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"Possibile che Romeo fosse uno sdolcinato del cazzo?" esordì Francesco, entrando nella mia stanza e mettendo a fuoco la piccola pila di fogli sulla mia scrivania.

"Ciao anche a te, eh Fra?"

Il mio amico venne ad abbracciarmi, gettando il suo zaino in mezzo alla stanza. Perdendomi nel suo abbraccio, mi accorsi solo dopo che le mie narici furono inondate da un profumo insolito, diverso da quello che, solitamente, indossava Francesco. Allungai di pochi secondi quell'abbraccio, godendomi quell'odore che aveva pervaso la mia camera. Mi piaceva, e anche tanto. Mi staccai dalle braccia del mio amico e lo guardai confusa, inclinando leggermente la testa. Lui parve capire al volo, annusandosi la camicia e limitandosi a sorridermi. Un sorriso beffardo, che avevo imparato a conoscere, e che mi avvisava del fatto che non mi avrebbe svelato nulla, almeno per il momento.

"Tutto bene, media?"

"La smetti di chiamarmi così? Sì, sto bene, sono solo agitata, tutto qui"

"Allora non stai bene. E' per via del Natale?"

In effetti il Natale era l'ultima cosa a cui stavo pensando in quel momento. Avevo già prenotato il biglietto per ritornare dai miei e stare con loro per tutte le vacanze, ma non ne avevo tanta voglia; non perché non volessi rivederli, ma perché Roma stava iniziando a piacermi molto, così come le persone che la abitavano.

Scossi la testa, e ripresi a guardare Francesco.

"No, non è per il Natale, non ci stavo neanche pensando"

"Per stasera, allora?"

Bingo, aveva centrato in pieno. Annuii senza dire una parola, serrando le labbra.

"Andrà benissimo, ti sei preparata a dovere durante tutti questi mesi. E poi, non è mica lo spettacolo finale, e lo sai!"

Annuii di nuovo.

"Ao, me sembra de parlà da solo!"

"Hai ragione, scusami. Il fatto è che ci saranno praticamente tutti i nostri colleghi. So che Vic sarà quasi sempre con me, ma Damiano? Lui mi ha seguito dall'inizio, ho imparato a tollerarlo e non riuscirò a..."

Fui zittita dal dito di Francesco, che si posò sulle mie labbra, impedendomi di parlare. La sua espressione cambiò, e sgranò gli occhi.

"Ferma, ferma, ferma. Tollerarlo? Scherzi, vero?"

"Dimmelo tu! Fino a qualche mese fa non vi potevate vedere!"

Lui si bloccò e sembrò ponderare le mie parole. Poi, si sedette accanto a me, spiegandomi che lui e Damiano erano compagni di classe, al liceo, e tra loro non scorreva buon sangue. Damiano si divertiva a bullizzarlo verbalmente, di tanto in tanto, ma all'università avevano trovato un punto d'incontro e avevano chiarito. Francesco mi disse che il moro si era scusato con lui, aggiungendo che fargli del male non era mai stata sua intenzione, e anche che si era comportato da stronzo.

"Sai, è stato anche il primo al quale ho detto di essere gay"

"Non che ci volesse molto a capirlo" sussurrai

Di rimando, ricevetti un cuscino in faccia. Spalancai la bocca e lo restituii al mio amico, con molta forza. Scoppiammo a ridere. Poi ci pensai un attimo e lo guardai serissima, quasi offesa.

"Mi spieghi come mai tu l'abbia detto prima a lui che a me?"

"Perché ho cercato di baciarlo, zì"

Lo guardai scioccata. Non che ci fosse qualcosa di male, ma non me lo sarei mai aspettato.

"Ma sì, si è scusato ed è stato talmente carino, che mi è venuta voglia di baciarlo. E ci stavo pure riuscendo, se non fosse entrata Victoria, in quel momento. Comunque sia, Sofi, l'ho trovato cambiato, non sembra nemmeno il Damiano di una volta. Non so perché, né come, ma mi dà l'impressione di uno che sta facendo di tutto per risultare gentile e bello agli occhi di una ragazza." Si fermò per un attimo "Almeno, credo."

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⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 11, 2021 ⏰

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