Canzone del Pagliaccio (W. Shakespeare)

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Giungi, giungi O Morte e qui nascosto
a un tristo cipresso lasciami riposto
Estinto, estinto ormai il mio fiato:
sedato da una vergine dall'animo spietato
Spargi sul mio candido sudario fronde di tasso,
ché il mio trapasso nessun altro possa apprezzare!

Non un fiore, non un dolce fiore sia posato
alla mia tetra fossa; Non un amico possa salutar
la mia carcassa quando inumate saranno le mie ossa
E che mi siano risparmiate le migliaia di lamenti,
ch'io sia deposto dove il triste amante non trovi
quel posto, onde riversar tosto i suoi tormenti!

Traduzione libera da
"Twelfth Night, or What You Will"
di William Shakespeare

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