12 - Piccoli, gravi errori

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Per la prima volta da quando la scuola era iniziata mi svegliai in tutta tranquillità. Era sabato, nessuna lezione, nessun problema. Mi sciacquai la faccia con l'acqua gelata e mi vestii con calma. Dopo aver fatto colazione andai in biblioteca, dove trovai Erica e Scarlett chine su due pergamene.
-Finalmente possiamo avere l'onore della tua presenza, buongiorno- disse Scarlett sarcastica.
-È sabato!- replicai io sbuffando, -Piuttosto...voi cosa state facendo?-.
-I compiti- disse Erica con tono assente.
-Compiti? Quali compiti? Siamo solo alla prima settimana di scuola! Non possono essere così crudeli!- esclamai. Erica corrugò la fronte.
-È stato Piton...ci ha dato da fare trenta centimetri di pergamena sulla pozione anti-brufoli...quello...- poi Scarlett le tappò la bocca.
-Non-dire-una-parola-contro-il-professor-Piton- scandì lei, poi riprese a scrivere.
-TRENTA CENTIMETRI DI PERGAMENA? E io che speravo di avere questi due giorni liberi...- dissi delusa, poi mi feci prestare un foglio di pergamena.
Loro due, essendosi svegliate prima e avendo avuto anche il giorno precedente per iniziare il compito, finirono molto prima di me, e andarono al campo di Quidditch. Fu solo dopo un'ora buona che mi accorsi di essere la sola in biblioteca. 'Per forza' pensai, 'È una giornata stupenda. Sono l'unica stupida ancora qui'.
Quando mi mancavano solo cinque centimetri per terminare, qualcuno, da fuori gridò: -Attenzione!-.
Fu un attimo.
Un bolide ruppe la finestra, poi ovviamente si scontrò sul tavolo in cui ero e ovviamente si rovesciò la boccetta che conteneva l'inchiostro che (ovviamente) finì tutto sul mio compito. Mi alzai imprecando, presi il bolide che si divincolava e lo buttai fuori con tanta forza che cadde in testa a un Cacciatore della sqadra di Corvonero, procurandogli un gran bernoccolo.
Andai a risedermi al tavolo, infuriata, e proprio mentre schioccavo le dita per fare comparire un altro foglio, entrò il Professor Piton.
-E-emh...buongiorno...P...Professor Piton...è venuto a riparare la finestra?- chiesi, sperando con tutto il cuore che non mi avesse visto mentre facevo comparire la pergamena, ma lui aveva gli occhi puntati proprio sul foglio.
-Quello...da dove viene?- chiese con freddezza.
-Emh...- dissi cercando di nascondere il foglio. Non potevo dire di aver utilizzato la bacchetta, perché da quando il tavolo era stato colpito dal bolide, era stata scaraventata a tre metri da me.
-C'era...c'era già- dissi sembrando di essere convincente.
-Non mi menta, signorina Willow- sibilò.
-Non sto mentendo- sibilai di rimando con fermezza.
Mi lanciò un'occhiata maligna.
-Reparo- disse agitando la bacchetta verso la finestra, e subito quella si aggiustò. Io ripresi a scrivere il mio compito, indifferente; lui mi scrutò ancora per qualche minuto, poi se ne andò facendo volteggiare la lunga veste nera. Saltai il pranzo per finire di scrivere i trenta centimetri sulla pergamena, e verso le tre del pomeriggio andai sfinita nella Sala Comune dei Serpeverde. Mark e Gil mi salutarono gioiosamente, e io li presi in disparte.
-Perché...- dissi sussurrando, -Perché allo Smistamento mi avete detto di non mostrare la mia magia?-.
Loro si rabbuiarono: -Avevamo già percepito qualcuno che aveva a che fare con la Vera Magia Oscura, certo...non pensavamo fosse Blake, ma non possiamo sapere chi sono i suoi alleati. Per questo non devi mostrarla a nessuno- spiegò Gil.
-Perché ce lo chiedi?- disse Mark, -Non avrai...- aggiunse preoccupato.
-Non lo so- dissi precedendolo, -Il Professor Piton...forse...-.
-Piton...- sussurrò Mark, -Non è che mi piaccia molto quel tipo-.
-Fortuna che non ti sente Scarlett- dissi guardando la ragazza, che era dall'altra parte della stanza, intenta a leggere.
-Non pensiamoci più- disse Gil. Poi ci mettemmo a giocare a scacchi.

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