Dear future generation, we're sorry.

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E sì, quella sera avevano vinto, sorriso, si erano abbracciati, avevano festeggiato... Ma quello non era il loro mondo. Quella era la cosa che vedevano tutti. Quello che tutti sono capaci di raccontare. 
Ma non tutti hanno il coraggio, nessuno trova il coraggio di dire la verità. Come dicevo prima, siamo in un mondo di convenienze, e sicuramente le loro sofferenze non è un bell'argomento, né utile. Perchè la gente è convinta del proprio dolore, ma non di quello degli altri. O forse lo sanno ma, perchè curarsene quando hanno il proprio da rivedere? 
Ed è questo che gli umani non capiscono. Finché non capiremo che il vero modo di aiutare noi stessi è aiutare gli altri, il mondo andrà avanti a odio e a guerre e a sofferenze e... e a tante altre cose tremende che passano al telegiornale. Come quel momento in cui si mette muto al televisore perchè c'è un brutto argomento. Quello è il momento in cui il mondo fallisce. Quello è il momento in cui un umano non presta nemmeno ascolto e quindi soccorso ad un altro umano o essere vivente che sia. 
Quello è un abominio, quello è il fallimento di milioni anni di evoluzione, di migliaia di anni di lotte per tutto ciò che siamo oggi. 
Vorrei vederle le facce, dei nostri antenati. Dei nostri antenati che vedono distruggere princìpi per i quali sono morti. 
E il mondo deve solo vergognarsi, si deve sopprimere per questo schifo che stanno mandando avanti. 
Il mondo deve vergognarsi per aver negato a questi due ragazzi di stare insieme. 
Ma per nostra fortuna, Jungkook era un ribelle. E non aveva intenzione di stare sotto qualcuno o qualcosa. E quindi quando venne sbattuto in quella macchina, dopo essere riuscito a sfuggire alle mani che lo tiravano indietro, nella folla, quando si rese conto che Taehyung era in una macchina diversa, aveva aperto il portellone, di nuovo, per uscire e farsi scortare all'altra vettura. Mettendo a rischio gli altri, lasciando la portiera aperta e se stesso percorrendo quei metri incastrato nella massa di persone urlanti. 
Ma quel momento in cui, salendo sull'auto scorse il volto rigato di lacrime del suo ragazzo che sorrideva vedendolo, aveva ripagato tutto. Tutto il rischio era lecito. 
Era steso su due sedili, il ragazzo. Che piangeva senza che gli altri due nell'auto potessero dare parole di conforto. Jungkook si era solo accovacciato accanto a lui e lo aveva abbracciato. Aveva lasciato che sporcasse la sua felpa di lacrime. 
"Ora sono qui" sussurrò "Ora ci sono io a proteggerti" continuò strofinando le mani sulla sua schiena. 
Aveva lasciato che dicesse "ti odio" in maniera ripetitiva mentre lo colpiva sul petto con dei pugni leggeri 
"Anche io mi odierei se fossi in te" gli rispose asciugando con un piccolo fazzolettino di carta le sue lacrime e rinfrescando il suo volto con una salvietta profumata 
"Però anche se mi odi, rimani con me?" chiese 
L'altro annuì 
E Yoongi e Namjoon, appena avanti a loro, che osservavano senza il coraggio di schiacciare una parola, non riuscivano a reagire se non con il silenzio. 
Poi Namjoon parlò 
"Domani vado da Bang PD" 

E per questo, future generazioni, possiate perdonarci, Perchè non saprete mai di queste storie

𝙃𝙖𝙞 𝙖𝙨𝙥𝙚𝙩𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙢𝙤𝙡𝙩𝙤?Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora