Fino a domattina

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Mario arrivò a lavoro felice quel giorno, ormai pienamente consapevole del fatto che quello che stava vivendo era la cosa più bella che gli fosse capitata. Se ne accorsero tutti del suo cambio di umore. Proprio tutti.

-Mario puoi venire un attimo nel mio ufficio?-

'Si arrivo pà, chiamo questo cliente e sono da te'

Mario entrò nell'ufficio del padre, ignaro di quello che sarebbe successo di lì a poco.

'Dimmi, eccomi'

-Che cosa diavolo stai facendo Mario?-

'Prego?'-

-Metterti con un ragazzo tanto più piccolo di te, poi non benestante, che lavora in un bar. Ti sei forse impazzito?-

'Mi hai pedinato per caso? E quello impazzito sarai tu se pensi che a me possa fregarmi da dove viene, se è ricco o se è povero. Sai papà i valori della vita sarebbero altri dal mio punto di vista'

-Abbassa i toni signorino!-

'Io non abbasso proprio niente visto che stai parlando male della persona di cui mi sono innamorato e che neanche conosci. Come ti permetti a giudicare dalle sole apparenze eh?'

L'aveva detto. Per la prima volta a voce alta aveva ammesso di essersi innamorato di Claudio. La cosa che faceva ridere è che lo aveva detto a suo padre, che non meritava nemmeno di conoscere i sentimenti così puri che provava verso quel ragazzo e non l'aveva invece detto al diretto interessato, che di lui meritava questo ed altro. Claudio meritava di sentirselo dire ogni giorno che Mario era innamorato di lui, perché, di Claudio, non potevi far altro se non innamorarti di tutte le caratteristiche che lo contraddistinguevano, perché Claudio era buono, era puro, era gentile. Era semplicemente lui. 

-Mario io credo che tu sia completamente impazzito. Ma ti rendi conto di quello che dici?-

'E tu ti rendi conto delle stronzate che dici? Ascolta questa discussione mi sembra fuori luogo, a te non deve interessare niente di quello che faccio nella vita privata, non sei di certo tu a dirmi con chi posso o chi non posso stare'

-La discussione non è fuori luogo dal momento che non sei più concentrato sul lavoro, sei sempre tra le nuvole e non ti rendi conto che abbiamo avuto delle perdite a causa tua-

'Che genere di perdite?'

-Molti clienti ci hanno lasciato e sono passati ad altre Agenzie, che sono state molto più attive sul mercato del lavoro e hanno individuato candidati all'altezza di quanto richiesto, a differenza di quello che hai fatto tu-

'Adesso credo che stai esagerando. Si è vero non sono stato molto presente con il lavoro in quest'ultimo periodo, ma perché ho avuto altro a cui pensare, ma sai benissimo quanto sono bravo in quello che faccio e che ci tengo. Prometto che non succederà di nuovo che perderemo clienti. Fidati di me papà per una volta'

-Mi fido di te, ma non deludermi di nuovo Mario-

'Non lo farò'

Inviò subito un messaggio a Claudio:

'Scusami, ma credo che per oggi il nostro pranzo dovrà saltare. Ho avuto problemi a lavoro. Ti spiego tutto questa sera, se ci sei ovviamente e se mi perdoni per questa buca. Già mi manchi.'

Che stronzo che è!, aveva pensato Claudio leggendo quel messaggio. Mario sapeva i suoi punti deboli e sapeva giocarci e questo non andava bene.

"Lasciami fare un po' l'incazzato Mario! Non essere sempre così carino! A stasera e no, non ti dirò che mi manchi anche tu"

'Diciamo che in fondo è come se l'avessi detto'

"Vaffanculo Mario"

'Sei bellissimo quando fai il permaloso. Anzi in realtà sei bellissimo sempre. Ora devo lasciarti, altrimenti mio padre mi uccide!'

"A dopo"

Claudio ormai non sapeva come fare, era completamente perso di quel ragazzo, ma non sapeva se dirglielo o meno, non avrebbe mai voluto correre troppo o addirittura spaventarlo. Voleva fare le cose con calma, viverselo come fanno tutte le coppie normali e soprattutto capire se il suo sentimento era pienamente ricambiato. Aveva paura a lanciarsi nel vuoto, aveva paura che Mario non provasse quel sentimento totalizzante che provava lui e non voleva assolutamente rischiare di farsi male un'altra volta. Sapeva che Mario era un tipo molto particolare, ma sapeva anche che lui era alla sua altezza e poteva stargli accanto; forse addirittura Mario poteva innamorarsi di lui.

Ma Mario lo era già innamorato di lui, ma non sapeva come dirglielo, perché, in fondo, le paure di Claudio e Mario erano le stesse.

-

Mario era completamente sfatto dalla giornata di lavoro. Arrivò a casa di Claudio più stanco che mai, ma con una voglia matta di vederlo. Era passato a prendere due pizze, aveva voglia di mangiarle con lui e due birre, sperando che Claudio non avesse già cenato. Quando suonò al campanello e vide la faccia stupita del suo ragazzo, perché anche se non se l'erano propriamente detti erano ormai una coppia, capì che non poteva aver avuto un'idea migliore di quella.

"E tu che ci fai qui?"

'Sorpresa! Spero che tu non abbia già mangiato'

"No stavo iniziando ora a cucinare, vieni"

Mario andò in cucina a lasciare sul tavolo le pizze.

"Tu sei completamente pazzo. Mi potevi almeno avvisare, non mi sarei fatto trovare in queste condizioni"

'Poi non era più una sorpresa. E poi in queste condizioni quali? Per un semplice pigiama che tra poco ti toglierò? Non c'è problema Clà'

Claudio non riuscì a trattenersi e si fiondò sulla sua bocca. Era ore che bramava le sue labbra, non vedeva l'ora di tornare a contatto con quelle labbra morbide e Mario non fu che felice di quel contatto, che bramava anche lui da appena lo aveva visto aprirgli la porta. Ormai erano diventate due calamite che non poteva davvero fare a meno l'uno dell'altro. Tra loro si percepiva un'attrazione inequiparabile rispetto a tutto il resto.

'Adesso mangiamo, altrimenti si freddano le pizze e poi giuro Claudio che ti farò urlare come non mai, non ti lascio andare fino a domani mattina'

"Sono pazzo di te", gli rispose lasciandogli piccoli e delicati baci a stampo, in maniera continua. Si staccò da lui contro voglia, ma sapendo che il dopo cena che lo avrebbe aspettato sarebbe stato probabilmente il più bello di tutta la sua vita. 




Il tempo di un caffè e un cornettoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora