L'arte di colpire prima

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DRACO

Non so cosa sia peggio: il fatto che Jasmine Light mi abbia umiliato davanti a metà Hogwarts... o il fatto che io ne sia ossessionato.

È come una maledizione autoindotta. L’ho guardata troppo, l’ho sfidata troppo. Ora la voglio spezzare. O possedere. Non ho ancora deciso quale delle due cose mi ecciti di più.

La trovo all’uscita della Sala Comune dei Grifondoro. È di spalle, ride con un Corvonero dal sorriso troppo facile. I suoi capelli sono un sipario scuro che nasconde il viso, ma la riconoscerei tra mille.

Perfetta. Distratta. Vulnerabile.

Alzo la bacchetta. «Expelli—»

Un dolore acuto mi esplode all’altezza dell’inguine. Il mondo si accartoccia.

Mi accascio a terra con un rantolo animale. Il fiato spezzato, il cuore che batte come se volesse fuggire dal petto.

Lei si volta lentamente, il volto piegato in un ghigno soddisfatto. Le mani sui fianchi, l’arroganza incastonata nello sguardo.

«Davvero, Malfoy? Un attacco alle spalle? Mi aspettavo di più. O forse no.»

Si china verso di me, il tono della voce è un bisturi: freddo, preciso, letale.

«Ascolta bene, perché non lo ripeterò. Io vinco. Sempre. Quindi smettila di comportarti come se fossi tu il predatore qui. Sei solo un ragazzino viziato che non ha ancora capito con chi cazzo ha a che fare.»

Mi fissa per un secondo eterno. Poi si volta e se ne va, lasciando dietro di sé solo il suono dei miei denti che ancora battono.

Io, a terra. Lei, sopra ogni cosa.

E in quel momento, capisco una verità agghiacciante.

Mi eccita. Maledettamente.

Ma questa non è attrazione. È guerra. E lei sarà mia. Anche se dovrò bruciare per ottenerla.

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JASMINE

Davvero credeva che non me ne accorgessi? Che potesse colpirmi alle spalle e uscirne illeso? Quel profumo ridicolo che si ostina a usare – mela verde e Dior Sauvage – lo sentirei anche se fossi morta.

Jack mi interrompe prima che possa elaborare la vendetta.

«ECCOLA, LA PRINCIPESSA JASMINE DI AGRABAH!» urla come un pazzo, arrivando di corsa.

«Jack, sei un cretino.» Rido, senza volerlo.

«Tu che combini?»

«Pigiama party con le ragazze. Dalle Serpi.»

«Perfetto. Veniamo anche io e Dyl.»

«Ma—»

«Niente ma, principessa. Siamo in marcia.»

Mi solleva in braccio con una facilità che detesto e ammiro. Mi sistema in spalla, poi sulla schiena. Le gambe alla sua vita, le mani sulle sue spalle. Comoda, quasi.

«Al tuo segnale.»

«GERONIMOOOO!»

Corriamo per i corridoi. Ridiamo. Per un attimo, sembra che la guerra sia lontana.

Ma non lo è mai abbastanza.

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POCO DOPO

Olivia e Luna mi fermano in corridoio. Hanno la faccia di chi ha visto l’inferno.

«Ragazze? Che succede?»

Luna guarda in basso. Olivia prende la parola.

«Jasmine… Draco è venuto da noi. Ci ha minacciate. Con un coltellino.»

Un silenzio sordo mi esplode nelle orecchie.

«Stai scherzando.»

«No. E sappiamo che puoi affrontarlo. Ma non possiamo più stare a guardare. Se tocca te… ci perderemmo anche noi.»

Resto immobile per un secondo. Poi annuisco.

«Se lo rivedete, chiamatemi. Vedrà cosa succede quando si sfiorano le cose che amo.»

Mi allontano. Prendo la bacchetta. La mia voce è un sussurro gelido.

«Ora basta giocare.»

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CAMERA DI DRACO

Busso. Apre. È nudo, a parte un asciugamano bianco a metà fianchi. Gocce d’acqua gli scivolano sul petto.

Lo sguardo è ancora quello del Malfoy arrogante. Per ora.

«Oh, Jasmine. Già voglia di—»

«Un’altra parola e te la taglio io, quella voglia.»

Entro senza invito. Vedo la sua bacchetta sulla scrivania, accanto a un piccolo coltello lucido. Mi metto davanti, bloccando ogni via d’accesso.

«Mi è giunta voce che hai deciso di spaventare le mie amiche.»

Sbianca. La bocca si apre per rispondere, ma non esce nulla.

«Codardo. Non hai il coraggio di affrontarmi, allora colpisci le persone a cui tengo. Geniale strategia.»

Prendo la sua bacchetta e gliela punto addosso.

«Sai cosa si dice su di te nei bagni, nei corridoi, nei letti di Hogwarts? Che sei il migliore a letto. Il più bello, il più bravo.»

Lui sorride. Una frazione di secondo.

«Sai chi lo dice? Le ragazze a cui hai rovinato la reputazione. Quelle che hai usato, umiliato, dimenticato. Quelle che chiami “puttane” appena ti rimettono in riga.»

Faccio un passo verso di lui. La mia voce è ferma. Ogni parola è una lama.

«Tu non sei un dio, Malfoy. Sei un bluff. Non sei irresistibile. Sei solo... rumoroso. Come il vuoto.»

Abbassa lo sguardo per un secondo. Poi lo rialza. Orgoglio malato.

«Io ti avevo dato una possibilità. Avresti potuto farmi davvero male. Ma hai scelto la via dei codardi.»

Mi avvicino. A un soffio dal suo viso.

«Da ora, Malfoy, si gioca alle mie regole. E non sarà piacevole. Ti farò provare il gusto del potere… quando non sei tu ad averlo.»

Mi volto. Apro la porta.

Poi lo guardo di nuovo. Un ultimo sguardo.

«Impara bene una cosa. Io non sono una delle tante. Io sono l’inizio della tua fine.»

E me ne vado, lasciandolo nudo. Bagnato. E spaventato.


The Game #wattys2021La tua prossima ossessione. Scoprilo ora