CAPITOLO 14.

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Erano ormai cinque giorni che Lucas non vedeva Eliott. Era tentato di inviargli un messaggio, ma a fermarlo era quel "ti scrivo io" che aveva letto nel messaggio.

«Lucas? Sei ancora con noi?» Domandò Yann, porgendo il joystick all'amico. Ma Lucas rifiutò, prendendo un altro sorso di birra e controllando lo schermo del cellulare.

«Come vuoi.» Il ragazzo fece spallucce e lo osservò, senza però proferire parola. Ancora una volta, preferiva che fosse Lucas a dirgli che cosa stava succedendo.

Intanto, Basile stava messaggiando e Arthur cercava di battere Yann a fifa. Ma non ci sarebbe riuscito, non ci riusciva mai.

«Perché non andiamo a bere qualcosa? Daphné mi ha appena scritto che è al bar con le ragazze.» Propose il riccio, alzandosi dalla poltrona.

In realtà a Lucas non andava molto, ma restare in casa era di gran lunga peggio. Quindi si alzò a sua volta e indossò la giacca di jeans, aspettando che gli amici fossero pronti.

...

«Forse dovresti smetterla di bere, Arthur. Io a casa mia non ti ci porto.» Aggiunse Lucas, ridacchiando e sfilando il bicchiere dalle mani dell'amico, per poi ingurgitare in un solo sorso il miscuglio di alcol.

Stava cercando di distrarsi, di non pensare al fatto che erano ben cinque giorni che non incrociava lo sguardo del corvino.

Era brillo, ma riusciva ancora a pensare lucidamente e soprattutto, non gli girava la testa.

Per cui poggiò le braccia sul banco ed ordinò un'altra birra. Ma quando stava per prendere il primo sorso, qualcuno lo interruppe.

«Non credi che sia il momento di smetterla? Ti ho osservato, sai. Hai bevuto troppo.» Mormorò. Una voce leggera, delicata. Apolline.

«Non hai altro da fare, che osservare me?» Domandò il castano, lievemente infastidito.

Lucas ce l'aveva a morte con Eliott. E aveva pensato bene di sfogarsi sulla sorella, così che avrebbe potuto riferirgli tutto.

Come poteva Eliott baciarlo e poi non cercarlo per cinque giorni? Un bacio. Quello era stato un vero bacio, qualcosa di estremamente importante. Ed Eliott non aveva il diritto di sparire.

«Credo di capire le tue motivazioni, Lucas. Ma non puoi bere così tanto. Non serve.» Disse la ragazza, con un tono di voce calmo e pacato.

«No, tu non puoi capire. Tu non puoi e basta. Ed ora, se vuoi scusarmi, i miei amici mi aspettano. Mi raccomando, sparisci anche tu. Come ha fatto tuo fratello.» Proferì, con gli occhi oramai lucidi. «Ah, e la prossima volta evita di tenermi d'occhio. Non ho bisogno della babysitter.» Aggiunse, stringendo la sua birra tra le mani.

Il castano scese dallo sgabello, forse un po' troppo alto per la sua altezza, e si allontanò.

Lucas, ma che diavolo combini.

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