«Oh, allora ti sei messa a fare anche la guida turistica?»
La sua voce, quella odiosa voce bassa e strascicata, mi arriva alle orecchie come un graffio su una lavagna. Draco Malfoy. L’ennesima seccatura della mia giornata.
Ma oggi voglio divertirmi.
«Oh. Mio. Dio.»
Scandisco ogni parola posando teatralmente le mani sulle labbra, mentre fingo un’espressione scioccata.
«Cosa?» chiede, guardandosi intorno con aria confusa.
Che faccino carino quando è stupido.
«Draco Malfoy che mi rivolge parola. Sono... straeccitata. Aspetta che lo devo dire alle mie amiche.»
La mia voce è piatta, priva d’interesse, mentre inizio a camminare. Lui resta fermo qualche secondo, come se gli avessi sparato un incantesimo Confundus.
Poi mi raggiunge con passo lungo e sicuro.
«Sai... quel pantalone ti fa un bel culo.»
«Oh, non c’era bisogno che me lo dicessi. Già lo sapevo.»
Cerco di scollarmelo di dosso con sarcasmo, ma Malfoy pare incollato. Fastidiosamente incollato.
«Che c’è, Malfoy? Ti sei perso?»
Alzo gli occhi al cielo, infastidita perfino dal rumore delle sue scarpe sul pavimento di pietra.
«Ma porca puttana, puoi metterti delle scarpe decenti la prossima volta?» sbotto esasperata.
«No.» risponde secco, come se fosse una decisione di vita o di morte.
«Perfetto. E adesso perché mi segui? Sembri un cagnolino sperduto.»
«È che quel culo... non mi lascia andare.»
Sorride, affacciandosi con la testa per guardarmi ancora una volta il sedere.
Che fastidio questo gesto. Che schifo.
In un attimo, lo afferro per il polso e lo sbatto contro il muro più vicino. Il suono sordo del suo corpo contro la pietra mi dà un certo piacere.
«Saranno le tue palle a lasciarti andare se non sparisci dai coglioni.»
La mia bacchetta è già in mano.
Ma lui, con un colpo rapido, ribalta la situazione. Mi schiaccia contro la parete fredda, occhi negli occhi, troppo vicini per non notarlo.
«Dimmi, Jasmine... non è eccitante questo gioco?»
La sua voce è un sussurro, il suo respiro sfiora le mie labbra.
«Da morire.» rispondo, senza distogliere lo sguardo.
«Ora dimmi la verità. Ti piacerebbe scopare con me?»
Ma si crede un incantatore di serpenti?
Crede davvero che basti avvicinarsi e usare parole grosse per farmi crollare?
«Awww, che tenero. Hai delle speranze? No, perché io non cado così in basso.»
Sorrido, velenosa.
Come diceva mia nonna: evviva la cattiveria.
Mi svincolo dalla sua presa con un movimento secco.
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Mentre cammino verso la Sala Comune, diretta da Olivia, mi imbatto in Tom Riddle. O meglio: è lui a venir fuori dal nulla, trafelato, con gli occhi che brillano come se avesse scoperto l’immortalità.
«Hai sentito del Torneo Tremaghi?»
Mi ferma, quasi bloccandomi il passo.
«No.»
La risposta è secca come una lama.
«Ci sarà un torneo! Solo per studenti dal quinto anno in su! È una cosa grandiosa!»
Batte le mani, euforico. Tom che batte le mani? Ok, è ufficiale: è impazzito.
«Eccitante.» dico ironica.
«Parteciperai?»
Ha quello sguardo – quello degli psicopatici che si divertono con gli scacchi umani.
«Ma anche no.»
Strabuzzo gli occhi. Ma sei serio?
«Bene. Io sì.»
Mi lancia un ultimo sorriso e scompare.
«Ci vediamo, Tom...»
...dico più a me stessa che a lui.
Incontrerò mai qualcuno di normale in questo castello maledetto?
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Notte fonda.
Sono nel dormitorio dei Serpeverde. Luna è mezza febbricitante e io ho deciso di restare con lei. Ma quando scendo le scale... ovviamente, lui.
Capelli platino. Sorriso da schiaffi. Malfoy.
«Bene, bene... adesso fai anche l’infermiera?»
Mi appoggia al muro con la voce strafottente. Non rispondo. Lo ignoro. Forse se ne va.
«Puttana, si risponde.»
Ancora silenzio. Sistemare la borsa è più importante di ascoltare la merda che esce dalla sua bocca.
Ma se vuole giocare... giochiamo.
«Vediamoci all’una. Torre d’Astronomia.»
Prendo il borsone, mi avvio, ma non prima di...
«Porto i preservativi.»
Lo dice come se avesse appena fatto il gesto più eroico della giornata.
«Per quale cazzo? Mh?»
Inarco un sopracciglio e sorrido, fredda. Poi me ne vado.
Non voglio ucciderlo. Solo spaventarlo.
Uccidilo, Jasm. Che ti importa?
Azkaban, idiota.
Ma poi saresti libera.
Sta zitta tu.
All’una spaccata sono alla Torre, col mio coltellino nella tasca del mantello e la bacchetta stretta tra le dita.
Non voglio ucciderlo. Giuro sul mio gatto.
Anche se non ho un gatto.
Lo trovo di spalle, a fissare la luna come se fosse innamorato. È il momento perfetto.
«Petrificus Totalus.»
Sussurro. Il corpo gli si irrigidisce e si accascia su una sedia che avevo piazzato lì per l’occasione.
«Buonasera, Malfoy.»
Mi muovo lentamente, circolare. Silenziosa.
«Non si saluta? Tua madre non ti ha detto che è da maleducati?»
Fingo disappunto, il broncio sulle labbra.
«Oh, giusto. Non puoi.»
Rido sottovoce e gli lego mani e piedi con un incantesimo.
Poi sciolgo il petrificus, solo per sentire la sua voce.
«Voglio raccontarti una storia, Draco.»
Tolgo il coltellino. Gira e rigira nella mia mano mentre gli cammino intorno.
Un graffio sul collo. Nulla di grave. Ma sufficiente.
Lui ansima. Io sorrido.
«C’era una volta un topo, si chiamava Lorry. Viveva in una villa enorme, piena d’oro e con la puzza sotto al naso. Ti ricorda qualcuno?»
Mi avvicino, lo sfioro con la lama. Altro graffio.
«Il suo difetto? Non guardava mai alle spalle.»
Mi posiziono dietro di lui.
«Buh.»
Salta. Lo sento.
«Tranquillo, non mi sporcherei mai le mani col tuo sangue. Ora però, non mi dai più della puttana, vero?»
«Cosa vuoi?»
La voce gli trema, cerca di nasconderlo ma il pomo d’Adamo lo tradisce.
«Io? Niente. Stiamo solo giocando. Ricordi? Tu hai iniziato. Io ho solo alzato la posta.»
«Sei malata.»
Mi sputa addosso parole. E odio.
«No, amore. Sono perfettamente lucida. E adesso... penso che ti sia chiaro chi comanda.»
Mi abbasso, naso contro naso.
«Te ne pentirai.»
La sua voce è un sibilo velenoso.
«Non vedo l’ora.»
Il mio sorriso è una lama.
Avanti, Malfoy. Dai il peggio di te.
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The Game #wattys2021
FanfictionJasmine light fa parte delle 28 sacre assieme ai suoi amici, per una delle tante riunioni fatte al manor dei malfoy, tra lei e draco nasce un odio profondo. Jasmine non conosce per niente draco almeno fin a quel momento. Tra loro nasce una rivalità...
