Pov Taehyung
Continuavo a correre all'intero della foresta mentre i miei occhi sempre più rossi e lacrimanti mi ricordavano ciò che era appena successo.
Perché Jimin devi tradirmi proprio ora?
Dopo tutto quello che ho fatto per te tu hai il coraggio di mettermi da parte?
Improvvisamente mi fermai vedendo da lontano la mia casa e poco più in là il luogo segreto in cui avevo portato per la prima volta Jimin.
Abbassai di poco il capo iniziando a camminare e una volta giunto sull'erba color smeraldo mi sedetti.
Volevo dimenticare tutto quello che fino ad ora mi aveva reso per almeno qualche mese vivo, anche se non sapevo come fare.
Se Jimin avesse scelto quella scuola per streghe invece che restare con me, tutto sarebbe andato in frantumi.
Io non avrei potuto oltrepassare quella maledetta barriera e nonostante questo rimanevo pur sempre un vampiro.
Le streghe odiavano i vampiri da generazioni, tanto che si alleavano con i lupi mannari pur di distruggerci.
Ormai da cento anni combattevo quella guerra, una guerra che il sangue non poteva risolvere.
Sospirai costringendo me stesso ad arrendersi anche se il mio cuore continuava a gridare di lottare.
« Taehyung ... » la voce di Jimin si insinuò nelle mie orecchie ma io non mi voltai.
« Cosa c'è ancora ? » chiesi fissando la cascata che come suo solito scendeva possente nel fiume.
« Mi dispiace tu avevi ... anzi, tu hai ragione. Non andrò con loro se è questo che vuoi » rispose lui sedendosi accanto a me con una leggera insicurezza.
« Qui non si tratta di ciò che voglio io Park Jimin, qui si tratta di quello che vuoi tu lo capisci? Io posso aiutarti a modo mio, ma se vuoi stare con i tuoi simili sai dove andare, non pensare a me e segui ciò che ti senti di fare » dissi senza mai guardarlo negli occhi.
Sapevo che se avessi voltato lo sguardo anche solo una volta mi sarei tradito e io non volevo che accadesse.
« Tae io non voglio andare con loro perché voglio stare qui. Non mi sono mai comportato bene con te e vorrei che tu mi perdonassi. Sono sempre scappato ogni volta che litigavamo, mi tiravo indietro quando ci baciavamo, ti ho accusato di cose che non meritavi e tu dovresti odiarmi non desiderare di avermi vicino » sussurrò Jimin abbassando il capo.
« E questo cosa vuol dire Jimin? » chiesi spostando lo sguardo dalla cascata alle punte delle mie scarpe.
« Vuol dire che voglio rimanere al tuo fianco. Voglio affrontare questa guerra con te, mano nella mano. Voglio combattere insieme a te, voglio baciarti, coccolarti, fare l'amore, litigare e poi fare la pace. Voglio vivere Taehyung, ma voglio vivere insieme a te » rispose lui alzando il capo per guardarmi dritto negli occhi.
In quel momento mi sembrò di sentire il mio cuore battere all'impazzata e i miei occhi si illuminarono.
Non potevo permettermi di perdere Jimin, non dopo quello che era successo e non dopo queste parole.
Con uno scatto mi catapultai sopra di lui e lo bacia stringendo tra le mie mani la sua maglietta.
Subito Jimin ricambiò il mio bacio ed io con il suo permesso introdussi la lingua per rendere il tutto più appossionato.
Mentre continuavo a muovere le mie labbra sulle sue, le mie mani scivolarono sul suo petto andando sotto la sua maglietta e accarezzando ogni centimetro della sua pelle.
Con lentezza presi il labbro di Jimin tra i denti tirandolo leggermente in avanti poi unii di nuovo le nostre labbra.
« Tae ... ti voglio ... adesso » disse Jimin al mio orecchio.
« Io non vorrei ... farti del male ... » risposi guardandolo con amore.
« Non succederà mai » sussurrò riprendendo a baciarmi sempre con foga.
Dato che per Jimin era la sua prima volta cercai di trattenermi dall'essere frettoloso e così lo spogliai dai vestiti cercando di farlo sentire a suo agio.
Quando entrambi ci ritrovammo nudi sull'erba presi a baciare il collo di quello che ormai era il mio ragazzo.
Dovevo trattenermi ed imparare a controllarmi soprattutto con lui.
Scesi ancora di più sul suo petto fino ai suoi fianchi dove presi a succhiare la sua pelle creando dei marchi violacei.
« Tae ti prego ... non resisto più ... » mugulò chimchim alzando leggermente il bacino e facendolo scontrare contro al mio provocandomi un gemito di eccitazione.
A quel gesto tornai sulle sue labbra torturandole mentre lentamente iniziai a muovere un dito all'intero di Jimin cercando di farlo abituare.
Subito lui squittí per il dolore e strizzò gli occhi buttato la testa all'indietro.
« Ti fa male carotina? » chiesi baciando la sua spalla.
« S-si ... ma continua ... con altro » quasi mi pregò con quel tono di voce è così io lentamente sostituì la mia mano con il mio membro.
In quell'istante Jimin per poco non urlò ma io posai le mie labbra sulle sue cercando di rilassarlo.
Quando capii che finalmente si era abituato ad avermi dentro di sé inizia a spingere prima con delicatezza poi con forza.
I gemiti di Jimin mi risuonavano nelle orecchie assieme ai miei e non potevano far altro che eccitarmi di più.
Continuai il mio andamento cercando di soddisfare al meglio Jimin che più andavo veloce più si lasciava andare in gemiti poco innocenti.
Dopo del tempo in cui continuavo a muovermi venni all'intero di Chimchim gemendo per la prima volta il suo nome e rotolai al suo fianco sentendomi finalmente bene.
Subito vidi Jimin voltarsi verso di me mentre piccole lacrime rigavano il suo viso così mi avvicinai e le asciugai con i pollici sorridendo.
« Non permetterò mai che ti accada qualcosa piccolo, te lo prometto » sussurrai posando un bacio sulla sua fronte.
« Non parlare ... godiamoci solo questo momento » rispose appoggiando il suo capo sopra al mio petto e chiudendo gli occhi.
In quel momento eravamo solo io, lui, il fiume e quella splendida cascata che creava un suono dolce e romantico.
Ora sapevo cosa volevo e quell'unica cosa era una persona di nome Park Jimin.
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Vampire heart || Vmin
FanfictionPark Jimin è un ragazzo semplice di diciassette anni. Vuole vivere la sua vita come ogni adolescente ma il trasferimento assieme ai genitori in un'altra città cambierà ogni cosa. La scuola e gli studenti faranno andare in confusione il nostro protag...
