4.Un posto speciale

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Biondo
In macchina non parliamo molto.

Emma è assorta nei suoi pensieri e guarda Roma che le scorre davanti agli occhi.

Quando passa alla radio qualche canzone che le piace inizia a canticchiarla e io la faccio lo stesso, ma tra di noi non diciamo praticamente niente.

Fortunatamente la strada non è troppo lunga e dopo circa mezz'ora arriviamo in uno dei luoghi, a mio parere, più belli di tutta la città.

Come sempre non c'è molta gente, anzi direi che non c'è proprio nessuno.
Del resto non è questo l'orario migliore per venire qui a godere del panorama di Roma, ma preferisco così.
Troppa confusione non avrebbe aiutato Emma a sfogarsi e a ritrovare il sorriso.

Ho trascorso decine e decine di pomeriggi a guardare il sole tramontare da qui sopra, ma devo ammettere che anche adesso che è già buio offre una vista spettacolare.

Una volta parcheggiato, scendo dalla macchina per aprire lo sportello ad Emma e la vedo subito sorridere quando il suo sguardo si sposta sulla maestosità di Roma illuminata dalle mille luci cittadine.

"È bellissimo!" esclama stupita portandosi le mani a coprirle la bocca.
"Vieni." le prendo di nuovo la mano e ci avviciniamo alla ringhiera per sederci su una delle panchine.

Non posso darle torto; lo Zodiaco è uno dei posti più belli della mia città, un luogo tranquillo e spettacolare che ho sempre considerato il mio posto speciale.
È giusto per riflettere, per comporre, per scrivere, per sbollire la rabbia e per assimilare una novità.

Mi fa piacere farlo conoscere anche a lei, nonostante io non abbia mai amato condividerlo con qualcuno.
Emma ha bisogno del suo posto speciale adesso che è lontana da casa sua.

"Grazie davvero Simo." appoggia la testa sulla mia spalla e io le scompiglio i capelli.
"Gli amici servono a questo no?" chiedo retoricamente.

Emma alza lo sguardo su di me e sorride.
"Ti voglio bene."

Resto un po' sorpreso; lei non sembra una che esterna così facilmente i suoi sentimenti soprattutto dopo poco tempo, ma effettivamente ha trascorso l'ultima settimana sempre con me e Luca e anche io mi sono già affezionato a lei.

"Anche io babe." le do un bacio sulla fronte e aspetto che sia lei a parlare.

Passiamo qualche minuto a guardare Roma davanti a noi e nonostante il freddo stiamo bene.

"Non lo sto facendo apposta." dice lei dopo un po', quando meno me lo aspetto "Non voglio sembrare la vittima e nemmeno quella che piange senza motivo."

Le sollevo il mento per guardarla negli occhi.
Ha degli occhi di un verde lucente che sembrano parlare per lei.

"Nessuno lo pensa." affermo con convinzione.
"Le ragazze sì." risponde e i suoi occhi diventano di nuovo lucidi.
"Vedrai che cambieranno idea." provo a rassicurarla abbracciandola di nuovo.
"Lo spero." si appoggia a me e tra di noi cala di nuovo il silenzio.

Continuo ad accarezzarle i capelli e penso che mai avrei immaginato di poter essere suo amico in tempo tanto breve. O essere suo amico in generale.

E pensare che addirittura mi intimoriva la prima volta che l'ho vista!

Bisogna solo conoscerla per capire che persona meravigliosa lei sia.

"Stavo pensando..." richiama nuovamente la mia attenzione "...se chiedessi di cambiare squadra?"

Alza la testa per vedere la mia reazione e io mi apro in un gran sorriso.

"È un'ottima idea! Anzi vengo con te a chiederlo alla redazione in qualità di caposquadra!" propongo.

Stolen Kisses || S&ELa tua prossima ossessione. Scoprilo ora