Capitolo 13

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Sclerate con me, pls-Il fatto che Jimin in questa gif sembri quasi un angelo è una coincidenza, lo giuro-○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●○●

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Sclerate con me, pls-
Il fatto che Jimin in questa gif sembri quasi un angelo è una coincidenza, lo giuro-
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Aprii gli occhi in seguito ad un forte bagliore, infastidito da quella luce puntata direttamente contro al mio viso.

Ero sdraiato su una superficie fredda, all'apparenza un pavimento bianco, e puntando lo sguardo sul soffitto mi accorsi che era del medesimo colore.

Tutto intorno a me era di quella tonalità.

Impiegai qualche minuto prima di trovare la forza di mettermi seduto e, sorpreso del fatto che non avessi sentito nemmeno un minimo di dolore, realizzai di essere all'inizio di un lungo corridoio; in fondo c'era un'altra luce, più simile ai raggi del sole, che sembrava segnalare il punto finale di quella specie di galleria.

Spostando l'attenzione sulle mie braccia scoperte -indossavo solo una canottiera color panna, e pure i pantaloni erano uguali- rimasi sorpreso nel notare che non avessero nessun livido, nè taglio a rappresentare le precedenti torture del Signor Wang; nemmeno toccare l'orecchio mi comportò del male, anzi, mi ritrovai a spalancare gli occhi quando sentii la pallina metallica del piercing.

Passai le mani sul viso, più sconvolto che felice, sentendo per l'ennesima volta che non ci fosse alcuna traccia di tagli o gonfiore.

Cos'era successo?

Ma soprattutto, dove mi trovavo?

Iniziavo ad avere paura, ma allo stesso tempo avvertivo una sensazione piacevole nel corpo, un abbraccio inesistente che pareva avvolgermi in un tepore confortevole.

Percepivo soltanto un lieve fastidio nella zona dell'addome, per l'esattezza dove ero stato colpito dalla pallottola.

Anche quell'area era perfettamente immaccolata, priva di tracce di sangue o altro.

Mi diedi uno slancio e raggiunsi la posizione eretta, indeciso se percorrere il corridoio o rimanere nella stessa posizione.

Dietro di me c'era un muro, quindi la prima opzione era l'unica plausibile.

Iniziai a camminare a passi lenti, senza la minima idea di dove sarei finito, ancora pervaso da un senso di quiete interna, che continuava ad essere un elisir per il mio corpo.

C'era un silenzio quasi fastidioso, non si sentiva nemmeno il riecchieggiare dei miei passi.

Era un luogo così strano ed enigmatico...
In un certo senso persino inquietante.

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