"Casa, dolce casa" esclamò Liam fin troppo allegramente, mentre apriva la porta di casa sua, tenendola aperta perchè Theo potesse entrare.
"Sei ridicolo" commentò Theo, varcando la soglia lentamente con un mezzo sorriso sul viso, soffocato subito da un gemito di dolore. Si portò una mano a massaggiarsi il fianco sinistro e si bloccò, imprecando mentalmente.
"Tutto okay?" chiese subito Liam, l'espressione ora preoccupata.
"Sto bene, Liam" fece Theo quasi esasperato, facendo roteare gli occhi.
Era da quando si era svegliato quella mattina sul letto dell'ospedale, con Liam appisolato accanto a lui, la mano ancora stretta alla sua, che il lupo continuava a fargli la stessa domanda, con quell'espressione ansiosa come se temesse che Theo potesse crollare da un momento all'altro. Da una parte Theo sentiva il petto scaldarsi piacevolmente al modo in cui Liam sembrava preoccuparsi di lui, era una sensazione che gli piaceva, ma dall'altra parte... la odiava. Odiava sentirsi vulnerabile. Odiava essere compatito. "Sono solo le ultime ferite che guariscono"
Liam sbuffò, mentre Theo zoppicava verso il divano, buttandocisi sopra senza troppi preamboli, emettendo poi un altro gemito di dolore "Sì infatti, sembri proprio in forma" borbottò, raggiungendolo.
"Melissa non mi avrebbe fatto uscire se non fosse stato tutto ok" mugugnò Theo, la voce ovattata e con la faccia ancora contro i cuscini del divano.
Liam lo osservò in piedi accanto ad esso per qualche secondo, prima di alzare gli occhi al cielo "Non riesci ad alzarti giusto?"
"Giusto"
Liam ridacchiò, prima di mettersi a sedere accanto a lui, sul bordo del divano, per non finire sopra le gambe dell'altro, e lo aiutò a mettersi seduto. Theo emise un grugnito di protesta, mentre si metteva seduto per bene, e poi incontrò lo sguardo di Liam.
"Non guardarmi così" disse solo, e Liam potrebbe giurare che quella era la prima volta che vedeva Theo imbronciato. Era adorabile, non che gliel'avrebbe mai detto. Non era proprio il complimento che uno come Theo avrebbe gradito sicuramente.
"Così come?" soffiò divertito, senza riuscire a trattenere il sorriso all'espressione dell'altro
"Come se hai paura che io mi rompa da un momento all'altro" esclamò Theo con uno sbuffo di finta indignazione "Lo odio. Sono una chimera mandata all'inferno e risorta, cazzo. Non sarà un piccolo fuoco d'artificio a mettermi ko"
"Okay" sospirò Liam, un sorriso trattenuto ancora stampato sul viso. "La smetto" E gli diede una pacca solidale sulla spalle.
"Argh" gemette subito Theo, serrando gli occhi e accasciandosi contro lo schienale, contorcendosi
"Mmh.. Scusa, oh chimera incrollabile" fece Liam sarcastico.
Theo aprì solo l'occhio sinistro, ma bastò a lanciare a Liam un'occhiata assassina. Liam rise, ma poi posò la mano destra su quella sinistra di Theo, e lentamente assorbì il suo dolore.
Theo aprì anche l'altro occhio e alzò leggermente la testa dallo schienale per osservare quasi ipnotizzato le linee nere che dalle dita risalivano sull'avambraccio di Liam e poi sparivano sotto le maniche della felpa arrotolate. Liam allargò leggermente gli occhi al dolore che lo pervase "Questo lo chiami stare bene?" esclamò, quasi irritato ora.
"Sei tu quello che mi ha quasi staccato una spalla"
"Oh non fare il drammatico ora, Mr Sono-andato-all'inferno-e-risorto"
"Sai, dovresti imparare ad assumerti le tue responsabilità" ribattè Theo, ora con un mezzo ghigno sul viso e il tono provocante, al che Liam lo guardò alzando le sopracciglia con un sorriso sornione sul viso. "Cosa? Vuoi che la baci così stai meglio?" lo sfidò.
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What the hell are we?
FanfictionTheo e Liam hanno un'avventura di una notte, la sera dopo la battaglia contro i cacciatori all'ospedale. Il giorno dopo però fanno un accordo di non parlarne piu' e di essere solo amici. Questa è la storia di come mandereranno lentamente l'accordo a...
