«Abbiamo bisogno di volontari, abbiamo bisogno di qualcuno che si faccia avanti...»
-Commissario di Middleware
«OFFERTA IN DENARO INCREDIBILE!»
-Float Hall Magazine
«Chi riuscirà a portare a casa i 78 dispersi insieme a 500.000$?»
-Middleware news
...
«E con questo signorina Stan abbiamo finito» Anastasia s'era finalmente liberata da quel peso,aveva finalmente portato a termine quella dannata prova. In quel momento aveva quindi tanti pensieri per la testa, si chiedeva anche come sia possibile che negli ultimi giorni non avesse mai incrociato lo sguardo di un volontario come lei. Sapeva benissimo che dopo la notizia del montepremi molte persone s'erano fatte avanti, ma continuava a non capire per quale motivo non avesse visto ancora nessuno. Appena solcato l'uscio della porta, si era trovata tra un mare di persone che spingevano e facevano a botte pur di avere la precedenza. Un caos immane in cui Anastasia, tra spinte e strattoni, si faceva strada tra quel pullulare di gente; un vero e proprio esercito di uomini e donne inferocite che urlavano in coro e alzavano al cielo cartelloni: "Liberiamo Golden Lake" "Fermiamo le crudeltà di Jamie McCartney!"
Quel nome. Quel nome che le aveva citato Mike qualche ora prima. Quell'uomo citato, ma non esplorato, all'interno del libro di Mike. Anastasia sapeva benissimo che le sue ennesime ricerche sarebbero iniziate ma aveva bisogno di un aiuto. Simon. Aveva pensato subito a lui visto che il giorno precedente le aveva promesso di soccorrerla in caso d'aiuto. La giovane non aveva esitato neppure un secondo, e con una camminata veloce, s'era appropinquata verso il bar Gjimo. Una volta lì fuori, cercava in modo poco sospetto di attrarre l'attenzione del barista sperando che quest'ultimo la raggiungesse fuori, ma come previsto, lei sarebbe dovuta entrare lo stesso. «Buongiorno» aveva sorriso cercando di far sembrare tutto al quanto normale. «Ciao Stasia» aveva sorriso. «Simon, ho bisogno di te» fremeva la ragazza preoccupata, non vedeva l'ora di raccontargli tutto. «Ho bisogno di sapere chi è Jamie McCartney, aiutami a trovare informazioni su di lui te ne prego» «Jamie...si ti aiuterò» aveva annuito. «Perfetto, ti aspetterò a casa mia, mi raccomando non farti aspettare! Ti voglio bene» in fretta e furia, Anastasia gli aveva dato un bacio sulla guancia e in men che non si dica già era fuggita via. Simon era ancora incredulo e si tastava insistentemente la guancia appena sfiorata dalle labbra della ragazza più carina che lui avesse mai visto prima. Le ricerche iniziarono qualche ora dopo, prima che il barista avesse bussato alla porta del vecchio appartamento di Anastasia. Quest'ultima si fece trovare pronta con il portatile acceso e alcune scartoffie raccattate chissà da dove. «Accomodati pure Simon» era entrato in casa e s'era seduto su una qualunque sedia intorno ad un tavolo per quattro che spesso era tristemente occupato solo da Anastasia, una ragazza dimenticata dalla famiglia e dai vecchi amici. «Vedo già che ti sei portata avanti» «Ehm...si non ho resistito. Allora i crimini di Jamie McCartney sono saliti a galla nel 1994 dopo due anni di crudeli torture alle persone rapite nei dintorni di Golden Lake. Si suppone che McCartney utilizzava i poveri ostaggi come cavie, ma nulla è certo visto che non ha mai confessato, è morto con la coscienza sporca quel bastardo» aveva sospirato con fare a dir poco disgustato. «Perché stiamo parlando di Jamie, Stasia? Siamo nel 2016 non è più il 1992» aveva aggiunto Simon dubbioso. «E se ci fosse un collegamento fra Jamie e chi ora si nasconde dietro Golden Lake? Stessa strategia, stessa location, tutto coincide perfettamente. È come se qualcuno volesse portare a termine ciò che Jamie non è riuscito a finire nel 1994 quando è stato ucciso» «Probabile, ma è seriamente un mistero su cui bisogna andarci a fondo» «Simon vai in centrale, offriti volontario, ci guarderemo entrambi le spalle durante quelle giornate» «Anastasia, non posso, ho bisogno di lavoro, non riesco a pagare le bollette e sono affogato in un mare di debiti, Zoe cerca di aiutarmi ma fa il contrario, la sera lavoro al Kellan's Dinner e a stento riesco a farmi una doccia. Qui ne siamo troppi di volontari, su 200 persone chi avrà il premio? Il primo figlio di papà che non riesce neppure ad allacciarsi le scarpe da solo. Il mondo gira così, gli umili lo hanno sempre in quel posto ed io sinceramente con queste stronzate non ne voglio avere a che fare, ne ho avuto fin troppo abbastanza» le sue parole erano pesanti, ricche di tristezza, odio e delusione. Anastasia rimase lesa da quel discorso graffiante nonostante quest'ultimo non fosse riferito a lei. Vedeva finalmente dinanzi ai suoi occhi quanto la realtà facesse schifo e quanto la società fosse corrotta e fastidiosamente ingiusta. «Ti prometto che se vincerò quel denaro ti aiuterò a pagare debiti e bollette, siamo amici non è vero?» gli occhi di Simon da cupi divennero lucidi, il barista aveva subito un'improvvisa metamorfosi, non poteva credere alle sue orecchie: era la prima volta che qualcuno gli avesse detto qualcosa di così buono. L'aveva guardata negli occhi, con uno sguardo ero riuscito a dirle grazie, a condividerle un pezzo della sua anima. Era bastato questo gesto, questo scambio di sorrisi per unirli in un bacio lungo e ricco di profonde emozioni. I soldi, il denaro ed il fascino in quell'attimo non esistevano più, nulla aveva importanza finché loro erano uniti da quel gesto puro e profondo.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Spazio autrice Mi dispiace veramente tanto per le pubblicazioni a singhiozzo ma tra verifiche ed esami vari non ho avuto tempo materiale per pubblicare regolarmente questa storia. Perdonatemi il disagio. Spero che nonostante ciò vi stia piacendo, un bacio.