6. Dream-catcher

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Non si era nemmeno accorto di essersi addormentato. Con la testa sepolta nel libro di economia, nel tentativo di recuperare i mesi persi, Theo aveva finito per addormentarcisi sopra, sdraiato su quello che ormai da due settimane a questa parte poteva chiamare il suo letto.

"Theeoo"

Theo aprì gli occhi di scatto, ansimando e cercando di ricordare dove fosse, perchè fosse al buio e perchè facesse così terribilmente freddo.
Era a casa di Liam. Liam lo aveva ospitato. Lo aveva voluto lì. Theo alzò una mano, cozzando contro una gelida superficie metallica.

"Theeoo" Theo rabbrividì, il cuore che accellerava. Tara era lì. Era in casa. Si sarebbe ripresa il suo cuore. Avrebbe fatto male a Liam?

Con quei pensieri che gli affollavano la mente Theo rotolò fuori dalla cella mortuaria, scattando in piedi in allerta. Si voltò a destra, poi a sinistra, trovandosi davanti Tara. O quello che ne rimaneva di lei. "Theeo"

Theo fece un mezzo passo indietro, gli occhi lucidi, il labbro inferiore che tremava. "Non... non ti devi fermare" biascicò tra le lacrime.

E boccheggiò mentre Tara gli strappava il cuore dal petto. Il suo corpo che cadeva in terra, Tara che lo guardava dall'alto col suo sguardo gelido. "Theeo"

"Non..." Theo boccheggiò morendo "...fargli... del male..."


E si svegliò urlando.

Con la mano stretta al petto scatto' a sedere cercando di riprendere il controllo. Il ticchettio delle dita sul petto che scandiva il ritmo lento del cuore, mentre respirava pesantemente. Dopo svariati minuti, alzò lo sguardo e si guardò intorno. Era di nuovo nella sua stanza, era al sicuro, dov'era Liam?

Theo si alzò frettolosamente dal letto, e aprì lentamente la porta. Fortunatamente non aveva svegliato i signori Geyer, o avrebbero avuto parecchie spiegazioni da dare. Uscì in corridoio e si fermò davanti alla porta della stanza di Liam, indeciso se bussare, o tantomeno entrare.

"Theeo" La voce sibillante e gelida di sua sorella gli rimbombava ancora nelle orecchie. E lo spinse a girare la maniglia della porta, che si aprì cigolando, su una stanza silenziosamente vuota. E su un letto vuoto. Liam non era lì. Perchè non era lì? Il cuore di Theo perse un battito, mentre gocce di sudore freddo gli scivolavano ancora sulla fronte.

Poi ricordò. Liam glielo aveva detto quella mattina a scuola che non sarebbe tornato a casa. La sera dovevano giocare in trasferta e avrebbero dormito in un motel per rincasare la mattina seguente. Idiota, si disse tra se' e se', prima di fare un respiro profondo per calmarsi. L'odore dolce e familiare di Liam che impregnava tutta la stanza ebbe subito l'immediato effetto di rilassarlo. Non era un incubo. Era tutto reale. Non era piu' là sotto.

Fece per voltarsi per tornare in camera sua e rimettersi a dormire. Ma poi si bloccò. Lanciò un'occhiata significativa al letto di Liam. Che male c'era? Era solo per una notte. Chi lo avrebbe saputo? Almeno poteva addormentarsi con la speranza che non sarebbe ricaduto tra le grinfie di Tara. Si guardò intorno lungo il corridoio, prima di chiudere la porta dietro di se'.

*

Sentiva qualcosa solleticargli l'orecchio. Theo mugugnò nel sonno, alzando una mano distrattamente per allontanare qualunque cosa essa fosse. Non funzionò. Girò la testa contro il cuscino, quasi come volesse soffocarci dentro, ma quella cosa era di nuovo lì, sul suo orecchio. Theo soffocò un ringhio.

"Liam, che cavolo stai facendo?" esclamò, quando finalmente spalancò gli occhi - solo per vedere la faccia di Liam che lo sovrastava, il suo corpo disteso accanto al suo, il dito ancora a metà strada tra il suo viso e il povero orecchio di Theo.

What the hell are we?Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora