Prima volta

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Claudio non sapeva cosa intendesse Mario con "a dopo". A dopo stasera? A dopo più tardi? 

Lo capì quando finì il turno di lavoro e se lo ritrovò fuori dal bar. Ad aspettarlo.

"Ma tu non lavori mai?"

'Claudio così mi offendi, sono solo uscito prima per venirti a prendere. Vorrei portarti in un posto'

"Ah si? E dove andiamo?"

'A casa mia. Ti va?'

"Certo"

Non ci misero molto ad arrivare a casa di Mario. Era in posizione molto centrale, piccola, ma allo stesso tempo molto accogliente. Claudio se l'era sicuramente immaginata diversa. Con tutti i soldi che guadagnava Mario, credeva di trovarsi di fronte a qualcosa di molto più sfarzoso e anche di molto più grande, invece si dovette ricredere. Rimase per un tempo indefinito ad osservare tutti i dettagli e ne rimase incantato: ogni cosa era esattamente dove doveva essere, tutto sembrava essere al giusto posto. Era tutto perfetto.

"Non me l'aspettavo"

'Cosa?'

"Questo?"

'Perchè?'

"Sicuro che posso permettermi?"

'Certo, puoi dirmi ogni cosa che ti passa per la testa Claudio'

"Beh mi immaginavo una casa più grande e molto lussuosa. Avendo comunque un buon lavoro, per di più di famiglia, credo tu abbia molto denaro a disposizione e mi aspettavo qualcosa di diverso. Mi hai sorpreso"

'Ah Claudio, Claudio, quanto devi ancora scoprire di me. Di certo non posso lamentarmi: ho un lavoro, un buono stipendio e, oltre all'affitto da pagare e la luce e il gas, ho molto altro denaro da poter sfruttare come voglio, ma non è nel lusso che amo vivere. Vedi una cosa che ho sempre odiato dei miei genitori è stata quella di aver sempre scelto l'apparenza all'essere e mi sono ripromesso di non voler mai essere come loro. E' vero mi sarei potuto permettere una casa più grande, l'avrei potuta addirittura comprare se avessi voluto, ma non è quello che voglio. Questa casa è perfetta così, perché dentro ci ho messo tutto me stesso. E poi la vita è imprevedibile, magari tra qualche anno dovrò andarmene da Verona e trasferirmi e quindi che senso avrebbe avuto?'

"Si, hai ragione, io la penso esattamente come te"

E si avvicinarono tra loro senza che se ne accorgessero e finalmente, dopo ore di apnea, tornarono a respirare uno sulle labbra dell'altro.

'Mi mancavano i tuoi baci'

"A me mancavi tu"

'Claudio...io ho davvero bisogno di te'

"Sono qui per te", gli rispose iniziandogli a sbottonare i pantaloni e ad appoggiare le sue mani sui suoi fianchi, al di sotto della camicia che indossava.

Mario tremò a quel tocco e Claudio se ne accorse. Continuarono a spogliarsi a vicenda e poi Mario lo condusse in camera sua. Lo baciò piano su tutto il viso, per poi scendere sul petto: posò la sua mano sul cuore e lo sentì battere veloce solo per lui. Questa cosa lo fece eccitare al punto che prese a mordere i suoi capezzoli e a succhiarglieli, vedendo Claudio sotto di lui che iniziava ad ansimare. Continuò la sua discesa fino ad arrivare ai suoi boxer e lasciò un bacio proprio lì: Claudio scattò in avanti. Era il suo modo per chiedergli di più.

'Posso Claudio?'

"Muoviti"

Si spogliarono degli ultimi indumenti che coprivano i loro corpi e Mario non aspettò un secondo di più a portargli due dita vicino la bocca. Claudio le inglobò e le cominciò a succhiare in maniera molto oscena, tanto che quella visione fecero ansimare Mario. 

Le portò poi all'entrata di Claudio e lo iniziò a penetrare, in maniera dolce, come non aveva fatto con nessuno prima di lui. Lo trovò stretto e questo gli fece comprendere la smorfia sul viso di Claudio, che però decise di non fermarlo quando Mario aggiunse un secondo e dopo un terzo dito. Il dolore aveva lasciato posto al piacere.

'Sicuro Claudio? Altrimenti io posso fermarmi qui'

"Se ti fermi ti ammazzo Mario, non puoi lasciarmi ora!", era riuscito a dirgli in un momento di lucidità

"Solo fai piano"

E Mario lo aveva fatto: si era preso cura di lui, dolcemente e Claudio l'aveva percepito.

Aveva raggiunto insieme il momento di massimo piacere e poi Mario si era steso sul corpo di Claudio ed erano rimasti così, abbracciati, per un tempo indefinito. Claudio aveva iniziato a toccargli i capelli (aveva un debole per i suoi capelli!)

"E' stato fantastico"

'Fenomenale. Sei stato bravissimo'

"Ed era solo la prima volta!", si era fatto scappare Claudio

Mario si alzò subito e lo guardò negli occhi incredulo

'Tu non sei mai stato con nessuno Claudio?'

"E' importante?"

'Si, cazzo, si che è importante! Ti potevo preparare meglio, potevamo fare le cose con più calma e potevo evitare di farti male'

"Mario, ehi, ehi, ehi, guardami, respira e tranquillizzati. Non mi hai fatto male"

'Sei sicuro?'

"Sono sicurissimo. E' stata la prima volta più bella che potessi desiderare, grazie" e lo baciò ripetutamente sulle labbra.

'Anche per me'

"Anche per te è stata la tua prima volta?", ironizzò Claudio.

'Ah ah ah, ecco a voi mister simpatia! No, ma tra tutte sicuramente sarà quella che ricorderò'

Avevano passato la serata abbracciati e nudi nel letto di Mario e non potevano desiderare di più. Claudio si dimenticò persino del telefono e delle mille chiamate che gli stavano facendo i genitori, probabilmente preoccupati nel non vederlo rientrare, ma decise che per quella sera era meglio non pensarci. Per una volta voleva davvero godersi quello che gli stava capitando e voleva sfruttare ogni singolo momento con Mario, visto che non sapeva dove la vita gli avrebbe condotti e, soprattutto, se gli avrebbe concesso di farli camminare uno accanto all'altro.

Il tempo di un caffè e un cornettoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora