Noi e loro

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<<Ché domanda sarebbe? Ci facciamo quello che ci fai tu!>>, gli rispose, Christian. <<Vai a guardare dalla finestra se si stanno allontanando>>, ordinò, all'amico, che eseguì senza battere ciglio. <<Ma... ma... ma ché razza di posto è questo!?>>, chiese un sempre più sorpreso e confuso, Niccolò. <<Alcuni sono andati via, altri sono ancora qua sotto. Girano in tondo... credo che ne avranno ancora per un bel po'... sei stato fortunato a incontraci!>>, gli fece sapere, Leo, continuando a spiare in strada dalla finestra. <<Da quanto tempo sei qui?>>, domandò, Christian, che sembrava sapesse il fatto suo. Lo youtuber aveva le palpebre spalancate. Muoveva le pupille velocemente da una parte all'altra della stanza, da un ragazzo all'altro. Lo shock per ciò appena vissuto e quanto capitatogli da quando si trovava in quella dimensione parallela nella quale era finito senza sapere come, lo avevano destabilizzato. <<Hai capito cosa ti ho chiesto?>>, ripeté, Christian. Non ricevette risposta. <<Questo sta andando fuori di testa, o è già successo!>> Lasciò Niccolò seduto sul pavimento. Si diresse dal compagno a sbirciare dagli scuri, per accertarsi della situazione fuori dalle mura. <<Lascialo perdere, non vedi che è stremato?>>, gli fece notare, Leo, bisbigliano per non farsi sentire. <<Risponderà, stai tranquillo. Gli ci vorrà un po', ma poi risponderà... te lo sei scordato quando mi hai trovato o quando sei capitato tu, qui, dal nulla?>> Christian, sentendo quelle parole, ebbe un momento di sconforto. Gli si riempirono gli occhi di lacrime. <<No!>>, ammise, appoggiandosi con una mano contro al serramento. <<Non l'ho dimenticato! Come potrei!>> Lo studente di antropologia li osservava da terra mentre i ragazzi scomparsi dal medesimo vicolo dal quale era sparito lui, erano difronte la sua vista, in carne e ossa. Pareva stessero decidendo il da farsi. <<Credi che sarà in grado di tenere il nostro passo e non farsi sentire e vedere?>>, volle sapere dall'amico, un titubante Leo. <<Possiamo solo aspettare, aspettare e basta. Di certo non possiamo abbandonarlo da solo qui o portarcelo dietro troppo presto, ci farebbe scoprire in un lampo: sarebbe la fine per tutti e tre!>>, sentenziò, Christian. <<P-Per favore... per favore mi dite cosa è successo? Chi erano quelle persone là fuori? Dove siamo?>> Niccolò si mise a piangere mentre supplicava gli altri due di assolvere alla sua richiesta e dargli le informazioni utili per accertarsi che non fosse impazzito. Si asciugò le lacrime col braccio, che gli lasciò un segno rosso. <<Un bel po' di domande alla volta! Non perdi tempo!>>, ironizzò, il capo del gruppo. Gli si avvicinò nuovamente. Leo rimase a spiare i movimenti degli esseri che circondavano la casa. <<Posso capire che tutto ti sembrerà strano e assurdo. Posso capire che stai pensando di essere impazzito o una cosa simile... posso capire tutto questo perché, chiunque sia capitato qui come te, me, Leo, là dietro e le persone che ho incrociato da... da... (non so nemmeno da quanto tempo sono prigioniero di questo posto di merda!) non importa... so queste cose perché ci sono passato anche io, ci siamo passati tutti!>> La risposta sembrava contorta, criptica. Niccolò era più confuso. <<Hai incontrato il traghettatore, dall'altra parte, vero?>>, lo youtuber annuì con due secchi movimenti della testa. <<Come ti sei imbattuto in lui? Come lo hai conosciuto?>> Lo studente deglutì prima di rispondere e fece un profondo respiro, riordinando le idee. <<S-Stavo... stavo cercando voi, in realtà!>> Christian rimase sorpreso dalla risposta. Pure Leo girò la testa verso Niccolò, dedicandogli un attimo della sua attenzione, sottraendola ai persecutori in strada. <<Io curo un canale, su youtube, un canale che si chiama Great beyond... mi occupo, mi occupo di questioni strane, irrisolte, misteriose, ma non perché voglia risolverle... non sarei in grado, semplicemente mi intrigano, mi affascinano e sono seguite dagli utenti per le caratteristiche che ho elencato. Ho appreso delle particolari circostanze della vostra scomparsa e ho indagato>> Christian era rimasto ad ascoltarlo con attenzione, in silenzio. <<Ed è così che ti sei imbattuto in quel pezzo di merda del traghettatore?>>, Niccolò annuì nuovamente. <<Sì... fu un po' strano... trovai il suo biglietto da visita e poi... poi... poi lo raggiunsi per caso, lo trovai per caso...>> A questa rivelazione, i ragazzi appena conosciuti scoppiarono a ridere di gusto, lasciando lo studente, basito. <<Caso? Davvero credi sia stato il caso a farti incontrare il traghettatore?!>>, gli domandò in tono retorico, Christian. <<Stammi a sentire...>>, tornò serio in un lampo. <<...nessuno, e dico, nessuno incontra il traghettatore per caso! Te lo avrà sicuramente spiegato anche lui quando gli hai parlato... vero? Non è così?>> Niccolò non rispose, limitandosi a guardare l'interlocutore con gli occhi sgranati. <<Mio Dio... è peggio di quanto pensassi: questo mi sa che è davvero andato fuori di testa!