❝ 𝓨𝐨𝐮 𝐚𝐧𝐝 𝐈 𝐰𝐚𝐥𝐤 𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐠𝐢𝐥𝐞 𝐥𝐢𝐧𝐞
𝐈 𝐡𝐚𝐯𝐞 𝐤𝐧𝐨𝐰𝐧 𝐢𝐭 𝐚𝐥𝐥 𝐭𝐡𝐢𝐬 𝐭𝐢𝐦𝐞
𝐍𝐞𝐯𝐞𝐫 𝐞𝐯𝐞𝐫 𝐭𝐡𝐨𝐮𝐠𝐡𝐭 𝐈'𝐝 𝐬𝐞𝐞 𝐢𝐭 𝐛𝐫𝐞𝐚𝐤
𝐍𝐞𝐯𝐞𝐫 𝐭𝐡𝐨𝐮𝐠𝐡𝐭 𝐈'𝐝 𝐬𝐞𝐞 𝐢𝐭. ❞
▹ Haunted - Taylor Swift.
«Io non avrei mai sacrificato la mia mano destra per una sciocchezza del genere», confessò Jace, chiudendo il pugno attorno ad una manciata di popcorn, nel vassoio di plastica che teneva in equilibrio sulle gambe.
Clary, dal lato opposto della sala, emise uno sbuffo di esasperazione.
«Per "sciocchezza" intendi la garanzia di aver salvato il mondo?» lo prese in giro, stringendosi le gambe al petto.
I suoi calzini rosa sporgevano dal cuscino della poltrona, mentre i capelli rossi parevano splendere di luce propria attorno al viso minuto.
Lo schermo acceso della televisione rischiarò la guancia destra di Jace di azzurro. Nelle sue iridi luccicanti si riflettevano le immagini trasmesse alla tv: titoli di coda, sfocati dietro le ciglia dolcemente baciate dall'oro scuro, scorrevano verso il basso, rincorrendosi e fuggendo dal loro campo visivo.
«Hai visto la mia mano? Vale molto più del mondo».
Come per addurre a dimostrazione una prova concreta, puntellò i gomiti sulle ginocchia e si fece scivolare una manica lungo il braccio per rivelare la sua mano - anch'essa sembrava ricavata da un lingotto d'oro, come tutto ciò che lo riguardava - agli occhi spazientiti dei suoi amici.
Clary scosse deliberatamente la testa, agitando nell'aria i ricci ribelli, in un gesto di chiara disapprovazione.
All'interno del gruppo, lei era la più propensa a farsi distrarre e trascinare lontano dai mondi incantati che poneva come soggetto delle sue graphic novel. Le si illuminavano gli occhi mentre raccontava le intricate e improbabili disavventure alle quali sottoponeva i protagonisti delle sue storie; quasi sempre maledetti o dannati e inspiegabilmente, inevitabilmente, simili al biondo.
Anche adesso sembrava avere le dita sporche di grafite.
Simon, che fino a quel momento era rimasto in silenzio, accorse in difesa della sua migliore amica.
«Forse non concepisci le scelte di un guerriero dalla cui determinazione dipende l'equilibrio di un regno, perché tu non sei un re».
Jace si fece sfuggire un filo d'aria dalla bocca contratta in una finta smorfia di dolore e accostò drammaticamente il palmo aperto al tessuto della maglia, sul petto.
«Non mi credi abbastanza bello, forse? Mi spezzi il cuore. Magari non sono il tuo tipo...»
La stanza cadde in un buio denso e totale e si udirono dei sospiri, poi la luce tornò miracolosamente.
Cinque facce si voltarono nella direzione dell'interruttore, accanto al quale c'era Isabelle, che li stava squadrando severamente.
Posò il telecomando sul tavolino - evidentemente aveva spento il televisore e ciò spiegava la breve oscurità che li aveva fatti ammutolire - e incrociò le braccia sotto il seno.
«Ora che ho la vostra attenzione, vorrei ricordarvi che abbiamo delle pizze da ritirare in Canal Street».
Simon guardò verso il vassoio vuoto di popcorn e sentì lo stomaco gorgogliare per la fame.
La discussione si animò un'altra volta quando, com'era prevedibile che fosse, la compagnia scoprì di essere in disaccordo su chi doveva andare a prendere la cena.
Le chiavi del pickup che Simon aveva preso in prestito da Eric, un membro della scadente band di cui faceva parte, volarono sopra la testa di Magnus per finire nelle mani di Izzy.
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Waiting For Dawn | MALEC
FanfictionMagnus è un eccentrico bibliotecario che finisce per caso a nascondere bigliettini all'interno dei libri che Alec, studente e avido lettore, si porta a casa ogni settimana. Tra quelle pagine giacciono verità nascoste, sentimenti taciuti e dubbi mai...
