Capitolo 2

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❝ 𝒲𝐞 𝐣𝐮𝐬𝐭 𝐝𝐚𝐧𝐜𝐞 𝐛𝐚𝐜𝐤𝐰𝐚𝐫𝐝𝐬
𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐚𝐜𝐡 𝐨𝐭𝐡𝐞𝐫,
𝐓𝐫𝐲𝐢𝐧𝐠 𝐭𝐨 𝐤𝐞𝐞𝐩 𝐨𝐮𝐫 𝐟𝐞𝐞𝐥𝐢𝐧𝐠𝐬
𝐬𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞𝐥𝐲 𝐜𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞𝐝. ❞

▹ There's No Way - Lauv.

In circostanze normali, Alec avrebbe passato il weekend chiuso in casa a sperare che quei due giorni volassero in fretta, portandosi con loro la delusione che provava nel non essere il tipo di ragazzo a cui piaceva divertirsi nel tempo libero.
Avrebbe volentieri fatto a cambio con qualsiasi altro studente della sua età che affermava di adorare il Sabato, di adorare le feste che frequentava, di riuscire a dimenticarsi dei suoi problemi grazie al suo amato alcool.

Ma per Alexander Gideon Lightwood, l'idea di trovarsi in un posto affollato nelle ore notturne, circondato da gente sudata che si comportava come se essere sudati e ubriachi fosse la sensazione più paradisiaca dell'universo... beh, tutto questo era un'idea inconcepibile.

Per di più l'unica volta che l'alcool era entrato a contatto con le sue giovani labbra, il giorno del suo diciottesimo compleanno, si era affrettato a risputare fuori tutto ciò che aveva ingerito in meno di un millesimo di secondo.
Era stata Izzy a convincerlo a dare un'opportunità a quel liquido dal sapore nauseabondo ed era stata lei a ripulire il casino che il suo fratello maggiore aveva combinato, con un sorriso divertito stampato sulla faccia per tutto il tempo.

Quella scena rientrava nella categoria di ricordi che Alec avrebbe voluto dimenticare ma che gli era impossibile scordare; perché l'acronimo di "sputatore matto" gli era stato affibbiato a vita ormai.

L'unica cosa che lo aiutava a pensare a quel momento con un po' più di allegria era il pensiero che non aveva sputato a terra come le persone normali, ma direttamente in faccia a Simon Lewis, il ragazzo con cui si sentiva sua sorella.

Il diciannovenne emise un sospiro esasperato mentre tirava fuori l'orario per accertarsi di aver concluso tutte le lezioni quel giorno. Per la prima volta in vita sua si era trovato a sperare che il weekend durasse il più a lungo possibile, e invece il destino sembrava avercela con lui, dato che quei giorni gli erano sfuggiti dalle mani ancora prima che se ne rendesse conto.

La settimana era ormai inoltrata e il corvino stava vivendo il suo Mercoledì come ogni altro Mercoledì, con l'unica differenza che non aveva messo piede in biblioteca sin dal suo rientro a scuola.

Quella sì che era una notevole differenza.

Ma non aveva intenzione di rivedere l'uomo del bigliettino e di diventare vittima dell'imbarazzo che di sicuro si sarebbe creato tra i due dopo che Alec aveva deciso di non presentarsi all'incontro.

No, non ne aveva proprio voglia.

«Alec? Sei proprio tu! Stavo iniziando a pensare che fossi malato e invece eccoti qui. Finalmente posso consegnarti i tuoi libri, quello che ho in serbo per te ti piacerà, vedrai.»

Il ragazzo si paralizzò all'istante e gli sembrò di vedere tutta la sua vita passargli davanti agli occhi mentre si lasciava trascinare per i corridoi dell'edificio dalla bibliotecaria che fin'ora aveva tanto stimato.
Si era palesata lì dal nulla e non sapeva nemmeno da dove fosse sbucata fuori, era apparsa così all'improvviso da sembrare un ninja.
Forse era uno dei vantaggi di aver lavorato per tutta la vita in un luogo dove regna il silenzio.

Alexander sapeva di essere spacciato, perché quando Charlotte gli proponeva una cosa in realtà non aveva il diritto di replicare. I suoi non erano inviti, ma ordini sottintesi, mascherati da finta gentilezza.
Il suo lato autoritario era ciò che l'aveva trasformata nell'idolo di Alec, ma era anche la cosa che più temeva in quell'istante.
Sapeva che sarebbe stato inutile inventarsi una qualsiasi scusa, quella donna fiutava le bugie da due chilometri di distanza. Le captava e ti riduceva in cenere in un istante, non concedeva misericordia a nessuno.

Waiting For Dawn | MALECDove le storie prendono vita. Scoprilo ora