Capitolo 8

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“Cosa vuoi?” mi sfida

“La stai sfottendo, minchione!” la mia vista è annebbiata dalla rabbia

“Posso fare ciò che voglio” continua

“Lei lo verrà a sapere, sarò io a dirglielo!” urlo ondeggiando un pugno in aria

“Diglielo, non stiamo insieme, ora, levati dai coglioni”

Sono distrutto, per lei.

Non lo merita.

No.

Pov. Di Eleanor

Ho disfatto la mia valigia, la nuova casa è simile a quella che avevamo a Londra.

Ho appena inviato il mio indirizzo a Niall, mi ha promesso che tra meno di due ora penderà il primo volo per raggiungermi, non ci credevo, fin quando non mi ha inviato lo screen della prenotazione.

Farebbe di tutto per me e lo amo per questo.

Ho controllato sul mio Iphone e quì vicino dovrebbe esserci uno Starbucks, amo quel posto, le luci soffuse, i divanetti e le persone che stanno lì a leggere o a lavorare, sorseggiando il loro caffè.

Saluto mia madre e mi vado verso la mia caffetteria preferita.

Il mio frappuccino alla vaniglia è buonissimo e penso di ordinare un caffè da portar via, vorrei andare un po' in giro per la mia nuova città, sono triste, emozionata, e ansiosa, un mix di emozioni che mi rendono esuberante.

Il mio telefono suona nella mia enorme borsa e io cerco di trovarlo, amo le borse enormi, ma ci metto sempre tantissimo a cercare qualcosa, non lo sopporto proprio, molte volte chiunque mi stia chiamando riattacca prima che io possa riuscire a trovarlo e rispondere.

Finalmente.

“Hei Preston!” sorrido consapevole che lui non può vedermi

“El..” la voce bassa e colpevole

“Cosa succede?”

“Io...” sosprira “devo parlarti”

“Ti ascolto”

“Niall...” si blocca, penso volesse una mia risposta, al suono di quel nome il mio cuore inizia a martellare pesantemente nel mio petto “era con una alla festa”

Boom.

“Cosa facevano?” Le lacrime compaiono nei miei occhi

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