«Abbiamo bisogno di volontari, abbiamo bisogno di qualcuno che si faccia avanti...»
-Commissario di Middleware
«OFFERTA IN DENARO INCREDIBILE!»
-Float Hall Magazine
«Chi riuscirà a portare a casa i 78 dispersi insieme a 500.000$?»
-Middleware news
...
«Quando arrivano questi soccorsi?! Faith potrebbe morire dissanguata!» l'agitazione era alle stelle tanto che Rafton, non era in grado di orientarsi rimanendo di conseguenza fermo e tentando in tutti i modi di trovare una soluzione.
«Owen cosa possiamo fare?» aveva detto Natalie tamponando la fronte sudata della ragazza.
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«Non lo so, dobbiamo aspettare e continuare a tenerla in vita! Sono un infermiere non un medico, farò del mio meglio» e così s'era messo a lavoro.
Qualche minuto dopo, l'arrivo dell'elicottero seguito da un gran baccano, aveva fatto sospirare di sollievo l'infermiere e tutti i presenti.
«Eccolo! Dobbiamo portare subito la giovane Faith sul tetto della villa, vi prego svelti ma con cautela. Ripeto, con cautela» il commissario faceva gesto con la mano indicando la strada ai volontari.
Con molta delicatezza, avevano posto la povera ferita su una barella seguita poi da Owen e Natalie, che erano incaricati di prendersene cura durante quei pochi minuti di viaggio verso l'ospedale più vicino.
La donna si guardava intorno confusa dal rumore insistente delle eliche, cercando di capire ciò che stava gridando Owen dal lato opposto del mezzo.
«Mi scusi! Ci servirebbero un microfono con delle cuffie, ne ha un paio? Abbiamo bisogno di comunicare» cercava di farsi ascoltare dal pilota che invece di aiutarlo, lo ignorava del tutto.
«Cazzo!» stringeva i pugni aspettando al più presto nell'atterraggio che non era tardato ad arrivare.
Per fortuna il personale era piuttosto competente essendosi allarmato, giustamente, ad un codice rosso.
«Grazie a Dio» Natalie baciava la sua collana mentre guardava la giovane essere soccorsa con maestria e rapidità.
«Aspettate in sala d'attesa al secondo piano, arriverà al più presto il medico con un resoconto della situazione» a quel punto i due avevano lasciato Faith nelle mani di ottimi infermieri, sperando al più presto, di ricevere notizie positive.
I due avevano raggiunto la sala dipinta in un azzurro pastello. Che diffondeva una certa calma e tranquillità nonostante la tensione che li turbava senza pietà.
«Speriamo che vada tutto bene, non possiamo perdere l'unica superstite» Owen beveva un caffè, non riusciva ad essere tranquillo a causa del solo pensiero di far fallire definitivamente la missione.
Riusciva a sentire perfettamente il suo cuore in gola e poteva solo immaginare cosa stesse passando quella povera ragazza in bilico fra la vita e la morte.
Infatti, le condizioni di Faith non erano delle migliori dato che aveva perso molto sangue da tre ferite piuttosto profonde: una sull'addome, una sulla coscia ed una lungo il braccio; inoltre possedeva dei tagli superficiali sulle tempie e dietro le orecchie, causati da chissà quale stramba tortura.