[Aveva avuto il pretesto per uccidermi due volte, ma non lo aveva fatto.]
- boy×boy
- Genere: Angst, Erotico, Malinconico.
-Avvertenze: Capitoli lunghi, scene smut dettagliate.
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Quella notte non riuscivo a prendere sonno in nessun modo, i ricordi di Taehyung che accarezzava il mio corpo, i suoi atteggiamenti spinti, ogni istante di lui in quei momenti continuava a crearmi delle sensazioni strane.
Ero fottutamente preoccupato per la mia sanità mentale, perchè mi era piaciuto sentire Taehyung così tanto vicino a me.
E come se non bastasse la stessa persona stava dormendo al mio fianco, proprio nel letto matrimoniale dove mi aveva fatto uno dei migliori lavoretti di bocca; dormire con questi pensieri nella testa era del tutto impossibile, su questo non c'erano dubbi.
Ero quasi sicuro di provare soltanto dell'attrazione fisica, ma anche abbastanza "sano" da potermi accorgere degli strani atteggiamenti di Taehyung: negli ultimi giorni, o in particolare ieri, mi era sembrato un ragazzo completamente diverso.
Rilasciai un piccolo sbuffo e mi girai verso Taehyung per vedere il suo viso, ma gemetti ad alta voce quando mi accorsi che pure lui fosse intento ad osservarmi.
Nella penombra della stanza, dato che Taehyung aveva lasciato accesa una piccola luce sul comodino, avevo delineato una sfumatura confusa nelle sue iridi, un bagliore che non si lasciava identificare in nessun modo.
"K-Kim Taehyung-" Balbettai sotto voce, con il cuore a martellare violentemente contro alla cassa toracica.
"Sei fottutamente inquietante, lo sai?" In risposta accennò soltanto una risata, facendomi rimanere perplesso.
Perché la sua risata mi sembrava così bella...
"Neanche tu riesci a dormire?" Avrei voluto confermare, ma nemmeno una parola attraversò la mia bocca; era come se le corde vocali si fossero bloccate.
Non mi riconoscevo più, da quando Park Jimin era timido? Era sempre e solo colpa di Kim Taehyung, ovviamente.
"Sai, Jimin" Si mise sul fianco e puntò lo sguardo nel mio, soffermandosi profondamente nei miei occhi.
Non me n'ero ancora accorto, ma era senza maglia.
Arrossii violentemente a quella realizzazione e, mentre spostavo l'attenzione altrove, Taehyung proseguì con la frase, riscuotendomi fino al midollo con quella voce dannatamente sensuale.
"Continuo a pensare a quando ci siamo baciati..." Era inquietante affermare di avere lo stesso problema?
"A quando hai toccato il mio corpo..." Dannazione, mi stavo eccitando.