Capitolo XV

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«Ho paura» aveva sussurrato stringendo i denti Owen.

«Cosa?! Ormai siamo arrivati!» Alvin gli aveva dato una gomitata indicando
tra gli alberi, il riflesso dorato dell'acqua.

«È giunta l'ora» Anastasia teneva la mano di Simon, cercando in lui uno scudo per proteggersi al meglio.

E mentre tutti si preparavano psicologicamente al peggio, il passo continuava sempre più ad aumentare finché tutto il gruppo D, seguito da gli altri, si trovava a pochi metri dalla destinazione.

«Stop! State calmi e seguitemi.
Non vi preoccupate, adesso è il momento per concludere questa faccenda una volta per tutte.
Dobbiamo farlo per Tania e per Aeron, ma soprattutto per tutti coloro che adesso si trovano oltre quella porta sofferenti più che mai» il commissario s'era fermato dopo aver individuato il piccolo sentiero che portava all'ingresso della villa.

Uno stretto viale alberato da scuri cipressi, portava all'abitazione ornata d'oro.
Prima della sontuosa porta in legno sopraelevata dal suolo, vi era uno spiazzale fatto completamente in bianco marmo, che poteva essere raggiunto attraverso tre scalini posti sulla terra umida e morbida.

Dopotutto la villa non pareva affatto abbandonata anzi, era pulita come se qualcuno giorno dopo giorno, spazzasse a terra e tenesse cura delle piante che la circondavano.

Mike era arrivato dinanzi all'entrata cercando di fare forza per aprire la porta ma senza riuscirci.

«Aiutatemi» uno ad uno erano arrivati in soccorso permettendo così allo scrittore, di farsi finalmente strada all'interno della casa.

Dinanzi a lui vi era una sala immensa ma tristemente vuota che al contempo per Natalie, era ricca di ricordi.
Quante feste, quante risate e quanta musica avevano invaso quello spazio.

Tutto però era cessato, e nessuno più occupava quella stanza se non la tristezza ed il dolore per le povere vittime.

Un pianoforte era rimasto lì come i vecchi tempi, non s'era mosso neppure di un centimetro.
Si poteva udire il suo suono, si poteva osservare il movimento dei tasti rotti come se i ricordi fossero impregnati in esso.

Natalie si sentiva quasi svenire, il passato era in grado di dipingere Jamie seduto lì a suonare per lei.

Natalie si sentiva quasi svenire, il passato era in grado di dipingere Jamie seduto lì a suonare per lei

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«Non ne posso più» piangeva in ginocchio, lo sentiva accanto a lei, poteva vederne il sorriso.

«Natalie smettila, il dolore è troppo ma dobbiamo andare avanti» Anastasia l'aveva aiutata ad alzarsi.

«Ora tocca a te guidarci» Mike l'aveva presa per mano e l'aveva incoraggiata a proseguire.

«Prima di tutto, questa casa si sviluppa su due livelli: quello su cui ci troviamo adesso è quello superiore mentre al di sotto di noi c'è uno scantinato che si estende lungo tutto il perimetro.
Dobbiamo partire lì essendo la zona più capiente della villa» aveva spiegato calmandosi e dando così, ottimi consigli al commissario.

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