La rubrica di Lodge

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I raggi del sole che attraversano la tenda della mia finestra mi svegliano. Apro un occhio alla volta, sbadigliando rumorosamente. Sulle labbra fa subito capolino un sorriso, questa notte ho fatto un sogno pazzesco.
Indossavo un vestito da urlo, degno di Victoria Secret, non sembravo nemmeno io. E poi, Jughead Jones voleva baciarmi, è incredibile, voleva proprio me e penso anche che non si sarebbe accontentato di un semplice bacio.
Il mio cervello assopito si risveglia di colpo, provocandomi immediati flashback della sera precedente.
Mi guardo intorno e vedo quel favoloso vestito nero accasciato sulla sedia all'angolo della mia camera, i tacchi sono sparsi qua e là.

<<Oh merda! Allora non me lo sono sognata!>>, mi alzo di scatto a sedere sul letto facendo volare via il cellulare accanto a me.

<<Cazzo!>>, imprecando ancora e ancora mi alzo subito e lo raccolgo pregando che sia tutto intero, per fortuna si é solo incrinata la pellicola di vetro. I miei pensieri però lasciano perdere la momentanea preoccupazione per il telefono e corrono di nuovo verso il viso di Jughead, ho sprecato un'opportunità!
No, ma che dico! Ho fatto la cosa giusta.

O forse no?

Arghhhhh!!!!

Ricordo tutto alla perfezione, le immagini scorrono dentro la mia mente come un video in loop.

Voleva assaggiarmi, volevo assaggiarlo, volevo che le nostre labbra si toccassero anche solo per un secondo. Volevo sentirle morbide, calde, contro le mie.
Ma la mia parte razionale non era d'accordo. Era convinta che quel momento fosse sbagliato, che le cose non dovevano succedere in quel modo.
Avevo ragione, e proprio per questo le nostre bocche si sono solo sfiorate.
Voleva baciarmi perché era ubriaco. Mi avrà confusa con qualche sciacquetta o con una delle sue groupie, oppure l'alcol nel suo corpo ha sicuramente alterato le sue pupille e mi avrà vista come una gran figa.

Cosa che non sono.

Mi avvicino alla scrivania più confusa che mai. Rapidamente mi guardo allo specchio, non ricordo nemmeno di aver messo il pigiama, ho il trucco così sbavato da sembrare un componente della famiglia Addams e i miei capelli sono uno schifo.
Sospiro.
Il mio stomaco brontola, sarà meglio mettere qualcosa sotto i denti. Esco in corridoio e quando raggiungo la cucina rimango a bocca aperta.

Veronica, con ancora addosso l'abito della sera precedente, notevolmente sgualcito, é davanti a una lavagna e sta scrivendo qualcosa con un gessetto bianco.

<V... che diamine stai facendo?>, si volta verso di me provocando un rumore stridulo, solo adesso mi accorgo che é a piedi nudi sul parquet.

<Ecco la mia scolara, sei in ritardo>, alzo un sopracciglio, incredula.

<Veronica, mi appello a tutto il tuo buonsenso, che problemi ti affliggono oggi?>

<Inutile che fai la parte di quella che parla come se fosse uscita da un film ottocentesco, ti ho sentita imprecare in camera poco fa, hai un futuro come scaricatrice di porto>, okay, non sta bene.

Mi avvicino a lei e prima ancora di raggiungerla sento odore di vodka alla fragola provenire da tutto il suo corpo. Faccio una smorfia a quel sentore senza che lei se ne accorga, poi rapidamente mi allontano dalla sua aura alcolica.

<V, seriamente, a che ora sei tornata ieri sera?>

<Questa mattina> sorride, come se fosse normale rincasare alle sette del mattino dopo una notte di baldoria.

<Non potevi dare risposta più eloquente>, mi guarda con aria saccente e torna a scrivere sulla lavagna.

Perfetto! É ancora ubriaca e farnetica cose senza senso.

~Snake Blood~BugheadLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora