Sex everywhere

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Potrei scriverci su un libro, sul serio! Con tutte le figure di merda che ho fatto da quando ero in fasce fino ad ora.
Le cose sono solo andate a peggiorare.
Dovevo pure aspettarmelo, se una persona nasce sfigata, non può di certo cambiare e ritrovarsi con un pò di fortuna. Morirò da sfigata e passarò la mia esistenza ad attirare disgrazie come un cazzo di parafulmine.

Questa qui però sale al primo posto.

Non mi era mai successo di essere ripresa da una professoressa per la mia cattiva condotta in aula. Sono una delle prime del mio corso quindi potete immaginare come possa sentirmi dopo una gaffe del genere.

Mi sono imbambolata a occhi aperti davanti a più di cinquanta studenti, facendo uno di quei sogni a luci rosse che ti lasciano senza parole. In quel momento mi sono sentita come la protagonista di cinquanta sfumature di grigio, versione non censurata ovviamente.
Fino a quando la prof non mi ha richiamata più volte, lanciandomi battutine stupide per farmi deridere dall'intera classe.

Cazzo!

Sdraiata sul letto, guardo il soffito senza guardalo veramente, mentre il mio cervello va a mille.

La mia reputazione oggi è andata a farsi benedire, anche se prima non avevo chissà quale reputazione.
Nel giro di una settimana sono passata da anonima a colei che voleva fare vedere le tette in mensa, da quella che ci prova con tutto ciò che abbia due gambe a quella che s'impalla a lezione.

Quel che é fatto é fatto e non si può cambiare.
Butto fuori un sospiro carico di rassegnazione.

Mentre questi pensieri spaziano nella mia mente, un suono ripetuto e continuo proveniente dall'altra stanza li interrompe in pieno.
Mi avvicino alla parete per sentire meglio, capisco troppo tardi che cosa sta succedendo dall'altra parte del muro.
Ecco il gemito più surreale che le mie povere orecchie abbiano mai sentito.

Oh mio Dio! Ci mancava anche questa!

<Andiamo, non potete fare sul serio>, i versi di Veronica e Archie che si stanno ammucchiando a un metro da me prendono il sopravvento e si piazzano al centro della mia attenzione.
Odio questa casa, le pareti sono talmente sottili che mi sembra di essere lì insieme a loro a fare sesso, anzi, sembra che lo stiano facendo proprio qui nella mia stanza.

E ogni giorno é sempre la stessa storia.

Non possono andare in un motel? Affittare una stanza? Non c'è più rispetto per la gente come me che una vita sessuale non ce l'ha neppure.

Colpisco la parete con un pugno pregando perché la smettano, purtroppo per me il rumore del letto che sbatte mi sovrasta.

Porto le mani sotto il cuscino e lo spingo con rabbia contro le mie orecchie affinché non senta gli ansimi dei due pornoattori.

<Ma cosa siete? Conigli?!>, mi alzo, non potendone più degli ormoni che vagano in casa.

Esco dalla mia camera con i nervi a fior di pelle. Al momento c'è troppo sesso intorno a me e l'unica cosa che mi rimane da fare è uscire. Sono così presi che non penso si siano accorti delle mie urla, delle frecciatine che gli ho mandato e della porta che ho volontariamente sbattuto.
È stato tutto inutile.

Indosso una giacca leggera, afferro chiavi e cellulare e mi precipito fuori di qui.

Decido di cambiare aria, magari una bella passeggiata tra i boschi di Riverdale migliorerà il mio umore.
Mentre cammino sento intorno a me una strana atmosfera, é come essere sotto il mirino di qualcuno, mi sento osservata.
Mi guardo intorno non vedendo altro che asfalto, lampioni e semafori.
Faccio spallucce, magari mi sono sbagliata, mi sto facendo condizionare troppo dalle leggende secondo le quali i Serpents dominano le strade della città quando comincia a imbrunire.

