IX
Dopo che lo sconosciuto incappucciato si era defilato nell'oscurità, loro quattro si erano ritrovati a seguire i tre esploratori attraverso le diramazioni della galleria. Questi, sempre tenendoli ad una certa distanza, gli avevano riservato un atteggiamento molto pacato, dando forse più l'impressione di trasportare dei prigionieri di guerra che non un gruppetto di superstiti. Evidentemente non avevano idea di chi stessero scortando ma, ora come ora, era sinceramente troppo contento di averli incontrati per mettersi a criticare.Tuttavia, sua sorella Alexia, che soffriva ancora per le ferite ricevute, ormai non si reggeva più in piedi. Perciò, da buon fratello, aveva ignorato la fatica, caricandosela in spalla e trasportandola per il resto del tragitto.
Arrivato poi in un punto non meglio identificato, erano stati fatti fermare. Qui, lasciati ad attendere sotto la stretta sorveglianza di due soli esploratori, aveva osservato il terzo sparire senza una parola. Era difficile capire le loro intenzioni, dato l'ostinato silenzio.
Di colpo alcune luci si erano accese, illuminando completamente la galleria. Un sistema di globi luminosi posizionato sul soffitto aveva cominciato a brillare, mettendo a nudo tutta una serie di trappole, dispositivi di sicurezza ed allarmi. Era situate tutt'intorno alla loro posizione e ve n'era un numero (almeno di quelle che si riusciva a vedere) a dir poco sproporzionato. Nemmeno un castello sotto assedio ne avrebbe avute così tante.Alla fine del corridoio, si stagliava poi un'entrata blindata, composta da due massicce placche di acciaio rinforzato prive di alcuna incisione o decorazione.
Un forte raschiare né indicò l'apertura, ed una ventina di uomini in divisa l'attraversarono, disponendosi in semicerchio tutt'intorno a loro. Erano vestiti in maniera molto diversa dai tre che li avevano scortati finora. Indossavano delle armature leggere ricoperte di polvere, che in un primo momento non riuscì ad identificare. Fu solo un momento più tardi che comprese (quasi con le lacrime agli occhi) si trattasse nientemeno che di Vigilanti. Zoccolo duro dell'esercito da oltre trecento Shila (nonché prima linea di difesa dei confini contro le popolazioni selvagge ), questo corpo di combattenti era forse uno dei più attivi nell'opera di garantire la sicurezza e la prosperità del il popolo Andàras. Quando infatti la causa aveva richiesto nuove terre e maggiori risorse, erano stati proprio questi coraggiosi, a renderlo possibile. Grazie al loro impegno e la loro abnegazione, era stato possibile strappare ampie zone alle belligeranti popolazioni barbare che abitavano. In questa maniera era stato possibile trasformare foreste, paludi e mefitici acquitrini, in terreni coltivabili, rendendole adatte alla vita civilizzata. Inoltre, erano stati sempre costoro a costituire l'anello difensivo il principale quando quell'orribile epidemia aveva cominciato ad imperversare, dilagando come una piaga e trasformando le persone in mostri sanguinari.
Erano, insomma, dei veri e propri eroi, e meritavano il massimo rispetto. Vederli lo riempiva di speranza, instillandogli nuova fiducia per il futuro.Dopo averli stati squadrati da capo a piedi, i vigilanti li avevano scortati all'interno, dove, una volta privati delle loro misere armi e dei pochi effetti personali, erano stati sottoposti a numerosi controlli.
Sua sorella e la bambina erano state affidate alle cure di una donna affinché le visitasse privatamente, mentre loro due erano stati portati in un'altra stanza, dove avevano trovato tre soldati ad attenderli.
Fatti spogliare senza troppe cerimonie, erano poi stati minuziosamente esaminati con l'obbiettivo di appurare se mostrassero alcun segno di contagio. Lui stesso, ansioso com'era di risolvere il problema al più presto, non aveva fatto problemi, offrendosi per primo. Non era infetto e lo voleva dimostrare oltre ogni possibile dubbio.Osservato da capo a piedi ( nessuno aveva mostrato il minimo interesse per il tatuaggio della sua casata), era stato rapidamente messo in disparte, per poi passare all'altro ragazzo. Personaggio che, a differenza sua, sembrava piuttosto reticente e molto meno collaborativo. Questo tipo di atteggiamento aveva irritato non poco Hamon. Irritazione che si era presto trasformata in rabbia furente, nel momento in cui, svolto a forza il bendaggio sul braccio di quel villico, si era ritrovato sotto gli occhi delle cicatrici a forma di morso. Per poco non aveva urlato dallo spavento alla vista di quei chiari segni d'infezione, mentre gli altri tre soldati avevano sussultato.
Senza nemmeno attendere la reazione dei vigilanti, si era scagliato addosso all'ex compagno di fuga, colpendolo in faccia con un gancio e mandandolo al tappeto. Dopodiché, saltatogli addosso, gli aveva bloccato la gola con una mano, continuando a colpirlo senza tregua.
Maledizione a lui, non avrebbe permesso che un simile infido pidocchio minacciasse la sua esistenza e quella di sua sorella. L'avrebbe finita lì ed ora, con le sue stesse mani!
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Nome in codice "Lune di Sangue"
FantasyUn mondo sconosciuto in desolazione, una città in rovina che trasuda morte da ogni anfratto, una dilagante minaccia che non lascia alcuna speranza. Come reagiresti se ti risvegliassi un giorno, senza alcun ricordo, in una situazione simile? Scoprilo...