La nuova città era sul mare.
Athena lo capì non appena mise piede nella stazione; l'odore di salsedine, anche se mischiato a quello del gas di scarico, era inconfondibile.
Stava piovendo, quindi, in un goffo tentativo di non bagnarsi, la ragazza tenne lo skateboard sollevato per ripararsi.
Dopo una decina di minuti passati a camminare la ragazza, senza nemmeno rendersene conto, arrivò nella parte della città che più le si addiceva: la zona nascosta.
Tutte le città si somigliano per struttura.
Vi è la parte più bella, quella che conoscono i turisti e che è il simbolo della città, poi vi è la zona comune, la vera città, dove la gente vive.
Infine c'è la zona nascosta.
Si nasconde agli occhi di tutti, invisibile agli occhi dei più se non per qualche vagabondo che ha sbagliato via, ma c'è, e se sei bravo la puoi trovare facilmente.
Athena aveva vissuto fin da quando aveva memoria in quella zona; sapeva di dover mantenere un profilo basso e cercare di stare lontana da tutti, e sapeva dove trovarla.
Si era fatto tardi: era meglio trovarsi un posto per la notte.
In un vicolo la ragazza vide un uomo che, barcollante, le si avvicinò.
<<Hey, bella biondina, vieni qui che ci divertiamo.>>. Athena cercò di rimanere impassibile e continuò dritto, ma quello persisteva.
Forse, se egli non l'avesse afferrata per il braccio, niente di tutto quello che racconteremo sarebbe accaduto: la giovane era abituata a queste cose, viveva in un ambiente frequentato da loschi individui.
L'uomo, i sensi annebbiati dall' alcool, accelerò il suo passo traballante, raggiungendola e afferrandole il braccio con una forza notevole per la sua corporatura.
Athena lanciò un grido di puro panico: la stretta di quell'uomo assomigliava troppo a quella del Dottor Smirnov, lo scienziato che le aveva procurato dolore e sofferenze solo elenco suoi esperimenti su di lei e Jago!
Velocissima la ragazza si girò e protese la mano, concentrandovi tutta l'energia che le scorreva nel corpo, mentre i suoi occhi rischiaravano la notte.
Lo sconosciuto spalancò gli occhi, ma non ebbe il tempo di fare nulla: fu colpito in pieno e volò per diversi metri, prima di ricadere a terra.
La ragazza si avvicinò, ancora tremante, e le mancò il respiro:
Perché l'uomo che aveva appena colpito non era il Dottor Smirnov.
Si precipitò a tastargli il polso, cercando di capirne le condizioni, ma non c'era battito.
I suoi occhi erano ancora aperti, lo sguardo ora offuscato era quello di qualcuno che non sapeva cosa stesse succedendo, e non avrebbe mai avuto una risposta alla sua muta domanda: perché?
Athena si mise una mano sulla bocca per evitare di urlare.
"Ho ucciso un uomo."
Questa era l'unica cosa di cui era cosciente la ragazza, mentre le sue mani tremavano per la tensione ed i suoi occhi non accennavano a smettere di brillare come facevano normalmente .
"Ho ucciso un uomo innocente".
Senza pensare più a nulla Athena iniziò ad indietreggiare, prima a poco a poco poi correndo con tutte le sue forze: lo sguardo stupefatto dell'uomo le era impresso a fuoco nella mente, un muto rimprovero per ciò che aveva appena fatto.
Si fermò solo quando le sue gambe, non riuscendo più a sostenerla, la abbandonarono, facendola cadere a terra.
Per quelle che le sembrarono ore la ragazza, poi, guardò il vuoto, finché il senso di sopravvivenza non superò il suo stato di shock: doveva andarsene da lì, la gente si sarebbe fatta strane domande sulla morte di quel senzatetto, e lei non voleva essere lì ad ascoltare.
Peccato che i treni per quel giorno erano finiti, e che il primo sarebbe partito la mattina dopo molto presto.
