15. Piccoli gesti

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Emma
La puntata sta proseguendo per il verso giusto e io mi sento euforica come una bambina al luna park.

Di tanto in tanto non posso fare a meno di far cadere lo sguardo sul capitano della mia squadra, seduto al banco proprio davanti al mio.

Oggi seguo tutto con attenzione a differenza della settimana scorsa in cui non mi sono accorta di niente di ciò che è accadeva attorno a me.

Simone canta Quattro Mura e come sempre è padrone del palco, si diverte e coinvolge l'intero pubblico in studio che lo accompagna conoscendo ormai il testo del suo inedito.
Anche io ho imparato alcune parole, pur non essendo affatto brava con l'italiano.

La puntata sta per concludersi e Maria annuncia l'ingresso nella scuola di un ragazzo che ha rinunciato ad un contratto con una casa discografica per partecipare ad Amici perché sente di dover ancora crescere artisticamente e di doversi concentrare sulla sua musica.
Il ragazzo, che mi sembra di aver capito si chiami Irama, canta un suo pezzo di cui riesco ad afferrare un quarto delle parole, ma che è molto orecchiabile.
Ha una bella voce, oltre che un gran coraggio per la decisione che ha preso.
Maria gli consegna la felpa nera della scuola assegnandolo alla nostra squadra e annuncia ufficialmente la fine della diretta.

Il pubblico scoppia in un boato rumoroso come sempre e ci saluta dagli spalti, mentre tutti noi ci alziamo dai nostri banchi per poter raggiungere la sala relax.

Purtroppo la positività che mi aveva pervaso all'inizio della puntata mi ha abbandonata dato che non ho cantato e mi sembra un po' come se tutto il lavoro dell'intera settimana fosse stato vanificato.
Certo, non ero molto sicura su alcuni brani, ma avrei voluto esibirmi per dimostrare che sto provando a mettere in atto tutti i consigli dei prof.

Voglio davvero far arrivare le mie emozioni, ma se non mi danno la possibilità di cantare, come dovrei fare?

Cammino seguendo i miei compagni lungo il corridoio che porta alle varie salette, fin quando non sento qualcuno afferrarmi un polso.

"Ehi, mi fai un sorriso?" la voce inconfondibile di Simone mi fa sorridere automaticamente e mi volto verso di lui per guardarlo.
"Così va meglio." mi lascia un bacio sulla fronte e io lo abbraccio.

Né io né lui ci sbilanciamo troppo davanti ai nostri compagni che ci superano per entrare il sala relax.

"Sei stato bravissimo." gli dico e lui mi scosta un po' da sé per mostrarmi un sorriso sincero.
"Grazie, Emmina. Vedrai che la prossima volta canterai anche tu e dimostrerai quanto sei meravigliosa!" mi fa l'occhiolino e poi mi stringe di nuovo.

È incredibile come la sua vicinanza mi renda tranquilla ed esaltata allo stesso tempo.

"Domani vieni a pranzo con me e non accetto un no come risposta." mi sussurra all'orecchio approfittando della poca distanza che ci separa adesso.
"Non ti rispondo, tanto hai già deciso tu." rido e mi allontano definitivamente da lui per raggiungere gli altri in sala saltellando come una stupida senza riuscire a nascondere la mia allegria appena ritrovata.

È stato capace di farmi tornare il buonumore come ha sempre fatto da quando ci conosciamo, ma ora è come se la nostra complicità fosse magicamente aumentata, diventando vera e propria alchimia.

Può essere tanto forte l'influenza di qualche bacio nel nostro rapporto? O forse sta cambiando davvero tutto e non è solo un fatto di baci?

Da ieri sera non faccio altro che chiedermi come andrà a finire questa storia e da ieri sera impongo a me stessa di non pensarci troppo, ma di godermi solo il momento.

Stolen Kisses || S&EDove le storie prendono vita. Scoprilo ora