Capitolo 5

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Ormai il fisico di Iwaizumi era cambiato. Certo, non aveva un fisico chissà quanto pompato, ma era comunque in grado di reggersi all'impiedi e tirar su il bilanciere. Riusciva anche a fronteggiare suo padre ubriaco, che invecchiava a vista d'occhio. I suoi capelli si erano allungati e ha iniziato a portarli all'insù, lasciando la fronte completamente scoperta.
Iwaizumi ormai aveva 16 anni e assieme alla sorella Nicole avevano iniziato ad uscire con altri ragazzi del quartiere del disastro, anche se la compagnia non era delle migliori, dal momento in cui i ragazzini hanno fin da subito iniziato a fare uso di cannabis e altre droghe leggere, trascinando anche i fratelli Rutherford. Tante ragazzine gli  andavano dietro, ma a lui non interessava, o meglio non se ne accorgeva. L'unica sua fissazione era la pallavolo. Inoltre, anche la sorella era molto gelosa di lui: non appena una ragazza posava lo sguardo su Iwaizumi, Nicole le ringhiava contro e iniziava a stargli appiccicato come una cozza.
Un giorno, una ragazza prese Iwaizumi in disparte, voleva dichiararsi, ma Nicole gli corse dietro e se lo riportò in casa.
-Ma che cazzo fai? Non vedi che stava parlando?- Urlò il bruno contro la sorella.
-Cerco solo di proteggerti, stronzo! E tu mi ripaghi così?- Sbottò Nicole.
-Ascolta, Nicole... Ho 16 anni, vorrei poter provare a vivere una vita normale anche se è impossibile. Quindi per favore lasciami fare delle amicizie, non puoi metterti sempre avanti ai coglioni!-
-Ma quella ragazza si voleva dichiarare, cazzo!-
-E quindi? Che lo facesse, io non ho niente da perderci!-
Nicole si zittì. Passarono 2 minuti di intenso silenzio, quando all'improvviso Nicole si tolse la maglietta di cotone e restò con i seni nudi davanti agli occhi increduli del fratello.
-N... Nicole? Ma che cazzo stai facendo?!- Urlò Iwaizumi tremante.
-Io ti amo, Iwaizumi.-
Il ragazzo restò di sasso.
-Amarmi? Ma ti sei fumata qualche canna di troppo oggi? Sono tuo fratello, cazzo!-
-È impossibile come tu per tutti questi anni non ti sia mai accorto delle tue differenze con noi e con la mamma.-
Iwaizumi la guardava confuso, mentre i seni penzolanti di Nicole presentavano capezzoli inturgiditi per il freddo.
-Iwaizumi, sei stato adottato. Io non sono tua sorella e tu non sei mio fratello. E io ti amo da 16 anni.-
Iwaizumi non ci mise molto per fare 2 + 2, solo che prima di adesso non ci aveva mai pensato più di tanto.
-Chi è la mia vera famiglia allora?- Chiese portandosi le mani al volto.
-Non lo so, ma credo che tu non abbia più una famiglia. La mamma ti ha trovato abbandonato 16 anni fa all'interno di una cesta. Altro noi non sappiamo.-
Iwaizumi alzò lo sguardo e la ormai non più sorella era seduta avanti a lui seminuda. Il suo sguardo si posò sui suoi seni, abbastanza grandi per essere quelli di una 16enne. Fino ad allora non se ne era mai accorto, nonostante facessero sempre il bagno insieme per risparmiare acqua. Improvvisamente Iwaizumi si ricordò di essere un uomo e che Nicole era una donna che si era spogliata per lui.
Dimenticò immediatamente tutte le parole dette un attimo prima, forse era anche merito della canna che si era sparato poco prima, ed afferrò la carne calda dei seni di Nicole. La ragazzina emise un grido di piacere e accostò le sue labbra a quelle sottili ed increspate del brunetto. Sfociarono in un lungo ed intenso bacio e finirono per trovarsi entrambi completamente nudi sul materasso vecchio ed ammuffito. Le mani di Iwaizumi si muovevano in modo incerto, era la prima volta che toccava una donna in quel modo. Dopo aver disteso Nicole sul letto con le gambe divaricate, fece immersione all'interno del suo corpo. La ragazza gemette e loro bacini si muovevano in sincronia. Non appena sentì lo stimolo, Iwaizumi uscì all'esterno della ragazza e cosparse tutto il materasso del suo liquido biancastro ed appiccicoso. Iwaizumi perse così la verginità, con una ragazza che fino a poche ore prima chiamava sorella.
Ci vollero dei lunghi minuti di riflessione per capire cosa era appena successo.
Alla fine sospirò: -Io non ho sentito niente. Io non sono innamorato di te, Nicole.-
La ragazza, ancora nuda e distesa sul letto, scoppiò in lacrime e corse a rivestirsi, uscendo dalla roulotte: quella fu l'ultima volta che Iwaizumi la vide.
Dopo essersi rivestito anche lui, iniziò a cercare indizi per la roulotte sulle sue origini, ma non aveva assolutamente intenzione di andare a cercare i suoi veri genitori, era solamente curioso. Frugando in giro, all'interno di una scatola sotto l'armadio, trovò un bigliettino, il quale riportava le seguenti parole:
"Salva mio figlio Iwaizumi, ti prego".
Girando la facciata del bigliettino, trovò scritta una singola parola con una calligrafia più calcata: "Hajime". Dedusse che quello fosse il cognome della madre e senza porsi ulteriori domande si promise di andare all'anagrafe per cambiarlo quel giorno stesso.

Dolce Condanna ~ IwaoiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora