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Non sapeva a chi dare la colpa, se ai Dursley, o a Silente, o a alla McGranitt, ma Draco aveva la certezza che Harry fosse un completo idiota perché da piccolo non aveva ricevuto abbastanza attenzioni, o comunque non quelle giuste.
Il problema?
Beh, il problema risaliva a tre lontane settimane prima.
"Malfoy, hai visto?"
"Cosa, tesoruccio?" Harry lo aveva cruciato con lo sguardo dall'altra parte della Gazzetta del Profeta.
"Pare che l'asilo magico qua vicino sia davvero ottimo. Sai, per insegnare ai bambini a gestire gli attacchi di magia nervosa, per fare amicizia.."
"Mio figlio non andrà in nessun asilo nido"
"Tuo figlio?"
"Mio, tuo, nostro. Teddy non andrà in nessun asilo"
"E invece si da il caso che io lo abbia già iscritto"
"Tu cosa?"
"Ho iscritto nostro figlio in un asilo"
Draco si era alzato in piedi, gli occhi dilatati e i nervi tesi. Harry lo guardava pacifico da sotto gli occhiali. Era bellissimo. Cioè irritante. Con i suoi ricci morbidi, la pelle tesa sui muscoli, e gli occhi verdi brillanti.
"Quando?"
"Il mese scorso. Lo hanno preso, domani è il suo primo giorno. Così possiamo tornare al lavoro presto." Si era alzato, gli aveva battuto una mano sulla spalla e se ne era andato, lasciando il biondo sbigottito.

Il colloquio del giorno dopo era andato malissimo, secondo Malfoy. Harry invece era convito che se la erano cavata alla grande. L'unico inconveniente era che la maestra era sicura che fossero una coppia, e li aveva invitati alla festa di iniziò anno dicendo "Mi raccomando, venite e non vergognatevi! Non siete gli unici così qui, ce n'è una coppia sposata. Non fatevi problemi eh!"
Così, mentre risalivano in macchina, Draco inizió a parlare in falsetto. "Dolce amore mio, splendore, mia unica ragione di vita.. vero che mi accompagni in ufficio?" Poi aveva iniziato a sbattere le ciglia bionde. Riflettono il sole, notò Harry, e mentre faceva degli strani pensieri sugli occhi di Draco andò quasi contro un albero.
Sospirò. "Ma certo, tesoro"

Draco non voleva andare alla festa, e quindi odiava Harry per aver accettato. E Harry aveva accettato solo perché non aveva ricevuto abbastanza attenzioni da piccolo. Infatti se alla maestra aveva detto che non poteva perché doveva lavorare, non se l'era sentita di dire di no agli occhioni cangianti di Teddy. Cangianti nel vero senso della parola, infatti mentre pregava uno dei due papà di venire (il più debole, aggiunse Draco fra sè e sé) i suoi occhi avevano cambiato i sette colori dell'arcobaleno.
"Papá, veo che venite alla fetta ciuper cipeciale dell'acilo? Così vi precento i miei amici!"
"Teddy, davvero, mi piacerebbe, ma papà deve lavorare."
"Eddai papiiii" Labbro sporgente, occhi lucidi.
Teddy le stava davvero provando tutte, e Draco guardava il dibattito divertito come uno che assiste a una partita di tennis, certo che Harry non avrebbe ceduto.
"Oh, e va bene."
Malfoy aveva sputato il caffè sul tappeto.

Ora lo malediceva mentre si annodava la cravatta. Harry fece (senza bussare) capolino nella sua stanza.
"Ci sei? Teddy è sovraeccitato, se non ci muoviamo rischiamo che esploda in cucina."
"Dai troppo zucchero a quel bambino"
"Non è vero. In ogni caso, gli fa solo bene."
Draco si era girato verso di lui, elegante in giacca e cravatta, e aveva visto Harry in una orrida t-shirt dei Cannoni di Chudley sopra i jeans. Bisogna ammettere che per quanto orribile fosse, gli stava bene.
"Omiodio, sei vestito così. E se tu sei vestito così, come hai conciato Teddy?"
Con una smorfia di disgusto si era precipitato giù dalle scale, urlando.

Ed era ancora più incazzato dopo, alla festa, quando Harry lo aveva lasciato da solo per flirtare con l'unica mamma single. Fissò il suo drink -succo di frutta con ghiaccio- finché non gli balenó in mente l'idea del secolo.
Si avvicinò a passi lenti.
"Harry - cominciò dopo aver preso fiato - ringrazia che ci sia nostro figlio in questa stanza, oppure farei la più grande scenata di gelosia che tu mi abbia mai visto fare."
La donna aveva uno sguardo fra lo stupito e l'orripilato.
Draco, fuori impassibile, dentro si divertiva un mondo. Continuó con lo stesso gelido tono di voce. "Mi avevi detto che l'eterosessualità era stata solo una fase giovanile, un errore. Abbiamo adottato un bambino. E io ti trovo qui, a flirtare con questa ragazza. Sono molto offeso. Spero che potrai spiegare, e forse un giorno ti perdonerò. Teddy, andiamo!" Pronunciò l'ultima frase con un tono così perentorio che Teddy non fece i capricci e la stanza si silenziò momentaneamente. Harry era fucsia dal l'imbarazzo, Draco aspettò di aver varcato la porta per iniziare a sghignazzare.
"Che cuccede papi?"
"Ho appena fatto uno scherzo a papà"
"Che cchercio?"
"Uno bellissimo", rispose Draco con le lacrime agli occhi.

Bittersweet {DRARRY FANFICTION}Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora