19 . Grandi difficoltà, ma grande speranza

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C'era l'apocalisse. Un futuro inaspettato aveva stravolto quella tranquillità che c'era dopo le battaglie furiose contro Zeref e Acnologia.

Il mondo della magia, Earthland, l'universo, tutto era in subbuglio e in via di distruzione.

Fairy tail e i cinque demoni avevano iniziato quella guerra, combattevano senza sosta, schivando e attaccando per metterli in svantaggio, ma non riuscivano a piegarli nemmeno in ginocchio.

Hikari non si era fatta da parte, anzi, collaborò con loro andando contro sua sorella Yukiho, iniziando una battaglia che di umano non c'era nulla, se non i loro corpi. La colpì con diverse tecniche della luce antiche, che persino Makarov non conosceva. Accadeva di tutto, abbagli di luce, scosse terrene e perfino inondazioni nonostante il mare fosse a kilometri da dove erano situati loro. Si sentivano i loro affanni nell'aria, i respiri pensanti di chi non riusciva a sostenere una battaglia troppo grande per le loro portate, ma non si erano di certo tirati indietro. Piuttosto che far soccombere il mondo in cui vivevano felicemente, riducendolo alla schiavitù dei demoni della galassia, avrebbero sacrificato le loro vite sfruttando tutta la loro magia che avevano in possesso nei loro corpi.

I cinque esseri erano troppo potenti e superiori a loro, per questo si erano divisi in gruppi da più persone per poterli sconfiggere al meglio, ma nonostante questo, sembravano ancora delle formiche al loro cospetto.

I dragon slayer fronteggiavano Seina, la più pericolosa delle quattro. Erano in difficoltà, la ragazza si muoveva laggiadra, fendendo colpi con gli artigli quasi invisibili ai loro occhi, per via della velocità con cui si scagliava contro di loro. Wendy rimaneva in disparte, aiutandoli a rafforzare le loro magie con i suoi poteri, ma non essendo in grado di attaccare e prestare attenzione ai compagni nello stesso tempo, veniva affiancata dal team di Laxus, che la difendevano da attacchi esterni. Natsu aveva fatto fuoriuscire dal suo corpo il demone E.N.D che nonostante la sua mostruosa forza, non arrivava allo stesso livello della donna. Ogni pugno, ogni calcio, ogni soffio erano inutili contro di lei, ma nelle loro menti sapevano che non era indistruttibile, non sarebbe durata a lungo con quel metodo. Gajeel non smetteva mai di muoversi e grazie alla forma ombra, permetteva ai suoi alleati di attaccarla nei momenti in cui era distratta da lui. Era un continuo pareggio, anche se si sapeva chi aveva la forza maggiore per avvantaggiarsi sull'altro.

Atena si era innamorata di Erza, il suo spirito gridava quanto avrebbe voluto farla a pezzi con le sue amate spade. La rossa completamente schifata dal comportamento di quest'ultima indietreggiava cercando di non farsi colpire dai fendenti roventi e penetranti delle lame, che con un solo colpo, potevano dividere la terra a metà. Divertente eh?

Juvia e Cana cercavano di confonderla, tenendo quelle armi pericolose lontane dalla loro pelle, formulando ogni tipo di magia per rallentarla o per lo meno stancarla, ma anche per loro, era troppo disumana in ogni aspetto. Rispetto a loro avevano qualcosa in più che li permettevano di avvantaggiarli conducendoli alla vittoria. Levy restava al fianco di Erza, ma sapeva, in cuor suo, che la magia del solid script non l'avrebbe aiutata molto in quell'occasione. La rossa poteva ribattere con le sue di spade, ma al contatto con quelle dell'avversaria si sfracellavano come se fossero inutile rottame, e non voleva che esse venissero paragonate in quel modo.

La spada era la sua arma, e un piccolo demone che si crede dio, sceso da non si sa quali cieli, non si poteva permettere di spiccare una sola parola contro esse. Significava dichiarare pura guerra ad Erza Scarlet.

