Capitolo 6

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Sasuke P.O.V.'S

   Non appena bacio Sakura, vedo sia lei, sia Sarada, aprire di colpo gli occhi ed urlare. Sono occhi completamente neri, la pupilla occupa tutto l'occhio, come fossero demoni. Il loro grido è acutissimo e continuato. Mi spacca i timpani. Non prendono neppure fiato. I loro occhi sono circondati da vene gonfie di sangue.

   

   Mi sveglio di colpo. Sono zuppo di sudore. Mi manca il respiro. Mi volto verso il lato di Sakura. Non c'è nessuno. E' notte fonda. Non può essere tutto reale, dev'essere per forza un incubo. Mi alzo freneticamente ed esco dalla camera. Controllo in tutte le stanza chiamando Sarada e Sakura. In parte ho paura di scendere al piano di sotto, per questo continuo a cercarle per un po' nelle stesse stanza uscendo ed entrandoci più di una volta. Ad un certo punto mi sento ancora di più mancare il respiro. Mi ritrovo ai piedi delle scale. E vedo tutto. Al chiarore della luna piena. La casa appare in ombra, mezza distrutta. Poi i due segni bianchi che circondando delle chiazze rosse a determinare dove loro due se ne sono andate. Mi sento le ginocchia cedere. Scendo a fatica le scale e alla fine m'inginocchio ai piedi delle due sagome in vernice bianca. Sento ancora le lacrime bagnarmi il viso. Non posso trattenermi. Appoggio la testa a terra con lentezza. Non era un sogno. Era la realtà, era la fottuta realtà. Mi ero illuso che scendendo le avrei trovate addormentate sul divano, ma non è stato così. Qui non c'è nessuno. Non c'è nessuno a parte me. Serro i denti. I singhiozzi non accennano a smettere. Perché è dovuto succedere? Una punizione per me, per ciò che ho fatto in passato? Ma perché prendere loro? Avrei preferito soffrire le pene del'inferno piuttosto che far finire di mezzo loro due. E' colpa mia cazzo. Perché tutto ciò che tocco finisce per spegnersi, per morire atrocemente?  

   Continuo a piangere, inginocchiato davanti a dove se ne sono andate, per ore. Poi d'un tratto, ormai all'alba sento la porta cigolare. Quando sono entrato per cercarle non ho pensato a chiudere a chiave la porta.

   - Sasuke... ti sei svegliato -.

   

   Naruto P.O.V.'s

   Non mi risponde. Sta cercando di trattenere i singhiozzi, lo conosco, non ama farsi vedere così, ma sembra non riuscirci.

   - Non devi smettere di piangere solo perché ci sono io. Anch'io starei come te -.

   - No invece -.

   Sta volta sono io a rimanere in silenzio. Forse ha ragione. E' già la seconda volta che chi ama gli muore davanti agli occhi. 

   - Sasuke... io...-

   - Vattene. Ho bisogno di stare solo adesso -.

   Abbasso lo sguardo, poi lo guardo voltato di schiena. Non vuole proprio farsi vedere in questo stato. Sempre il solito testardo orgoglioso. Adesso però non è il momento di fargli la predica. 

   - Va bene. Sappi che se hai bisogno di una spalla su cui piangere io ci sarò sempre -.

   Nessuna risposta.

   Esco e mi chiudo la porta alle spalle. Continuo a camminare verso il villaggio. Yamato ha costruito diverse abitazioni di legno in cui ammucchiare la gente, finché la città non verrà ristrutturata. E' curioso e strano notare come alcune case siano rimaste completamente intatte sia dal fuoco che dal vento. Altre danneggiate pochissimo sono state già riabilitate. Quelle più distrutte sono rimaste solo provviste di pavimento. Mentre altre sono scomparse del tutto. Sono morti molti animali domestici, anche se le uniche vittime umane sono state Sakura e Sarada. Proprio assurdo. Perché proprio loro? Non capisco. Come si fa ad essere così sfortunati? E' proprio ingiusto. Mi sento salire la rabbia e colpisco con potenza un sassolino. In più non sono neppure riuscito a catturare quell'essere. Ad un certo punto è scomparso del tutto. Devo ritrovarlo e capire perché ha fatto tutto questo. E poi chi è? O cos'è?

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