Anche ad Hogwarts non posso essere lasciata in pace.
Ho delle responsabilità anche qui, mica pizza e ranuncoli. Sono la Presidente degli Studenti. Tipo prefetto… ma con il potere di spostare montagne e far tremare i malandrini con un solo sguardo.
Silente, quel vecchio folletto con l’anima da pokerista, conosce bene la mia mania del controllo. E sa che nulla sfugge al mio radar, neanche una piuma d’ippogrifo fuori posto.
Ultimo mese prima delle vacanze di Natale.
E io già non ho più voglia di vivere.
Porco Salazar.
Da lontano noto Jack confabulare con Dean Thomas. Parlano troppo animatamente per essere semplici chiacchiere da spogliatoio.
Mi avvicino, perché sì, non esistono segreti che io non possa svelare. O forzare.
«Ehi, di che parlate?»
Inarco un sopracciglio e incrocio le braccia, tono tra il minaccioso e l’ironico.
«Quidditch» risponde Jack con l’entusiasmo di chi sta nascondendo un cadavere sotto il letto.
Ha quella voce tremolante che usa quando sta palesemente mentendo.
«JJ… non iniziare. Ti conosco troppo bene. Se mi racconti un'altra cazzata giuro che ti trasfiguro in una zucca.»
Lui tenta un sorriso tirato. Mi accarezza i capelli in modo paternalistico, come se bastasse quella mossa a placarmi.
«Cose da uomini, Jasm. Tranquilla.»
Mi scanso bruscamente.
Fronte corrucciata, cuore incazzato.
Mood: perenne.
«Mi arrendo. Addio. Ho già abbastanza demoni interiori da gestire oggi.»
Mi dirigo nel dormitorio dei Serpeverde. Devo parlare con Luna, la mia coinquilina onirica con la testa fra le nuvole e i piedi ben piantati nei drammi altrui.
A quanto pare ieri hanno umiliato i Tassi in una partita di Quidditch. Classico.
«Jasmine cara, dovresti andartene prima che i maschi-alfa della squadra tornino a festeggiare» mi sussurra Luna, tirandomi per il braccio con la grazia di un bradipo.
«Non vorrai incontrarli...»
Appena sento quelle parole, il mio corpo reagisce come colpito da un Incantesimo Imperius.
No. Non posso incrociare lui.
Il biondino con la bocca sempre carica di veleno.
«Assolutamente no. Me ne vad–»
BOOM.
Grida. Schiamazzi. Il branco è tornato.
"Mandria?"
Bravo cervello, il tuo vocabolario si sta ampliando.
Cerco di sgattaiolare via. Invisibile come un Dissennatore educato. Ma ovviamente… qualcuno ha voglia di provocare.
«Oh ragazzi, guardate un po’… la sapientona è tra noi.»
La sua voce.
Sempre la sua voce.
Quel tono che ti sfiora la pelle come una lama fredda.
Mi volto lentamente, sorridendo.
Lui, Draco Malfoy, ha l’espressione tipica di chi si è svegliato col piede sbagliato e ha trovato me sul tragitto.
«Qui c’è da capire se sono io con un cervello troppo grande… o tu con uno troppo piccolo.
E forse non mi riferisco solo al cervello.»
Un mormorio. Qualcuno soffoca una risata.
Lui incrocia le braccia e mi squadra.
«Sei venuta per dare spettacolo, Light?»
Oh, amore mio. Hai iniziato tu il balletto.
«Cos’è che ti urta, Draco? Che ho risolto un omicidio in mezz’ora o che non ho bisogno di scenette da quattro soldi per stare al centro dell’attenzione?»
Lo guardo dritto negli occhi.
«E per inciso… la scenetta la stai facendo tu.»
Silenzio.
«Come immaginavo. Ma tranquillo, nessuno ti ruba il titolo di Re delle Serpi.»
Faccio le virgolette con le dita e gli do una pacca sulla spalla.
Quella pacca che suona come uno schiaffo d’onore.
«Ah! Sentila! Scommetto che vorresti essere al mio posto.»