Mirajane, insieme a Lisana, Gray e Elfman erano capitati contro Ayaka, che senza un motivo sensato, aveva iniziato a ridere a gran voce, guadagnandosi occhiatacce da parte loro. Il suo momento di follia si interruppe nell'istante in cui i membri di fairy tail iniziarono ad avanzare verso di lei con l'intento di attaccarla per primi. Non avevano molte speranze nella battaglia a distanza, e questo da Ayaka fu notato. L'unico che aveva più possibilità era gray, ma da solo non l'avrebbe di certo sconfitta.

Makarov e Lucy, o almeno colei che controllava il suo corpo in quel momento, si misero contro dear one. Una volta sconfitto lui, avrebbero posto fine alla tragedia che stavano vivendo con i loro occhi.

Nessuno pensava che quella era la fine di tutto, la fine del mondo. Il caos era avanzato lungo Earthland, dove centinaia e centinaia di esseri provenienti dalla galassia li stavano distruggendo lentamente.

<<Non permetterò che il tuo piano si concludi con un risvolto positivo>> disse Lucy, avanzando i suoi passi verso il demone, che difronte alla sua potenza non poté che sorridere ammaliato.

Sentiva, anzi, voleva tutto per sé quel potere che da tempo aveva bramato e che ora era davanti ai suoi occhi. Nemmeno la Dea dell'equilibrio lo avrebbe fermato e se solo avesse provato a farlo, beh, l'avrebbe eliminata.  La sua vita, non gli serviva, per lui era solo un contenitore di pura magia.

<<E io non permetterò che tu mi intralci>> ribatté lui, non muovendosi di un millimetro.

La bionda rise, lanciandogli un'occhiataccia gelida e inespressiva. Quelle iridi marroni che sempre l'avevano caratterizzata erano sparite, e quel colore tanto brillante quanto lucente che le dominava ora, emetteva una passione così forte da renderla schiacciante.

In quel momento però, qualcosa andò storto. La sicurezza, il potere, la sua identità, le crollò addosso.

Si guardò intorno spaesata, non capendo cosa stesse succedendo.

<<Ohi! Lucy! Sei tornata normale!>> urlò Gray, assestando l'ennesimo attacco da parte della rosa.
La ragazza lo vide, e una tristezza invase il suo corpo. Non sapeva cosa le stesse accadendo, ma era tutto così strano.

Vedeva distorto, i compagni che cadevano uno dopo l'altro senza vita sulle mattonelle e il sangue che le sporcava. Le lacrime che rigavano il suo viso, fino a poco tempo prima, indifferente e senza crepe.

Girava, il mondo girava.
Poi ad un tratto vide, vide la luce.
Una risata si espanse in quel piccolo spazio dove, secondo lei era situata, ma aprire gli occhi fu una delle scelte più sbagliate della sua vita.

Capiva il perché solo in quel momento.
I demoni erano alla pari con i suoi compagni che lottavano duramente; Makarov l'affiancava e sembrava parlarle ma lei non lo sentiva, la sua voce era ovatta come il resto dei rumori.

Sembrava nel suo corpo, ma in realtà era prigioniera in qualcosa che per lei risultava troppo grande.

La dea e Lucy erano due entità diverse. La prima viveva assopita dentro di lei, nascosta e protetta dalla magia della seconda, che nemmeno sapeva di questa realtà.

Davanti a lei però, il corpo di Natsu giaceva ai suoi piedi. Il cuore le faceva male, vedere quel viso abbronzato sempre pieno di vita ora diventato pallido e privo di vitalità. Quell'uomo che le aveva dato tutto, le aveva permesso di vivere una vita piena di sorrisi e di avventure, sembrava morente. Ma non lo accettava.

Urlò. Ma nessuno sentì la sua voce.
Pianse. Ma nessuno sentì il suo pianto.
Cercò di protestare e di liberarsi da ciò che la teneva imprigionata, ma ogni cosa che faceva sembrava nulla.

Il suo corpo si muoveva e combatteva contro dear one, percepiva ogni singolo attacco, ogni lacerazione della pelle, ogni dolore proprio come se fosse lá fuori.

Non era protetta, era solamente esposta e non poteva fare nulla se non la spettatrice. E non voleva.

Le sentiva, le voci dei suoi compagni che gridavano, e ogni goccia del loro sudore risultava il loro impegno e dedizione.

Non poteva arrendersi per così poco, avrebbero posto fine ai quei demoni, insieme.

𝗝𝘂𝘀𝘁 𝗹𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲 ✔︎Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora