Di nuovo

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Non ho giustificazioni per questo enorme ritardo, ma sono stata molto impegnata in questo periodo e non avevo la forza mentale di scrivere dopo una giornata faticosa. Ma questa ff non la abbandono e anche se i miei aggiornamenti non saranno frequenti la porterò avanti fino alla fine, sperando che voi siate disposti a continuare a leggerla, nonostante tutti. Scusatemi ancora ed eccovi il nuovo capitolo, spero sia di vostro gradimento. 


Sarebbe impossibile spiegare quello che Mario aveva provato nel sentire quelle parole pronunciate da Claudio. Il suo cuore aveva fatto crack perché l'ultima cosa che voleva era ferire Claudio. Al contrario, tutto quello che aveva fatto lo aveva fatto per preservarlo e per evitare di soffrire. 

In fondo con accanto uno come lui, aveva pensato Mario, non si poteva che essere infelici.

Claudio non era della stessa idea però. Lui si era accorto subito che nell'animo di Mario c'era qualcosa di profondo che tendeva a nascondere ed era proprio questo ad averlo portato a non arrendersi mai, a lottare per quell'amore che sentiva scorrergli nelle vene e per quegli occhi neri come la pece che non lo lasciavano solo nemmeno per un attimo, tormentandolo. Ma Claudio, nonostante la giovane età, non era tipo da farsi schiacciare da qualcun altro, neppure se questo era Mario. Per questo sperava che quelle parole avessero potuto, almeno in parte, smuovere qualcosa nell'anima del moro e lo portassero a riflettere sul comportamento che aveva avuto. 

Mario era tormentato da quelle parole e se ne accorse una volta tornato a casa e rimasto da solo con i suoi pensieri, che quegli occhi verdi non ne sapevo di lasciarlo andare. Scoppiò in un pianto disperato. Piangere non era da lui. Ormai erano anni che non lo faceva, non ricordava più neanche l'ultima volta che lo aveva fatto, ma con Claudio era inevitabile. Quel ragazzo aveva smosso dentro di lui cose che Mario non credeva davvero di avere e non sapeva come fosse accaduto, come fosse stato possibile, eppure c'era riuscito a far entrare uno spiraglio di luce in quell'anima nera. 

'Sono uno stupido, mi dispiace Claudio. Ma non pensare che quella notte per me non abbia significato niente. E' stata la più bella della mia vita'

Si fece coraggio e glielo scrisse, ma non ricevette risposta.

Non sapeva che Claudio alla lettura di quel messaggio aveva sorriso, ma aveva deciso di non rispondere, per fargli provare almeno un po' della sensazione che aveva provato lui dopo quella notte. La più bella della loro vita.

Peccato che, quella notte, Mario non si arrese e andò da lui. Aveva timore di trovare in casa i genitori di Claudio, vista l'ora tarda, ma, per una volta nella sua vita, decise di non pensare con il cervello e di seguire solo il suo cuore. 

Ad aprire un Claudio assonnato, con gli occhi ancora più verdi e a torso nudo lo aspettavano sulla porta. Il ragazzo si meravigliò di trovarlo lì a casa sua, in piena notte.

"Cosa ci fai tu qui?"

'Sono qui per te'

"Beh è un po' tardi per ricordartene ora. Puoi andare anche a casa", gli rispose facendo per sbattere la porta, ma Mario lo fermò.

'Ti prego Claudio, ascoltami. Parlami soprattutto'

"Per dirti cosa? Che sei solo un pezzo di merda? Sei un pezzo di merda Mario, perché non me lo dovevi fare! Non dovevi venire a letto con me se sapevi che non provi niente, non dovevi illudermi in quella maniera"

'Allora del messaggio non hai capito niente?'

"Con le parole sono bravi tutti"

'Non è che con i fatti io faccia diversamente'

"Beh non mi pare di averti trovato al mio risveglio o sbaglio?"

'E non hai pensato che forse ero spaventato?'

"Potevi essere spaventato insieme a me. Poi cosa credi che sei spaventato solo tu? Che questa situazione non preoccupi anche me? Io avevo bisogno di te e tu mi hai lasciato solo, un'altra volta"

Quell'affermazione colpì Mario ancora di più di quanto non avesse fatto di quella rivoltagli prima. 

'Era proprio quello che volevo evitare', rispose in un sussurro e fece per andarsene.

Di nuovo, però, Claudio lo sorprese e gli afferrò il polso.

"Ormai sei qui. Dormi con me questa notte"

'E i tuoi?'

"I miei sono fuori per una settimana, siamo soli"

Mario non potè fare altro che sorridere, prendere Claudio per mano e unire le loro labbra. Si sorprese quando Claudio ricambiò il bacio con passione e non lo allontanò, ma non si sorprese invece quando si coricarono a letto per dormire semplicemente, l'uno accanto al cuore dell'altro. Mario non riuscì a fare a meno di osservarlo e posò istintivamente la mano nei suoi capelli lunghi, soffici, proprio come piacevano a lui. Con quegli occhi verdi che lo guardavano ogni volta con amore e dolcezza non sarebbe mai potuto andare molto lontano.

'Vorrei saperti dire a parole alcune cose, tipo che non so che cosa mi sia successo da quando ti ho incontrato, che sei un pensiero costante e che tutte le volte che ti allontano, ti porto comunque sempre con me perché i tuoi occhi mi perseguitano ovunque io vada, anche quando non sei con me. Che cosa mi hai fatto?'

"Proprio la stessa cosa che hai fatto tu a me. Mi devi promettere, però, che domani mattina ti troverò al mio fianco al mio risveglio Mario. Non farmi pentire di averti dato ancora una possibilità, perché dopo non penso che ci saranno più. Non potrei sopportare un'altra volta un tuo rifiuto, un tuo abbandono"

'Te lo prometto', gli rispose baciandogli la fronte, un gesto così intimo che portò Claudio a tremare.

'Perchè tremi?'

"Perchè ci sei tu"

Mario lo baciò piano, non avevano alcuna fretta perché tutto quello che Mario stava aspettando, tutto quello che desiderava ce lo aveva tra le braccia ed ora ne era consapevole. Probabilmente quello brusco allontanamento lo aveva scosso dentro, mostrandogli come tutto ciò che aveva di paura di provare per Claudio e che stava tentando di frenare erano ormai parte di lui. Non si era accorto che non si trattava di quello che presumeva di provare, ma di quello che il suo cuore provava già da tempo, senza che lui se ne potesse rendere conto. Claudio era ormai parte di lui e, questa volta, era disposto a donargli tutto se stesse, anche con la paura di star male dopo. Claudio era diverso da tutte le altre persone e solo lui meritava la parte migliore di Mario.

'Adesso dormi che è tardi', gli disse. E Claudio si mise sul suo petto, dal lato del cuore e gli strinse forte la vita, forse per paura di vederlo scappare di nuovo. 

E così si addormentarono, aspettando un nuovo giorno. Questa volta, però, insieme.

Il tempo di un caffè e un cornettoLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora