Le probabilità che il piccolo Inosuke sarebbe diventato ingenuo come sua madre erano molto alte, e di questo Douma ne era sicuro. Non aveva mai interagito con un bambino così piccolo, prima di imbattersi in lui e Kotoha.
Ricordava perfettamente la disperazione presente nello sguardo di quella donna, di quelle suppliche che solo gli fecero provare una pietà disarmante. Pietà? Poteva essere in grado di provare un sentimento autentico come la pietà?
Gli occhi di Inosuke erano tanto uguali quanto differenti: i suoi, a differenza della madre, emanavano energia e felicità pura, la tipica forza vitale mista a curiosità che un bambino possiede non appena è in grado di comprendere le prime basi del mondo circostante. Era molto impulsivo, e sembrava non provasse una certa simpatia per i suoi seguaci, poiché lo aveva ripreso più di una volta giocar loro un brutto tiro.
Ed era strano che invece, in sua presenza, divenisse più calmo del solito. Certo, momenti di disapprovazione e tristezza erano presenti in lui non appena veniva sgridato, ma non obiettava più del dovuto.
Come se a Douma importasse veramente, in realtà. I suoi seguaci erano soltanto alla base della catena alimentare, dove soltanto il più forte poteva desiderare di sopravvivere e divorare il più debole; era un ciclo che si tramandava da secoli.
Avrebbe fatto continuare quelle sue marachelle se solo Inosuke non fosse così chiassoso. Non era come Kotoha, tranquillo e dolce, ma invece una debole fiamma che avrebbe fatto tutto il possibile pur di farsi notare. Non se ne intendeva molto di bambini, ma il piccolo oramai era come un libro aperto, facile da decifrare.
-Douma!-
Il diretto interessato girò la testa lentamente, inclinandola un poco e con un sorriso enigmatico sulle labbra, interrompendo quel flusso di pensieri che lo turbavano.
-Cosa devo fare con te, Inosuke? Guarda come ti sei ridotto! Sei completamente ricoperto di fango.-
Douma dovette trattenersi dal torcere il naso. Si chiedeva se i suoi seguaci lo sorvegliassero realmente, ma non era quello l'importante; per quanto trovasse disgustosa quella vista, vedere il sorriso nelle labbra di Inosuke lo fece vacillare, sentire nuovamente strano.
-Non è colpa mia.- brontolò, con disappunto nella voce: -Se non fosse stato per quell'uccellaccio, ora non sarei ridotto in questo stato!-
Per essere un bambino di otto anni, pareva che i suoi modi di fare non fossero minimamente paragonabili ad un qualsiasi ragazzino della sua età. Chi avrebbe mai dedicato il suo tempo a rincorrere volatili, d'altronde?
Non si spiegava il motivo di quel suo comportamento alquanto bizzarro, e le uniche volte che aveva provato a capirne il significato, ci aveva rinunciato. Iniziare un discorso di senso compiuto con Inosuke era praticamente impossibile.
-Non è molto educato da parte tua importunare un animale così piccolo e innocente, Inosuke.-
-Se non mi avesse infastidito, non sarebbe successo.- sbuffò Inosuke, le sopracciglia leggermente incrinate e le guance gonfiate in un piccolo e adorabile cipiglio. Douma sentì come se il suo cuore si stesse per sciogliere da un momento all'altro; dal primo istante, era stato convinto che quell'affetto improvviso sviluppato verso quella piccola peste, fosse dovuto al fatto che avesse divorato Kotoha. Aveva promesso che si sarebbe preso cura di Inosuke assieme a lei, ma non immaginava che la situazione sarebbe cambiata.
L'indifferenza regnava sovrana nel suo cuore ogni talvolta che qualcuno gli proferiva parola, persino la morte dei suoi genitori non riuscì a procurargli un minimo di tristezza, ma quel bambino... Inosuke era in grado di fargli provare emozioni indescrivibili, che nemmeno Kotoha era riuscito a fargli provare con una tale intensità.
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Dancing on Ice ~ Promise
FanfictionWhat If: dove Douma riesce a "salvare" Inosuke appena in tempo e a crescerlo come se fosse suo figlio. ❌ Attenzione: in questa storia sono presenti spoiler provenienti dal manga. Per chi ha visto soltanto l'anime, sconsiglio la lettura❌ Douma non a...
