Capitolo 13
Leeteukerry ed Eunhyukkino erano partiti già da qualche ora. Il sole splendeva luminoso sulla rigogliosa flora di Gran Burrone. Nonostante il freddo inverno fosse alle porte, tra le case elfiche color avorio posizionate sulle cime di immensi alberi, spiccavano colorati fiori di ogni tipo, come se la primavera non avesse voluto mai abbandonare quel luogo di pace.
Gli elfi davanti a loro camminavano spediti e per i poveri Hobbit fu quasi un'impresa non perderli di vista. I figli della natura sgusciavano tra i sentieri ripidi e danzavano tra pietre e alberi senza che la fatica lambisse i loro volti. I due Hobbit, d'altra parte, correvano il più possibile e con ben meno grazia, ma, sebbene la paura e la fatica fossero visibilmente dipinte nelle loro espressioni, non si lamentarono neanche una volta. La salvezza del loro più caro amico era la priorità in quel momento e niente li avrebbe fermati dal raggiungere al più presto l'Athelas.
Giam aprì gli occhi. Le bruciavano. Aveva passato una notte d'inferno tra la preoccupazione per l'amico e la scomodità della sediola su cui si era seduta. Era riuscita a prendere sonno solo alle prime luci dell'alba, ormai tutti totalmente priva di forze. La prima cosa che vide fu il volto di Jonghodo. Era ancora bianco, cadaverico. Le vene nere che gli avevano deturpato il viso erano ancora lì, anche se sembravano leggermente più chiare rispetto al giorno prima. Chi occhi ancora sbarrati.
Gli sfiorò la mano nuda. Come gli aveva suggerito Keywen aveva tolto tutto ciò che potesse interferire con il potere curativo dell'Athelas. L'anello con la pietra color zaffiro che Jonghodo portava sempre con sé risplendeva sul comodino dall'altra parte della stanza.
Giam ricordava benissimo il giorno in cui Bilbo gliene aveva fatto dono.
Era il ventitreesimo compleanno del ragazzo. Era da molto tempo che Bilbo Ryewoggins non partecipava più ad una delle meravigliose avventure che aveva vissuto in passato e che aveva sempre amato raccontare loro fin da quando erano nonché piccoli Hobbit, ma tanti erano i tesori che aveva accumulato durante i suoi viaggi e proprio al ventitreesimo compleanno del ragazzo aveva deciso di fargli dono di uno dei beni più preziosi trovati presso le profonde cavità di Erebor. Lui lo chiamava, come gli avevano insegnato i suoi amici elfi, Ókë Hén, o "l'Occhio Del Drago", perché cobalto era il colore della gemma, come il manto del drago Murin, e all'interno di esso serpeggiava una lunga crepa nera che ricordava proprio la pupilla di quella bestia millenaria.
"Mio caro Jonghodo, ti faccio oggi dono di un tesoro a me prezioso" Iniziò dicendo. Poi gli porse una piccola scatolina gialla "Aprilo. È il tuo regalo".
Jonghodo prese avido l'involucro e lo apri frettolosamente. All'interno si celava una piccola gemma del più bel tono di blu che avesse mai visto. Brillava come se racchiudesse in sé un la potenza di mille soli.
"Questa è Ókë Hén, o Occhio del Drago, nella nostra lingua. È una pietra preziosissima che sono riuscito ad ottenere nel mio viaggio con Scudo di Quercia. Si dice che sia una pietra legata all'antico potere dei draghi, e questo fa di lei un tesoro inestimabile."
Giam la guardava curiosa. Era meravigliosa. Si sentì stranamente attratta da quel gioiello. Come se un'antica voce la stesse richiamando a sé. Era sempre stata incuriosita dalle vecchie leggende. Grazie a Bilbo aveva avuto la possibilità di studiare, privilegio che non tutte le Hobbit potevano avere, e si era resa conto che le piaceva molto. Soprattutto, provava curiosità per tutto ciò che trattava le varie popolazioni di Arda. Ma nulla superava il timoroso amore che aveva per i draghi. Quelle creature sagge, indistruttibili e pericolose. Bilbo raccontava spesso del potente drago Smaug e del loro incontro. Nonostante le parole di suo zio adottivo, però, una parte di lei voleva non credere che quelle bestie fossero solo distruzione. Aveva studiato i racconti dell'Oriente e lì i draghi erano dipinti come creature benevole.
Ne era sempre stata affascinata e dentro di sé coltivava il sogno di vederne uno un giorno.
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The amazing Journey
FantasíaNella pacifica vita della Contea scende un'ombra oscura. La Terra di mezzo è in pericolo. Smtauron è tornato e le sorti della vita di molti dipendono da una Compagnia. Una storia d'amore e d'avventura si fa largo in un viaggio che porterà i protagon...
