola speciale per quelli come me ... e così sono andato con lui per vedere se era vero ma una volta giunto lì non sono più potuto uscire. Fuori dalla scuola c'è una barriera che può essere sciolta per uscire o da uno studente o dai professori perciò ho dovuto aspettare di iscrivermi » rimasi paralizzato sentendo le sue parole poi mi misi a ridere per colpa del nervoso che avevo in corpo.

« Non potevi parlarne prima con me? » chiesi facendo diventare istintivamente i miei occhi di un color rosso fuoco.

« Mi dispiace ... » sussurrò lui continuando ad indietreggiare.

Ad un certo punto strinsi la mascella e il labbro con i denti fino a quando non scoppiai del tutto.

« PENSAVO FOSSI IL MIO RAGAZZO MA EVIDENTEMENTE NON LO SEI! » gridai iniziando a correre con i miei poteri alla velocità della luce.

Per la prima volta i miei occhi stavano lacrimando dopo cento anni e per la prima volta sentivo il mio cuore tradito.

Vampire heart || VminDove le storie prendono vita. Scoprilo ora