Athena non voleva addormentarsi, non si meritava il riposo, ma alla fine la stanchezza prese il sopravvento, e la ragazza rimase lì, in un vicolo, la guancia bagnata da una sola lacrima solitaria.
. . . .
<< Abbiamo intercettato una chiamata interessante.>> disse il Dottor Smirnov mentre applicava gli elettrodi al petto del ragazzo.
<< Cosa?>> disse lui, curioso.
<< Un senzatetto è stato trovato morto una o due ore fa in un vicolo . Le cause sembrano ignote, ma l'autopsia ha rilevato...>>
<< bruciature di primo grado sugli stradi esterno di pelle, immediato arresto del cuore ed incoronazione delle costole colpite?>> lo interruppe Jago, lo sguardo perso nel vuoto.
Aveva passato mesi a studiare tutto quello che era stato raccolto sui poteri di Athena, e doveva ammettere che era affascinante: sembrava che l'energia si propagasse dal punto colpito fino a raggiungere il resto del soggetto, qualcosa che gli scienziati non si erano ancora spiegati.
Jago era stato fortunato: il colpo che aveva ricevuto era stato scagliato con poca potenza, ma una particolare reazione chimica gli aveva comunque fuso la faccia.
<< Veramente anche l'osso del collo si è spezzato per la forza d'urto: l'uomo era morto prima di toccare terra.>> finì il Dottor Smirnov con un sorrisetto: quel ragazzo avrebbe potuto diventare un suo allievo.
<< Dove?>> chiese Jago guardando il dottore negli occhi con una strana euforia.
<< Genova, in Liguria. Si è mossa in fretta la ragazzina.>> disse l'altro.
<< So dov'è Genova, grazie mille. Abbiamo già mandato qualcuno?>> rispose l'altro prima con una nota di sarcasmo nella voce per poi farsi serio con l'ultima domanda.
Allo scienziato non sfuggì quel "abbiamo", e non sapeva se esserne felice o meno: il ragazzino era instabile, almeno per il momento.
<< Sta partendo in questo momento una squadra; tra quaranta minuti saranno lì >> .
<< Vado pure io>> disse il ragazzo, una luce malvagia negli occhi: non si sarebbe perso quell'occasione.
<< Per ora è solo una missione di avanscoperta: se avremo la conferma che il soggetto 2 si trova lì allora interverrai anche tu.>>
Jago fece una smorfia: lui voleva andare subito, e non le piaceva quando chiamavano Athena soggetto 2: la legavano a lui in un certo modo, e lui non lo voleva proprio.
<<Lasciatemici andare!>> protestò lui come un bambino capriccioso, ma fu zittito da una scossa elettrica ricevuta dal macchinario a cui lo aveva collegato il Dottor Smirnov.
Nonostante tutto era ancora una cavia per loro, ma avrebbe conquistato la loro fiducia per ottenere la sua vendetta, che ora gli sembrava più vicina che mai.
Ciao a tutti!
Scusatemi molto il ritardo per questo capitolo, ma ovviamente le verifiche ce le mettono tutte le ultime settimane, perché distribuirle in maniera logica durante tutto l'anno sarebbe troppo difficile🙄.
Comunque volevo un attimo specificare che la località scelta dove mandare Athena e quindi anche la C.A.S.A, Genova, èuna bellissima città ma che io conosco poco: ci sono stata solo due volte, una per l'acquario e l'altra per le barche a vela, è una lunga storia... quindi se siete del posto scusatemi ma potrei parlare di luoghi immaginari creati da me con il solo scopo di fornire un'ambientazione alle scene ( mamma mia che linguaggio aristocratico 🤣)
Al prossimo capitolo!
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Power: Enemies
FantasySecondo libro della saga "POWER". Si trova un RIASSUNTO DEL PRIMO LIBRO all'inizio per coloro che vogliono iniziare la lettura da qui. Athena fugge senza una meta da quattro mesi. Cambia città continuamente, a bordo di treni e mezzi di fortuna, in u...
