Theo sbuffò per la cinquantesima volta quel giorno e chiuse gli occhi, poggiando la testa sulla spalla di Liam. Lì e in quel momento si addormentò, cosa che non era riuscito a fare da quando sua sorella era andata via. Ma la pace non durò molto.
Theo si ritrovò in uno spazio stretto e scuro, stava ansimando e il suo cuore stava battendo a mille, aveva paura gli stesse per venire un infarto. Il luogo dove si ritrovava era molto piccolo e a malapena riusciva a muovere le mani; eppure esse stesse, quasi si muovessero automaticamente e senza bisogno del suo volere, trovarono il modo di aprire ciò che sembrava essere uno sportellino.
Quando uscì fuori dallo spazio in cui era intrappolato, trovò sotto le sue mani un pavimento gelido. Gattonò fino ad arrivare ad una barella, alla quale si appoggiò per poi guardarsi intorno; capì di essere nell'obitorio dell'ospedale di Beacon Hills. I suoi occhi riflettevano puro terrore e ansia, mentre si alzava da terra per dare un'occhiata migliore.
"Theo" sentì una voce sussurrare, una voce dannatamente familiare, che però in qualche modo sembrava non riuscire a riconoscere.
Cominciò a camminare lentamente, dirigendosi alla porta della stanza in cui si trovava. Il freddo che provava nell'essere in quel posto non era nulla in confronto alla sensazione di tristezza e malinconia che quelle pareti gli stavano trasmettendo. Fece pochi altri passi e aprì la porta, terrorizzato; si ritrovò successivamente in un corridoio scuro, con la sola fonte di luce una lampadina situata dietro di lui.
"Theo" sentì quella voce mormorare il suo nome una seconda volta. Continuava ad avere un suono così vicino, ma anche estremamente lontano e non riusciva ancora a capire di chi fosse.
Guardò verso la reception dell'ospedale, dove si diresse a passo lento. Il pavimento era ghiacciato sotto i suoi piedi, ma non sembrava disturbarlo in quanto aveva altro per la testa, ad esempio il pensiero costante che qualcosa stesse per accadere. Qualcosa non piacevole.
"Theo" sentì una terza volta quella voce. Fu allora che riuscì a identificarla. Era la voce di sua sorella, ma aveva qualcosa di diverso nel tono: non era la voce dolce che aveva conosciuto nei suoi anni di vita, nemmeno la voce tremante di quando avevano perso i genitori, tantomeno quella decisa dopo avergli detto che se ne sarebbe dovuta andare. A quel pensiero il ragazzo sentì un brivido corrergli lungo la schiena. Quella voce era quella di Tara, ma allo stesso tempo sembrava non esserlo.
Si girò di scatto senza nemmeno volerlo, il suo corpo si era mosso da solo un'altra volta, e il suo cuore sussultò non appena vide l'immagine che si era presentata davanti a lui. Era sua sorella, che procedeva a gattoni verso di lui, la pelle pallida, gli occhi iniettati di odio, la cassa toracica aperta, il cuore mancante.
Theo aprì leggermente la bocca, gli occhi erano ormai spalancati. Non provava altro che paura. Fece alcuni passi indietro, ma non riuscì a fare molto, dato che Tara afferrò le sue caviglie e lo fece cadere per terra.
Il ragazzo stava ormai piangendo, respirando affannosamente, quando la ragazza si sistemò sopra di lui, tenendolo fermo. Lo guardò due secondi, lo sguardo freddo che non sarebbe mai potuto appartenere a Tara. Poi non esitò ulteriormente, affondò la mano nel petto di Theo, che sentì un dolore lacerante, annaspando per aria come se stesse soffocando. Il giovane cominciò ad urlare appena sentì la mano di sua sorella andare in profondità, per poi prendere il suo cuore e porgerglielo davanti agli occhi.
Si svegliò lanciando un grido disperato, cercando in tutti i modi di respirare e toccandosi freneticamente il petto, in cerca del battito del suo cuore. Capì di trovarsi nella sua camera da letto, dove lo avevano sicuramente spostato dopo che si era addormentato. Era stato tutto un incubo, eppure gli era sembrato così reale.
"Theo, sta calmo" sentì una voce dire, ma era come se le sue orecchie fossero tappate. Aveva iniziato a piangere, la sua vista era offuscata dalle lacrime che scendevano copiose sul suo viso.
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that look. |thiam|
Fanfictiondal capitolo sei: "C'è...c'è un'altra cosa dei tuoi occhi." Affermò lentamente, cercando di non lasciare che il suo disturbo rovinasse tutto. Theo rimase nella stessa identica posizione, ma Liam sapeva che stava ascoltando. "Hai sempre quello sguard...
