L'atmosfera si era fatta la più cupa in assoluto.
Persino dopo la caduta della colonia erano riusciti a mantenere un ostinato barlume di speranza. Mentre ora, completamente persi nel buio e con Sherry ridotta ad una bambolina singhiozzante, sembrava che tutto si stesse rivoltando contro di loro. Wevyr era morta, portandosi via con sé l'unica arma di cui disponevano, lasciandoli bellamente nella merda e persi nell'intricato dedalo sotterraneo. Perfino i più fiduciosi oramai, vedevano tutto macchiato a tinte sempre più fosche.
Alexia adesso stringeva tra le braccia la bambina, provando a consolarla e scambiando di tanto in tanto un'occhiata dubbiosa con il fratello. Per quanto non si fosse rivelata particolarmente utile, la presenza della donna li aveva comunque sostenuti in quei frangenti. Di fatto, l'avere un adulto al loro fianco, li aveva fatti sentire molto più sicuri di quanto non credessero. Ora invece, rimasti completamente da soli, non potevano far altro che affidarsi esclusivamente alle loro capacità.Ripresero così a procedere mestamente in fila indiana, spostandosi da una galleria all'altra, mentre il cerchio visibile intorno a loro era ora regredito a solo un metro e mezzo di raggio. La carica del globo rimasto (gli altri erano andati perduti nella fuga) si stava rapidamente esaurendo, ed in qualunque momento avrebbe potuto spegnersi, lasciandoli completamente al buio. Dovevano perciò sbrigarsi a trovare quanto prima un'uscita o, perlomeno, una nuova fonte d'illuminazione. Le speranze di rimanere vivi dipendevano da quello.
I rumori che producevano al loro passaggio intanto sembravano aver cominciato a rimbombare all'infinito, originando un tale baccano che certamente solo creature senza il dono dell'udito potevano ignorarne la presenza. Che si trattasse una situazione reale o solo uno scherzo dei loro sensi, si sentivano pressoché inghiottiti in quella baraonda infernale, tanto da non distinguere i propri passi da tutto il resto.
Questa continua situazione di stress finì per ledere velocemente il loro autocontrollo. Al punto che, dopo l'ennesima svolta a vuoto, Hamon arrivò a scaraventare via le sue cose, scaricando poi la sua frustrazione prendendo a calci una parete. Era furioso, la disperazione aveva cominciato a far presa perfino sul suo carattere smargiasso, portandolo vicino al tracollo. Ci volle un po' prima che sua sorella riuscisse a calmarlo ed a riportarlo nuovamente alla ragione.
Era un bene che lei avesse un così marcato ascendente su di lui. Non fosse stato per il suo forte carattere, dubitava che sarebbero mai riusciti a tenere a freno i colpi di testa del giovane.Marcus di tanto in tanto si fermava ad osservarli discutere, chiedendosi se, tra i ricordi che aveva dimenticato, ci fosse anche per lui una famiglia o qualcuno di analogamente importante.
Hamon, seppur nuovamente rinsavito, non aveva però perso la sua frenesia, ed ora con un tono di voce decisamente troppo autoritario ( nonché alto), aveva preso a discutere animatamente con Alexia.
« Perché dovrei? Non vedi che proseguiamo ininterrottamente da ore senza sbucare da nessuna parte? La luce si sta' esaurendo e rischiamo di fare un'indegna fine qui sotto. Te lo ripeto, non intendo assolutamente fermarmi, né continuare a proseguire per questa strada. Fidati di me, il mio istinto mi guida verso quella direzione ».Ansioso di riprendere come aveva stabilito, il giovane prese ad incalzarli tutti affinché lo seguissero. Il globo nella sua mano brillava ormai con un leggero velo di luce discontinuo ed instabile, segno che non sarebbe durato ancora per molto.
D'altro canto, Alexia rimaneva pacatamente ferma, senza accennare alcun movimento. Il suo tono fermo ed irremovibile sembrava una roccia di fronte all'animosità del fratello.
« Per favore Hamon, datti una calmata », lo riprese per l'ennesima volta. « Se ti prendessi solo un momento per pensare, capiresti anche tu che correre alla rinfusa come un bambino disubbidiente non ci porterà da nessuna parte. Siamo stanchi ed affamati, abbiamo bisogno di riposare un po' se vogliamo avere la lucidità di pensare con chiarezza ».
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Nome in codice "Lune di Sangue"
FantasyUn mondo sconosciuto in desolazione, una città in rovina che trasuda morte da ogni anfratto, una dilagante minaccia che non lascia alcuna speranza. Come reagiresti se ti risvegliassi un giorno, senza alcun ricordo, in una situazione simile? Scoprilo...