>>, osservò, Christian. Fece schioccare le dita davanti gli occhi dello youtuber come per accertarne i riflessi, fargli comprendere che ogni cosa che stava accadendo e lo circondava era reale. Ebbe una reazione da parte del nuovo arrivato. <<Sì, sei ancora con noi... bene, mi fa piacere!>> Christian si riportò in posizione eretta e allungò il braccio per aiutare Niccolò ad alzarsi da terra. <<Il sogno...>>, disse, Niccolò, guardando verso il basso con l'aria di chi si sta sforzando di pescare da qualche parte nei suoi ricordi un pensiero dimenticato o non più tanto chiaro. <<Di quale sogno parli?>>, volle sapere, Christian. <<Sognai... prima di incontrarlo, prima di incontrare di persona il traghettatore... sognai, sognai una strada, un luogo a me sconosciuto... lo sognai proprio la notte prima di trovarmici casualmente...>>, si interruppe, essendosi accorto che stava tirando nuovamente in ballo il caso, che, da come era stato informato pochi istanti prima, non c'entrava nulla con quella situazione. Lanciò un rapido sguardo a Christian, di sottecchi, aspettandosi un rimprovero, rimprovero che non arrivò. <<Dovevo incontrarmi con degli amici, a cena. Arrivai in anticipo. Mi misi ad attenderli fuori dal locale. Ebbi come un déjà vu. Mi pareva di riconoscere il quartiere, i vicoli. Non c'ero mai stato prima, mai... mi dovete credere. Per raggiungere quel posto dovetti affidarmi al navigatore. Seguì... seguì d'istinto la stradina vicino a me e, come in un film, le immagini viste in sogno si riproponevano nella realtà, passo dopo passo, ritrovandomi in fine davanti a un negozio, un negozio con sull'insegna la scritta "Il traghettatore". Quello era il luogo da cui proveniva il bigliettino che rinvenni nel vicolo in cui tutti noi siamo scomparsi. Mancavano alcune lettere sul pezzettino di carta consumato dalle intemperie ma lì davanti ricomposi ogni cosa. Era una situazione particolare, curiosa, che mi spinse a proseguire e saperne di più...>> Niccolò alzò la testa guardando Christian, rimasto immobile, col braccio ancora teso verso di lui per aiutarlo ad alzarsi da terra. <<Avete ragione: il caso non c'entra nulla! Come ho fatto a non accorgermene prima!>> Dopo un paio di secondi, lo youtuber afferrò l'arto del nuovo amico e si sollevò. <<Il traghettatore...>>, continuò, Christian. <<Il traghettatore è come... è come... non so come spiegartelo per fartelo capire... è come un radar che capta chi come noi vive la sua vita facendosi delle domande a cui vuole dare delle risposte, che segue la sua natura, la natura umana! Non necessariamente devono essere domande di chissà ché levatura, certo, però, deve esserci l'intenzione, la voglia di sapere, di scoprire, di conoscere e rispondere ai quesiti che non ci fanno dormire o in cui investiamo del tempo! A loro...>>, venne interrotto da Nicolò, che ripeté:<<Loro? Intendi quegli esseri là fuori?>>, chiese. <<No, per "loro" mi riferisco a quelli per cui il traghettatore lavora, se così si può dire. I suoi capi. A loro non piacciono che le persone sappiano e quindi ci imbattiamo nel pezzo di merda. Questo limbo ci tiene prigionieri! Ancora non so, non sappiamo come fare per  tornare a casa. Ignoriamo finanche se qualcuno ci sia mai tornato indietro!>>, ammise, abbassando il capo, sconfortato. <<Devi stare a attento alle decisioni che prendi qui: questo luogo è una trappola mortale per quelli come noi!>>, fece sapere a Niccolò, Leo. <<Sei costretto a pensare e a domandarti cosa capita proprio per poter sopravvivere, ma questo è quello che vogliono, che seguiamo la nostra natura e a causa di questa venire sconfitti, perdere la vita. Devi essere più furbo. Non si vive a lungo, qui... non so come abbaia fatto io a riuscirci per così tanto tempo!>>, rivelò, Christian, con aria stanca. <<Se ne stanno andando tutti. Tra un po' potremo andare anche noi.  Porte e finestre sono sbarrate ma preferirei un luogo più isolato!>>, affermò, la sentinella. <<Sì, d'accordo: avvisaci quando è sicuro, così usciamo e ce ne andiamo>> Fece una breve pausa e poi tornò a rivolgersi a Niccolò:<<Per adesso cerca di stare tranquillo, per quanto ti è possibile... man mano che ti sarai calmato e andrai adattandoti, ti diremo quello che abbiamo scoperto e come poter fare per sopravvivere>> Niccolò annuì ma chiese ancora un'ultima cosa:<<Ma questi.. questi... sì, insomma, quelli che definite "loro"... li avete mai visti?>>, Leo e Christian si guardarono. Il primo abbassò lo sguardo e fu l'altro a rispondere all'interrogativo del giovane:<<Un passo alla volta. Fidati di noi: fai quello che ti diciamo. Ogni cosa a suo tempo!>> E detto ciò, gli diede una pacca sulla spalla. Si recò al serramento, osservando la situazione in strada. Lo youtuber si sedette su una sedia sgangherata nella stanza accanto. Incrocio le braccia a mo' di cuscino sul tavolo e vi poggiò la testa. Il capo gli doleva e aveva voglia di sfogarsi piangendo ma non lo fece, ritenne fosse inutile. Non poteva fare altro che attendere il momento propizio per uscire dallo stabile e sperare, col tempo, di capire qualcosa in più su quello che era il suo nuovo mondo.

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