Scott aprì la porta e il più piccolo si fiondò nella direzione della camera del suo vecchio amico. Vide vasi spezzati e tutta la casa sottosopra. Mai si sarebbe aspettato di ritrovasi davanti Theo Raeken, la persona che da bambino aveva ammirato e invidiato di più, nello stato in cui stava. Solo.
Liam si bloccò sull'uscio della porta, non sapendo se entrare oppure tornare a scuola e smetterla di fare l'eroe della situazione. Theo era steso sul letto, fermo a fissare il soffitto, i suoi capelli erano cresciuti in quelle settimane, insieme alla barbetta che lo rendeva alquanto affascinante. Tuttavia Liam non ebbe il tempo di pensare all'aspetto del ragazzo, era troppo distratto a guardare ciò che era successo intorno. Cartoni di pizza accartocciati e poggiati uno sopra l'altro, lattine di CocaCola e RedBull schiacciate e buttate per terra, vestiti sparsi per tutta la camera.
Il più piccolo si accorse poi che Theo si era girato. Lo aveva visto. Lo osservò con attenzione e notò molti particolari a cui non aveva fatto caso prima. Le occhiaie presenti sul suo viso erano scure e profonde, gli occhi erano gonfi e arrossati e le guance avevano dei lividi dovuti alle troppe lacrime e probabilmente allo sfregare delle mani contro esse.
"Liam" sussurrò il proprietario di casa. Non sembrava sorpreso dalla sua visita, in realtà non sembrava provasse alcun sentimento in quel momento. Era lì, ma era come se non fosse presente.
"Theo" rispose l'altro con un tono di voce basso quanto il suo, aveva quasi paura che sarebbe potuto esplodere se avesse sentito un rumore più alto. In effetti in quel momento gli sembrava così fragile, quasi come un bicchiere di cristallo sull'orlo frantumarsi in mille pezzi, come non lo aveva mai visto.
Theo si sedette, sembrava faticare a fare anche quello. Rimase un po' in silenzio a guardare la finestra, poi sembrò risvegliarsi da uno stato di trance. "Cosa stai facendo qui?" Gli chiese, guardandolo negli occhi.
Liam non riusciva a sostenere il contatto visivo, così spostò lo sguardo in basso, in questo modo vide le mani dell'altro, piene di sangue, asciutto da poco, come se avesse fatto a pugni con qualcuno. Non esitò nemmeno un momento e si avvicinò, prendendole tra le sue, compiendo movimenti circolari, quasi a voler far scomparire il dolore che stava provando il suo vecchio amico.
"Non fanno male" affermò Theo dopo poco, continuando a guardare Liam negli occhi. I due restarono così per un po', il silenzio era piacevole e sembrava niente potesse rovinarlo, per un momento erano solo due semplici ragazzi, i loro respiri si erano incatenati tra di loro e il calore delle mani di Liam facevano sembrare tutto più facile. Era tutto calmo, finché Scott non arrivò in camera e il più piccolo si staccò violentemente, arrossendo e causando all'altro una fitta al cuore e un brivido: aveva lasciato le sue mani al freddo.
"Theo, perché non vieni a scuola?" Si affrettò a chiedere il giovane appena entrato, senza nemmeno chiedere prima come stesse, o cosa stesse succedendo.
A Liam, che era già innervosito dall'interruzione di Scott, diede fastidio il silenzio sfacciato di Theo, tanto da provare a lanciare una frecciatina, che non andò a finire bene. "Tanto disperato del fatto che ti abbiamo scaricato?" disse senza nemmeno pensarci, per poi tirarsi uno schiaffo mentale dopo aver visto le reazioni dei due ragazzi nella stanza.
Theo si alzò non appena il commentino raggiunse il suo orecchio, arrivò di scatto davanti al ragazzino che deglutì spaventato. Prese un lungo respiro prima di iniziare a parlare.
"Sai una cosa, Liam, non siete al centro del mondo. Ovviamente mi dispiace il fatto che mi abbiate 'scaricato'- iniziò, facendo con le dita il simbolo delle virgolette- e si, mi da rabbia. Mi da rabbia vedere che non vi importa di poter ferire i sentimenti di qualcuno, mi da rabbia vedervi felici tra di voi senza nemmeno pensarci a me, mi da rabbia vedere che alla fine io ci sto male nonostante il vostro menefreghismo. Mi fa male vedere che avete dimenticato quello che eravamo prima, andando avanti, quando io ancora ci piango perché mi manca." concluse momentaneamente, ma non lasciò nemmeno il tempo ai due di rispondere, che riprese a parlare.
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that look. |thiam|
Fiksi Penggemardal capitolo sei: "C'è...c'è un'altra cosa dei tuoi occhi." Affermò lentamente, cercando di non lasciare che il suo disturbo rovinasse tutto. Theo rimase nella stessa identica posizione, ma Liam sapeva che stava ascoltando. "Hai sempre quello sguard...
