Capitolo 6
Tutti gli Hobbit erano rimasti molto scossi dall'incontro con il cavaliere nero e ci volle un po' di tempo perché iniziassero nuovamente a parlare tra loro. Erano già passate tre ore di cammino quando Eunhyukkino chiese:
"Secondo voi cos'era quello?"
Giam guardò Jonghodo, che rimase in silenzio.
Leeteukerry indirizzò uno sguardo curioso alla ragazza. Lei rispose facendo spallucce. Non sapeva di certo cosa passasse per la mente del suo Padrone, ma si vedeva lontano un miglio che qualcosa lo stesse turbando più di chiunque altro. E quel qualcosa non era l'incontro con il cavaliere nero.
"Pensandoci..." Disse Giam ad un tratto "Ho sentito dal Gaffiere Ham qualcosa riguardo uno straniero che chiedeva notizie di Padron Jonghodo..."
Tutti la guardarono stupiti.
"E non hai detto nulla?" Chiese Jonghodo furioso.
Giam si morse il labbro imbarazzata.
"Io... È che pensavo fosse nulla di importante..." Si giustificò.
"TU SAI! Sei l'unica che sa il motivo del nostro viaggio. Non ti è venuto in mente che uno straniero alla mia ricerca avrebbe potuto rivelarsi pericoloso?" Sbottò.
Leeteukerry e Eunhyukkino guardavano muti la scena.
Giam abbassò la testa.
"Avete ragione...Ma non ero sicura fosse una notizia certa... E con i preparativi del viaggio..." Balbettò.
Jonghodo la fulminò con lo sguardo.
"Ehi... Basta così Jong..." Lo riprese Leeteukerry, cingendo con un braccio le spalle di una Giam in lacrime.
"Si... Avrà sbagliato a non dirtelo, ma non lo ha fatto di proposito" concluse dolcemente Eunhyukkino.
"Ho capito." Tagliò corto l'Hobbit.
Era ancora infastidito e riprese a camminare. In realtà non era sicuro del motivo per cui avesse reagito in quel modo. Ovviamente Giam non avrebbe potuto immaginare che quell'informazione sarebbe stata così importante. Non era colpa sua, ma improvvisamente una rabbia difficile da contenere si era impadronita di lui. Sfiorò il taschino con l'anello. In qualche modo, toccarlo lo rendeva calmo e al sicuro.
Era calata la notte e, nonostante gli Hobbit fossero creature capaci di percorrere migliaia e migliaia di chilometri senza affaticarsi, decisero di fermarsi a riposare. Si erano addentrati nel bosco e i grandi alberi, sebbene non fossero comodi come i dolci letti caldi della Contea, sembravano essere dei rifugi perfetti.
Il cielo era costellato di stelle luccicanti e spirava una leggera brezza. I nuvoloni grigi che preannunciavano un acquazzone si erano allontanati verso Est, lasciando posto ad un chiaro e profondo cielo ceruleo.
I quattro viaggiatori si accamparono tra le radici delle grandi querce.
"Vado a vedere se trovo qualcosa per la cena di stasera... Fino a quando è possibile cerchiamo di preservare le provviste" disse Giam.
Era ancora turbata dalla reazione di Jonghodo e voleva ritagliarsi un po' di spazio per starsene da sola.
"Vengo con te."
Dalle sue spalle risuonò la voce calda di Jonghodo.
Giam si girò attonita. Il ragazzo la fissava serio, ma le sue guance erano leggermente colorate di porpora.
Annuì e i due si inoltrarono tra l'erba alta e gli enormi alberi.
"Sai, me lo chiedo da anni... Non ti dà neanche un po' fastidio?" Chiese Eunhyukkino curioso.
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The amazing Journey
FantasyNella pacifica vita della Contea scende un'ombra oscura. La Terra di mezzo è in pericolo. Smtauron è tornato e le sorti della vita di molti dipendono da una Compagnia. Una storia d'amore e d'avventura si fa largo in un viaggio che porterà i protagon...
