I ricordi sono eventi preziosi, inestimabili, che verranno per sempre conservati nel cuore di una persona, nel bene e nel male. Quando ci ripensi, ti torna il sorriso, la tristezza, e il desiderio di poter tornare indietro nel tempo per risistemare gli errori commessi.
Ma gli eventi passati sono collegati a quelli futuri, intorcigliati ad un filo invisibile che manovra la vita umana e viene distrutto fin quando la mente o il corpo cede.
Ogni cosa accade per un motivo, ti fa soffrire incessantemente e, per quanto Tanjiro glielo avesse ripetuto più volte, Inosuke stentava a credere a quello che i suoi occhi vedevano - che volevano far finta di non vedere.
Douma era lì, davanti a loro.
Quante volte aveva atteso quel momento? Quante volte aveva desiderato tornare a casa e chiedergli scusa, spiegargli con più precisione la decisione che lo aveva spinto a sparire? Aveva la possibilità di parlare, di pronunciare anche solo una misera lettera, ma non lo fece.
Inosuke era come ipnotizzato dal sangue che colava per terra, le dita di Douma intrise di quel colore così dannatamente nauseante. Il profumo di pericolo e morte riecheggiava nell'aria con profonda asprezza, un freddo gelido che lo colse totalmente alla sprovvista.
-È da un bel po' che non ci vediamo. Ora dimmi, Inosuke; che cosa hai da aggiungere a tua discolpa?-
Raramente Douma si era arrabbiato con lui.
Da piccolo si, era capitato spesso di essere rimproverato da lui per aver disobbedito per delle cose futili, per non aver indossato uno yukata pulito o per non aver mangiato un piatto di cibo specifico, eppure Inosuke mai aveva provato così tanto terrore in tutta la sua vita.
Sebbene la figura di Douma era composta, immobile e apparentemente calma, le sue iridi arcobaleno lo fissavano con un gelo tale che Inosuke, seppur quasi inconsciamente, comprese che la ventata di freddo di poco prima non poteva provenire da altra parte se non da lui. Solo in quel momento si accorse che anche i ventagli dorati che rappresentavano con maggiore regalità Douma, erano ricoperti di liquido cremisi.
-Cosa... che cosa ci fai tu qui?!-
-Ah, Inosuke... non sei cambiato affatto. Non si risponde ad una domanda con un'altra domanda!- il tono allegro era solo una maschera, e Inosuke per la prima volta se ne accorse; la presenza di Douma si faceva, ogni secondo di più che passava, maggiormente pericolosa: -Dovrei chiedertelo io. Sei stato così egoista da lasciarmi quel biglietto, lì, in camera. Diventare più forte? Non sentivo un'assurdità così grande da quando la carissima Shinobu mi ha minacciato di morte. E la morte l'ha incontrata lei; che povera anima in pena!-
Kanao si irrigidì di colpo, ma Inosuke non riusciva a muovere un muscolo e a collegare le informazioni che il suo cervello stava ricevendo.
-Non te l'ho detto? Shinobu ha provato a vendicare sua sorella, ma ha fatto la sua stessa, misera, fine. L'angoscia nel suo sguardo era divertente, lo ammetto... ma, sinceramente, avevo sperato in qualcosa di più.-
Cosa stava dicendo? Perché Douma stava parlando di Shinobu, per giunta della sua morte?
Questo si sarebbe chiesto, se solo il sangue nei vestiti e nei ventagli non fosse stato evidente. Douma adesso era divertito, ma era un divertimento alquanto inquietante; sogghignava, le palpebre socchiuse e un'aura di pura forza e ira che lo avvolgeva.
"Non..."
-INOSUKE!!-
La debolezza era una caratteristica dell'essere umano che non sopportava, un ostacolo che aveva sfidato per dissolverla definitivamente. Non si era mai accorto di quanto, il futuro potesse essere pericoloso, instabile.
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Dancing on Ice ~ Promise
FanfictionWhat If: dove Douma riesce a "salvare" Inosuke appena in tempo e a crescerlo come se fosse suo figlio. ❌ Attenzione: in questa storia sono presenti spoiler provenienti dal manga. Per chi ha visto soltanto l'anime, sconsiglio la lettura❌ Douma non a...