«No grazie. Non ho bisogno di scagnozzi per farmi rispettare.»
Tiger apre bocca per protestare, ma lo zittisco mettendogli una mano sulla faccia.
Sorrido. Le zanne bene in vista.
«Oh scusate… non siete scagnozzi? Allora siete solo… leccapiedi professionisti. Cos’è? Lucius vi paga la retta in cambio della vostra compagnia?»
Gaspi.
Occhi sgranati.
Sdegno generale.
«Nessuno parla così a Draco! Chiedi scusa!»
Signore e signori: Pansy Parkinson. La persona con meno senso del ridicolo sulla Terra.
La ignoro.
Non vale la mia aria.
«COME OSI IGNORARMI?! IO FACCIO PARTE–»
«–delle Sacre 28. Lo so, Parkinson. Sei un disco rotto.
Draco, la prossima volta rendi la festa più… movimentata.»
Prendo una patatina.
Me ne vado.
Sipario.
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POV: Draco Malfoy
La odio.
Cazzo se la odio.
Quel modo di parlarmi… come se fossi solo un fastidio. Come se non valessi niente.
Eppure.
C’è qualcosa in lei che mi affascina. Come un veleno che brucia lentamente.
«Lo sai che domani arriveranno le altre scuole europee per una "rimpatriata"? Ridicolo.»
La voce di Pansy è uno sfondo fastidioso.
«Sì. Ridicolo.»
Io penso solo a lei.
Alla sua ultima parola.
Alla sua uscita da attrice tragica.
La cerco.
Sì.
È una missione suicida.
Ma ha bisogno di capire chi comanda in questo castello.
La trovo.
Sta leggendo. Immobile.
Perfetta.
Sto per parlare, ma la sua voce mi trafigge.
«Malfoy. Sei venuto a cercare l’ultima parola, eh?»
Sorrido amaro.
Mi conosce troppo bene.
«Se ti fa stare meglio… vai. Parla. Ti lascio anche il palcoscenico.»
Chiude il libro.
Mi fissa.
Quelli occhi… sono un incubo bellissimo.
«Non è così che mi piace giocare» dico mentre mi sistemo il colletto.
Lei sorride, fiera e maledettamente pericolosa.
«Hai la faccia da pesce lesso. Calmati.»
Ride. E io la odio ancora di più.
«Se volessi potrei… lanciarti una Maledizione Senza Perdono.»
«Prevedibile. Sai? Me lo aspettavo.
Ma… la tua bacchetta è in Sala Comune.»
Ride.
Mi tocco le tasche.
Porco… ha ragione.
«Hai detto che stiamo giocando? Bene. Io adoro giocare.»
Si alza. Si avvicina.
«Ti dimentichi che questo è il mio gioco.»
«Era il tuo, Malfoy. Ora è il mio. Le mie regole. Che vinca il migliore.
Sarò clemente… solo se me lo chiederai.»
«Oh, in realtà dovresti chiederlo tu.»
Occhi stretti. Respiri tagliati.
«Io gioco sporco.
E tu pregherai di uscire da questo incubo. Ma troppo tardi.
Perché io sono sempre… un passo avanti.»
«Verrai da me strisciando, Light. Implorando una tregua.»
Le sue labbra si avvicinano al mio orecchio.
«Preferisco morire che perdere la mia dignità con te.»
Un brivido. Una lama.
«3-0, Malfoy. Ho ancora l’ultima parola.
Impegnati. Questo gioco… è eccitante.»
Sparisce.
E io?
Io la odio.
Tanto.
Troppo.
«Ti rovinerò la vita!» grido.
«Tranquillo. Me la rovini anche solo stando nella stessa scuola!»
La sua voce echeggia nel corridoio.
Game on.
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The Game #wattys2021
FanfictionJasmine light fa parte delle 28 sacre assieme ai suoi amici, per una delle tante riunioni fatte al manor dei malfoy, tra lei e draco nasce un odio profondo. Jasmine non conosce per niente draco almeno fin a quel momento. Tra loro nasce una rivalità...
