Cosetta Corvonero

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<<Non ucciderlo! Quel privilegio spetta a me!>>, ordinò Salazar a Cosetta.
<<Il combattimento è finito. Ed il vincitore è questo qui.>>, proclamò Cosetta indicando Godric.
Tutte le persone esplosero in un "bu" assoluto.
<<Che avete da lamentarvi? Se sono intervenuta l'ho fatto per salvare Serpeverde. Non aveva idea dell'avversario che stava sfidando! Avrebbe potuto deviare l'incantesimo e ucciderlo!>>
Salazar scoppiò a ridere, stavolta veramente di gusto.
<<Se è vero ciò che dici allora ridammi la bacchetta e lasciami scagliare l'anatema mortale contro di lui, e vediamo se saprà pararlo. O addirittura deviarlo contro di me!>>
Godric non capiva bene che stava succedendo, e come biasimarlo.
"Perché la ragazza mi difende? Io non la conosco.", pensò.
<<No,mi dispiace l'incontro è finito!>>
<<Non dica assurdità!>>, protestò il folletto, <<Se non li lascia continuare la vittoria va a Serpeverde!>>
Subito porse la spada a Salazar.
Cosetta si girò verso Godric.
<<Mi dispiace, spero la spada non fosse importante.>>
<<Perché mi stavi difendendo?>>
<<Te lo spiego dopo.>>
La conversazione fu interrotta da Salazar.
<<Tieni.>>, porse la spada a Godric, <<Gli ho visti ora i rubini. Odio il rosso! È tutta tua. Infondo, io volevo solo un premio, ma se non mi piace non lo prendo. Lo cedo al perdente se mi va. E stavolta mi va.>>, poi si rivolse a Cosetta, <<Devo parlare con te dopo. Ti aspetto in quel locale laggiù.>>, indicò la taverna di dove prima è stato buttato fuori Godric.
<<Ok, porterò un amico se non ti dispiace.>>
Salazar se ne andò verso il centro del villaggio, scomparendo dalla loro vista.
Godric porse una mano a Cosetta.
<<Beh, io sono Godric Grifondoro. Piacere.>>
Cosetta gliela strinse sorridendo. Sembrava più gentile adesso.
<<Vieni.>>, disse, <<Datti una sistemata e poi vieni da me alla taverna. Così ti spiego perché ti ho aiutato.>>
<<Va bene. Allora ci vediamo lì.>>, i due se ne andarono per strade diverse.
Godric si diresse verso un posto appartato dove poté cambiarsi i vestiti.
Il paio di riserva ce l'aveva dentro il cappello.
Finito di vestirsi andò verso la taverna.
Cercò di nascondersi il viso dato che lì non era più tanto gradito dal proprietario.
Cercò Cosetta o Salazar tra i tavoli e li trovò seduti in un tavolo all'angolo, molto lontano da tutti gli altri.
Sembrava stessero litigando, però a bassa voce.
Godric si avvicinò e si sedette davanti a loro due, era un tavolo rotondo.
I due si zittirono all'istante non appena lo videro.
<<Come va?>>, disse Godric ad entrambi.
<<Andrebbe meglio se tacessi.>>, rispose Salazar, senza il solito sorrisetto beffardo stavolta.
<<Comunque.>>, continuò Godric, <<Allora? Perché mi hai aiutato?>>, chiese a Cosetta.
Sembrava che avesse gli occhi lucidi ma la sua voce era normale.
<<Ecco... in realtà non ti ho aiutato perché volevo aiutarti, ma perché non volevo vedere morire un'altra persona davanti ai miei occhi per colpa di quell'anatema. Vedi, mia madre è morta per colpa di quell'incantesimo, e io non ho potuto fare niente. Anzi... non ho fatto niente! Potevo fare qualcosa ma ho avuto troppa paura! Quindi, volevo almeno salvare te. Mi sembrava di rivivere quella scena in quel momento. Perdonatemi se vi ho interrotto.>>
Godric le fece un sorriso dolce è rincuorante.
<<Non ti preoccupare. Non fa niente.>>
<<Parla per te!>>, sbuffò Salazar guardandoli male. Sia lei che lui.
<<Ma chiudi il becco!>>, lo canzonò Godric, <<Sai mi piacerebbe sfidarti. Del resto se dici di essere la migliore di tutti allora voglio proprio vedere se dici la verità.>>, si rivolse a Cosetta.
Lei ridacchiò divertita dalla voglia di combattere di quel ragazzo.
<<Va bene, ci sto!>>, disse infine con uno sguardo fiero e di chi ha già la vittoria in mano, <<Prima però fammi cambiare.>>, uscì dalla taverna e andò verso un bagno.
Il bagno era una latrina con dietro una vasca di legno e un secchio d'acqua. Quella era una doccia.
Anche Salazar e Godric uscirono dalla taverna.
<<Beh, io vado a vedere tutto il villaggio, ti va di venire con me?>>
Ma Salazar era già sparito.
<<Ok, lo prendo come un no.>>, e si diresse da solo verso punti a caso del villaggio.
Mentre girava senza una meta si imbatté in una casa molto bella ma anche molto bassa, di solo un piano probabilmente.
La casetta era tutta gialla, con il tetto e la porta marroni.
Godric sbirciò attraverso una finestra e poté vedere all'interno che una ragazza non molto alta stava leggendo un libro a cinque bambini seduti a terra.
Mentre leggeva agitava la bacchetta facendo comparire delle immagini in aria. Probabilmente erano i personaggi della storia.
I bambini strabuzzavano gli occhi tutte le volte che ne faceva comparire uno.
<<Insegna... magia... come mio fratello a me!>>, esclamò Godric.
Non perse tempo e bussò alla porta di quella casa. Era un portone molto spesso.

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