Capitolo 5
L'aria fredda d'autunno pizzicava le gote di Onewdalf. Alzò gli occhi sul cielo grigiastro. Quei nuvoloni neri non lasciavano presagire nulla di buono.
Giam piegava freneticamente i vestiti per il viaggio. Ovviamente per quell'impresa non avrebbe potuto utilizzare i suoi soliti abiti pieni di fronzoli che sarebbero stati solo un ulteriore ostacolo; perciò aveva scelto mise più comode prese in prestito dai cassettoni di zio Ryewoggins: pantaloni lunghi fino al ginocchio morbidi, casacche e mantelli per ripararsi dal freddo autunno di quell'anno.
Jonghodo continuava a lanciarle occhiate di tanto in tanto curioso. Non avrebbe voluto mettere in pericolo Giam, ma l'idea di partire da solo gli faceva molta più paura di quel che avrebbe mai voluto mostrare. Inoltre, il solo pensiero che potesse essere proprio lei ad accompagnarlo in quell'impresa senza speranza gli riscaldava il cuore.
Non voleva ammetterlo, ma ad un certo punto, non sapeva bene definire da quando, qualcosa in lui era cambiato nei confronti dell'amica di infanzia.
Non riusciva a capire ancora cosa, ma partire con lei era al momento quello che desiderava di più al mondo.
"Padrone dobbiamo sbrigarci… Abbiamo tutto il necessario?"
Jonghodo, colto alla sprovvista, rimase per un attimo muto sotto lo sguardo impaziente della Hobbit.
"Si…" Mormorò "credo di aver preso tutto…"
Si portò istintivamente una mano sul taschino della rendegote blu. La sua eredità pulsava come se fosse impaziente. Sembrava essere leggermente più pesante di quando la aveva toccata per la prima volta.
Come poteva un semplice anello avere tutto quel potere?
D'impulso abbassò lo sguardo su un altro regalo di Bilbo. Proprio lì, infilato sull'anulare sinistro, brillava un anello in ferro battuto con incastonata una pietra blu.
Chissà se tutti gli anelli condividono lo stesso destino…
Distolse lo sguardo e afferrò sbrigativamente la borsa insieme al bastone da viaggio.
"Andiamo." Disse fermo.
Giam annuì. Una volta varcata quella porta tutto sarebbe cambiato. I giorni spensierati nella Contea sarebbero diventi un ricordo lontano da portare nel cuore nei momenti più bui.
Dopo ore di cammino, erano arrivati finalmente ai confini della Contea. In lontananza si vedeva la casa di Yesungo Brodiwook, contornata da ettari di terra coltivata. Grano, pomodori, zucca e zucchine e ancora patate, barbabietole, angurie e fragole. Forse il più grande della Contea, l'orto dei Brodiwook era fonte di ricchezza e motivo di vanto per Hobbitown. Tuttavia, a tutti era noto come Yesungo Brodiwook non fosse molto gentile con i visitatori che osavano mettere piede nelle sue terre senza essere invitati.
Jonghodo e Giam stavano percorrendo proprio la via orizzontalmente parallela alla sua casa quando sentirono un urlo:
"Maledetti Hobbit! Se vi acchiappo fate una brutta fine! Vi userò come concime!"
Jonghodo a quelle parole afferrò Giam per un polso e corse fino ad un albero a limitare della foresta.
Strinse la ragazza a sé nascondendosi il più possibile.
"Non abbiamo toccato nulla del suo dannato orto. Si può sapere perché il vecchio Brodiwook è così arrabbiato?"Si chiese a bassa voce.
Ad un tratto, un rumore in lontananza. Sembrava che qualcuno stesse correndo verso la loro direzione.
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The amazing Journey
FantasyNella pacifica vita della Contea scende un'ombra oscura. La Terra di mezzo è in pericolo. Smtauron è tornato e le sorti della vita di molti dipendono da una Compagnia. Una storia d'amore e d'avventura si fa largo in un viaggio che porterà i protagon...
