Fu Claudio il primo ad aprire gli occhi quella mattina. Aveva immaginato mille volte quella scena nella sua testa ed ora che era reale stentava a crederci: Mario nell'incavo nel suo collo e il suo braccio che gli cingeva la vita era la cosa più bella che gli fosse capitata in quella vita. Ne era sicuro. Cercò di non svegliarlo e si alzò perché voleva preparargli la colazione e farla trovare pronta al suo risveglio. Non sapeva cosa mangiava Mario a colazione, ma si ricordava che amava la cioccolata al latte, quindi prese dei cornetti confezionati che aveva a casa e li riempì di quella e poi mise altre cose, sperando fossero di suo gradimento. Mise a fare il caffè, quando sentì due mani appoggiarsi sui suoi fianchi e delle labbra che si posarono sulla sua spalla. Si rilassò all'istante quando le riconobbe e poggiò la testa all'indietro in modo da esporre ancora di più il suo collo alle labbra dell'altro.
'Buongiorno'
"Buongiorno a te, hai dormito bene?"
'Benissimo, devo dire che sei davvero molto comodo Clà, dobbiamo farlo più spesso', gli disse in un sussurro e Claudio non riuscì a fare a meno di voltarsi tra le sue braccia e baciargli il viso, trascurando di proposito le sue labbra.
'Non credi di aver dimenticato qualcosa?'
"No oddio non mi sembra, cosa mi sarei dimenticato?"
Era iniziato il momento della sfida, la parte che più amavano del loro rapporto.
"Se vuoi una cosa puoi anche cedere ogni tanto e chiedermela, lo sai?"
Claudio stava cercando di abbattere tutti i muri dell'altro. Voleva che quando stavano insieme Mario fosse se stesso e si lasciasse completamente andare, almeno con lui. Cercò con quelle parole di farglielo capire.
'Puoi darmi un bacio?'
"Se volessi dartene di più?", gli rispose spegnendo il gas sotto il caffè e tornando a concentrarsi su di lui.
'Puoi darmene tutti quelli che vuoi', gli rispose sorprendendolo.
Claudio non se lo fece ripetere due volte e si tuffò sulla sua bocca, prima baciandolo lentamente, poi sempre più freneticamente, leccandogli le labbra con la sua lingua e poi spingendola nella bocca dell'altro che ricambiò famelicamente.
"Adesso noi mangiamo, perché ci ho messo davvero tanto a preparare tutta questa tavola e poi perché ho fame, e dopo ce ne andiamo a fare la doccia insieme, che ne dici?"
'Dico che è una bellissima idea'
"Devi lavorare oggi?"
'Potrei fare un'eccezione se volessi'
"Falla allora"
Si sorrisero così e cominciarono a mangiare, stuzzicandosi di tanto in tanto, pensando a quello che sarebbe avvenuto di lì a poco.
Non riuscirono a non completarsi. Ormai erano dipendenti l'uno dall'altro e Mario se ne accorse mentre completava Claudio, mentre si prendeva cura di lui e accoglieva tutti i gemiti del ragazzo nella sua bocca, calmandoli con i loro baci. Claudio non si sarebbe mai lasciato andare in quella maniera se non con Mario: non aveva smesso un secondo di baciarlo dappertutto, di toccarlo, di sentirlo come mai prima d'ora. Quella era stata sicuramente la volta più bella in cui erano stati insieme e ne uscirono stremati.
"Mamma mia mi hai ucciso Mario"
'Ti è piaciuto?'
"Da morire", gli disse Claudio salendo a cavalcioni su di lui e cominciando a baciarlo di nuovo con foga
'Sei davvero insaziabile'
"E' sempre così quando si tratta di te"
'Ma come mi sei diventato smielato Sona, non avevi detto che tra il dolce e il salato preferivi il secondo? A me non pare proprio'
"Come fai a ricordarti di questa cosa?"
'Mi ricordo tutto di te', gli rispose accarezzandogli una guancia.
"Che intenzioni hai con me Mario? Perché mi confondi. Prima mi eviti, poi diventi dolce, poi scappi, poi torni. Io ho bisogno di sapere se domani ci sarai ancora o no"
'Ci sarò Clà, promesso. Non scapperò più perché ormai è inutile farlo. Hai capito che quello che provi tu lo provo anche io vero?'
"Si, credo di si"
'Ti prego prova a fidarti di me'
"Ma io già mi fido di te", gli rispose lasciandogli un tenero bacio sulla fronte.
Ormai avevano capito che non potevano andare lontani l'uno senza l'altro, anche se questo avrebbe comportato soffrire. Claudio gli sarebbe stato accanto perché percepiva quanto Mario avesse sofferto nella sua vita ed era sicuro che prima o poi gliene avrebbe parlato e Mario sapeva che non riusciva ormai a lasciare andare Claudio perché il ragazzo si era ormai incastrato dentro di lui nel modo più bello che mai aveva immaginato.
Erano bellissimi perché non se l'erano ancora detto, ma erano irrimediabilmente innamorati l'uno dell'altro.
STAI LEGGENDO
Il tempo di un caffè e un cornetto
FanfictionL'ispirazione me l'ha data una ragazza della squad, l'autrice di Cwtch e altre fanfiction che sicuramente conoscete. Non so cosa e se ne uscirà qualcosa, ma come sempre tentar non nuoce. Fatemi sapere. Non vi spoilero nulla, altrimenti che gusto c'...
