Durante il tragitto verso casa Sofia e Gonzalo non fecero altro che parlare e cantare le canzoni che passavano in radio. Arrivati davanti al vialetto di casa, Sofia abbracciò forte Gonzalo, lui la baciò teneramente e la lasciò rientrare in casa. Il padre di Sofia era già a letto così lei passò a salutarlo nella sua stanza. Chiamò la madre per chiederle se fosse tutto a posto e poi decise di andare a fare una doccia. Sotto il getto d'acqua bollente riuscì a rilassarsi completamente e a scaricare la tensione causata dalle precedenti emozioni con Gonzalo. Dopo un quarto d'ora tornò in camera con un asciugamani a fasciarle la vita ma quando chiuse la porta prima che accendesse la luce, sentì una mano a tapparle la bocca e il vento proveniente dalla finestra aperta la fece rabbrividire. Istintivamente morse la mano che le chiudeva la bocca e sentì un urlo. Accesa la luce notò che si trattava di Gonzalo e iniziò a pinagere.
"Mi hai fatto spaventare. Che ci fai qui?"
"Mi dispiace piccola ma non volevo staccarmi da te. Dormiamo insieme?"
Sofia iniziò un dialogo acceso con la parte più razionale di sé.
-diglielo-
-ti sembra facile, fallo.tu-
-siamo la stessa persona, ti ricordo-
-ah già-
-bene diglielo-
-ma cosa? Che sono vergine e sto morendo dalla paura?-
-no digli che la sera dormi con un pigiama con minnie! Certo, cosa vorresti dirgli?-
-mmh si forse hai ragione-
"Ehi ci sei?"
"Mmmh si scusa. Vedi.. ecco.. io..."
"Non voglio fare nulla, tranquilla, solo starti vicino"
"Beh.. ecco.. mio padre.."
"Non preoccuparti, metto la sveglia e me ne vado alle 6 prima che lui si svegli"
"Hai portato il pigiama?"
-domanda intelligente, Sofia!-
-stupida vocina interiore!-
"Io non ho un pigiama, generalmente dormo in boxer"
"Casa mia è fredda, sarà meglio che rimani così"
"No sono abituato e poi dormiremo abbracciati, quindi" sorrise maliziosamente e le cinse i fianchi iniziando a baciarle il collo, risalì verso l'orecchio.
"Lasciati andare. Stiamo insieme, non te ne pentirai. Hai i brividi"
"Te l'ho detto che casa mia è fredda e poi c'è la finestra aperta" cercò di giustificarsi lei.
"Non mentire, so che sono io a farti questo effetto". Sofia non rispose, prese le cose per la notte e andò in bagno.per cambiarsi; quando tornò in camera trovò Gonzalo già sotto.le coperte con le mani dietro la testa e le lunghe gambe incrociate. Sofia si fiondò sotto le coperte dando le spalle a Gonzalo.
"Buonanotte, sono stanca e sono sicura che lo sei anche tu. A domani e non fare rumore quando ti alzi"
Chiuse gli occhi sperando che il buio coprisse il suo rossore ma all'improvviso si sentì tirare verso Gonzalo e si ritrovò sul suo petto. Non riusciva a reggere il suo sguardo e si guardava quindi le unghie mentre ogni tanto l'occhio le cadeva sul petto scolpito e scoperto di Gonzalo. Lui iniziò ad accarezzarle la schiena e fece si che appoggiasse la testa sul suo petto.
"Rilassati. Goditi questo momento"
"Ho paura"
"Di.cosa?"
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All'improvviso tu!
FanfictionCiao a tutti :) questa è la mia seconda storia.. mi piacerebbe leggere i vostri commenti per capire cosa migliorare. buona lettura! Questo racconto ha come protagonista un calciatore del Napoli, Gonzalo Higuain e Sofia una ragazza che conduce una vi...