Arrivo al confine con la foresta e con cautela entro tra le alte fronde.
Imbocco uno dei tanti sentieri sterrati e mi inoltro nelle profondità della natura che mi circonda.
Raggiungo lo Sweet Water River per ammirarlo in tutta la sua bellezza, é sempre uno spettacolo sotto la luce del tramonto.

Sono incantata da questo luogo quando all'improvviso sento un ramo scricchiolare alle mie spalle, mi volto di scatto col cuore in gola.

<Kevin?>

<Betty?!>

Spalanco occhi e bocca alla vista di Kevin in t-shirt e tuta, mezzo sudato e col fiatone.

<Cosa ci fai qui?>

<Potrei farti la stessa domanda>, abbasso lo sguardo.

<Sono uscita a prendere una boccata d'aria, Archie e Veronica non mi danno tregua>, ridacchia cercando di rimanere serio.

<Io stavo... emh... facendo jogging>

<Jogging, eh? Sai Kevin, ti conosco da una vita, quella é la tua faccia post sesso>

<Oh andiamo! Come l'hai capito?!>

<Quindi é vero?! Oddio, ma qui? Tra gli alberi? Se lo scopre tuo padre sono guai>

<Non lo scoprirà, il ragazzo che incontro é molto discreto... e sexy da morire>

<Felice di vederti più attivo di me, se vuoi scusarmi ho una passeggiata da finire>, lo supero.

<Non fare tardi Betty, la foresta é pericolosa di notte>

<Si, si, si>, mi allontano a passo veloce ignorando del tutto le sue parole.

La sensazione che avevo prima di entrare tra questo groviglio di alberi si sta facendo sempre più forte.
É come se qualcuno mi stesse seguendo, senza produrre il benché minimo rumore.
Avanzo cauta, credo di essermi persa circa quindici minuti e mille complessi mentali fa.
Sta cominciando a fare buio, accendo la torcia e cerco di tornare indietro.

Sono già passata da qui? Non ricordo questa roccia.
Provo ad accendere la geolocalizzazione ma il segnale é scarso, un'altra botta di fortuna.
Sento di nuovo degli scricchiolii alle mie spalle e sospiro.

<Kevin, cosa ci fai ancora qui?>, quando mi volto però non c'è nessuno.
Spaventata inizio a correre verso la presunta direzione giusta e dopo cinque minuti di corsa senza sosta riesco a uscire da quell'inferno.

Forse aveva ragione, la foresta quando cala il sole é un luogo pericoloso.
Dopo aver ripreso fiato mi allontano rapidamente da lì. La curiosità e l'istinto però mi fanno voltare per dare una rapida occhiata.
Non so se é un effetto ottico dovuto ai rami o al gioco di luci e ombre che si é creato, ma giurerei di aver visto una sagoma maschile per qualche secondo.

Torno a casa sfinita.

<B, ma dove sei stata? Ho provato a chiamarti ma mi dava irraggiungibile>

<Ho fatto due passi con Kevin>

<Oh, va bene allora>

<Hai finito di cavalcare il tuo stallone?>

<Eh? Ci hai sentiti?>

<Credo che vi abbiano sentiti anche i clienti di Pop's>

<Mi dispiace>

<Nulla di grave, figurati>

<Un hamburger potrebbe sistemare la fuga forzata alla quale ti abbiamo costretta?>

<Per questa volta passo, non mi va di uscire di nuovo>

<Ma...>

<Buonanotte>, mi chiudo in camera con il cuore a mille.
Sono stata una stupida a non seguire il consiglio di Kevin, e se mi fosse successo qualcosa?
Se uno di quei delinquenti mi avesse presa in ostaggio o peggio ancora fatto qualcosa di orrendo?

Calma, calma, sono tutta intera...
Devo solo cercare di non fare mai più una simile stronzata!

Il prossimo capitolo sarà movimento 😏
Ma Jug? É ancora vivo? Tutto okay? 😂
Alla prossima! ❤

~Snake Blood~BugheadLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora