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Improvvisamente mi sento leggera, il peso che mi schiacciava non c'è più, le gambe cedono facendomi accasciare sulle ginocchia, la testa pulsa a causa della botta.

Appoggio una mano sperando di alleviare un po' il dolore. Non ho il coraggio di aprire gli occhi, sono terrorizzata.
Sento rumori di lotta, lamenti, respiri pesanti, poi un tonfo.
É come se il tempo stesse scorrendo a rilento.
Passi veloci si avvicinano.

<Betty>, quasi mi si ferma il cuore.
Conosco questa voce…
Oh mio dio!

Apro lentamente gli occhi.

<S-sweet... pea...>, sussurro a tratti con voce roca.

<Cosa ti ha fatto quel bastardo?>, é inginocchiato di fronte a me, ha un livido che si sta colorando sempre di più sullo zigomo sinistro. Poggia le mani su entrambe le mie guance, controllando che non abbia subito alcun tipo di lesione.
Poi mi guarda dritta negli occhi.

Non riesco a proferire parola, sono sotto shock per l'accaduto, sento ancora il tanfo di fumo e alcool che circondava quell'uomo. Il mio cervello ha smesso di funzionare, le emozioni stanno avendo il sopravvento.

<Betty... dì qualcosa...>, continuo a fissarlo senza dire niente.

Dopo non so quanto tempo tiro un sospiro di sollievo. Mi sporgo verso di lui e lo abbraccio, ancora tremante. Non credo si aspettasse un simile gesto da parte mia, ma non tarda a stringermi tra le sue forti braccia, cercando goffamente di consolarmi.
Mi sento così piccola... protetta... al sicuro.
Forse è il posto in cui voglio stare, tre le sue braccia.

Non so calcolare con precisione da quanti minuti siamo in silenzio in questa posizione, so soltanto che adesso sto meglio. La testa ha smesso di pulsare, non ho nessun segno dell'aggressione, solo una piccola lesione a livello psichico.
Ho avuto paura.
Quella paura che ti assale e ti incatena a se. Che non ti lascia andare via, nemmeno quando sai di essere al sicuro.

<Te la senti di fare due passi?>, le sue labbra a contatto con i miei capelli fanno sussultare il mio cuore.

Annuisco e con il suo aiuto mi rimetto in piedi. Le nostre mani si uniscono e rimangono così anche dopo essermi alzata da terra. Le osservo per qualche secondo, sono così grandi in confronto alla mie.

Do un'occhiata alle sue spalle, l'uomo é riverso al suolo privo di sensi. Del sangue fuoriesce dalla bocca e dal sopracciglio, ha il viso ormai tumefatto.

<Grazie per avermi...>, mi zittisce con tono dolce.

<Non devi ringraziarmi... e poi ora siamo pari, tu mi hai aiutato a ritrovare Hot Dog!>, le due cose non sono minimamente paragonabili, ma sorrido per il suo modo di fare.

Faccio respiri profondi e quando mi sento pronta afferro un lembo del suo giubbotto di pelle e gli faccio un cenno con la testa.
Mi sorride, apprensivo, e si immette nella confusione tenendomi costantemente d'occhio, tiene il braccio appoggiato sulle mie spalle.

Non mi sento bene, non mi sento bene per niente, ma non voglio tornare a casa. Al momento ho paura a rimanere da sola. Sono ancora stordita anche se non sembra.

Mentre passeggiamo fianco a fianco incontriamo Archie e Veronica che si tengono per mano come due piccioncini. Appena si accorgono di noi, si scambiano un'occhiata furtiva, che noto subito.

Fermiamo la nostra marcia ed entrambi ci squadrano. Sento il corpo di Sweet Pea irrigidirsi e i muscoli tendersi.
Per un attimo mi preoccupo che possa riferire a Veronica dell'aggressione, ma non lo fa.

<Betty, cosa ci fai con lui?>, adesso sta cominciando a darmi su i nervi.
Lo fulmino con lo sguardo. Deve darci un taglio!

<Archie, non mi sembra di averti chiesto di farmi da babysitter, cosa c'è di male se esco con lui?>

~Snake Blood~BugheadLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora