trentatré

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"E cosa farebbe questo di utile?" chiese Alex, molto confuso dalla quantità di flaconi e flaconcini contenuti nel beauty di Linda. "Questo è un siero idratante, idrata la pelle," gli spiegò lei, mettendosi un attimo più comoda a spalmarglielo in faccia. Muovendosi sentì di non aver fatto proprio una mossa intelligente, però sapeva come approfittarne.

"Adesso aspettiamo cinque minuti che entri bene nella pelle e abbiamo quasi finito," disse Linda, chiudendo la bottiglietta e rimettendola al suo posto. Nel mettere il beauty nel cassetto del comodino fece un'altra mossa azzardata, che andò subito a segno.

"Davvero ti faccio questo effetto?" gli sussurrò lei, sperando che i microfoni non captassero troppi dettagli intimi. "Cosa te lo fa pensare?" ironizzò lui, mentre teneva la testa rivolta verso l'alto. "Non saprei," continuò a sussurrare Linda, provocante. Lui ridacchiò, scuotendo leggermente la testa.

Passati i cinque minuti, Linda si alzò e recupero un asciugamano in microfibra che usò per togliere l'eccesso di olio e siero dalla faccia di Alex. "Se devo essere onesto questa skincare mi ha fatto proprio piacere," le confessò Alex, sorridendo.

"Che t'agg ritt?" disse Linda, facendo finalmente uscire la scugnizza napoletana che era in lei. "E avevi ragione. Vieni qui?" le chiese poi Alex con il suo visino da cucciolo... e chi era Linda per dirgli di no?

Sorrise e si sedette esattamente dove era fino a pochissimi minuti prima. Le piaceva girare il dito nella piaga. "Dovevi rimetterti proprio lì?" commentò lui, guardandola negli occhi.

Lo tradì il suo sguardo, che Linda aveva ormai imparato a decifrare. "Mi hai detto tu di mettermi qui," si giustificò lei, innocentemente. Lui ridacchiò. "Sei proprio tremenda," commentò. "Però non puoi negare che ti piaccia," disse lei, avvicinandosi ancora di più alle labbra di Alex.

"Vero anche questo," confermò lui, prendendo Linda per i fianchi e sdraiandosi a letto, con lei sopra a cavalcioni. "Stai comodo?" gli chiese lei. "Io sì, però recupera la copertina per favore," chiese lui, e lei obbedì.

Linda si rimise con il viso nell'incavo del collo di Alex, nella sua posizione preferita. "Che shampoo usi?" le chiese lui. "Perché?" gli rispose la ragazza, alquanto confusa. "Profuma di buono," disse lui. Linda notò che quando Alex era stanco tendeva a diventare un po' più bimbo, ed era una cosa che Linda adorava.

"Non mi ricordo adesso la marca, però so che è al cocco," gli rispose lei, giocherellando con i suoi capelli. Lui annuì, e iniziò a chiudere gli occhi. Linda gli lasciò alcuni bacetti sul collo, del tutto innocenti, ma notò che avevano un effetto diverso su di lui. "Tutto ok?" chiese lei, innocentemente. "Sì, hai solo beccato un mio punto debole," confessò lui. "Recepito," disse lei, lasciandogli un ultimo bacetto, proprio lì.

"Hai sonno?" chiese Alex, dopo circa un quarto d'ora di coccole e frasi dolci. "In realtà non proprio... anche se dovrei dormire perché domani ho classico alle 7," disse lei, scivolando di fianco ad Alex. "Se hai voglia, andresti a farci due tisanine?" le chiese lui, con la sua voce da cucciolo. "Va bene dai. Mi raggiungi poi?" disse lei, notando che lui si stesse dirigendo verso il bagno. "Certo" disse lui. Linda ridacchiò, andando in cucina.

Recuperò due tazze e le riempì d'acqua, per poi metterle in microonde. In quei sei mesi aveva imparato a memoria i gusti di tutti, quindi prese la sua tisana preferita e quella preferita di Alex. Quando l'acqua era pronta mise le bustine in infusione, e due cucchiaini di zucchero nella tisana di Alex, mentre nella mia ne bastava uno di miele.

"Eccoci" disse lui, spuntando dopo un paio di minuti. "Hai risolto il problemino?" chiese Linda, e lui capì al volo, arrossendo. "Non era mia intenzione, bebé," disse Linda, lasciandogli un bacio a stampo. "Tranquilla, non potevi saperlo... però a mettere il dito nella piaga sei brava eh," ironizzò lui.

"Lo sai che amo provocare, ma solo se anche tu stai al gioco, altrimenti è solo un infierire, e a me non piace," disse lei, mettendo le tazze sul tavolo. "Un altro motivo per cui ti amo," le disse lui, avvolgendola in un caldo abbraccio e poi facendola sedere sulle sue ginocchia.

Bevvero le loro tisane in silenzio, coccolandosi. Linda viveva per quei piccoli momenti, all'apparenza insignificanti, ma che in realtà nascondevano tutto ciò che si dovevano dire, senza dire nemmeno una parola.

Appena finito di fare lezione di classico Linda tornò in casetta, ricordandosi di non avere ancora visto cosa fosse il foglietto che le aveva dato Christian.

Arrivò in camera e si cambiò in un outfit da casa, cioè pantaloni di tuta ed un felpone di Alex. Guardò nel cassetto del suo comodino e trovò il bigliettino diverso dalle letterine che custodiva segretamente. Lo aprì, e sulla prima facciata c'era un mio ritratto, schizzato e disegnato da lui. E sotto, nell'angolo, c'era una piccola scritta: "Ti voglio bene Souzinha, davvero tanto". Linda sorrise, girando il foglio e trovando una letterina.

"Ciao Didda,

Probabilmente non avrai mai questa letterina, perché sono molto timido, ma in caso la avrai... leggila tutta. Non sono bravo con le parole, questo lo sai, ma ci tengo a scriverti quanto tu sia diventata importante per me in così poco tempo. Ti ho notata sin dall'inizio, perché diciamocelo, non notarti è davvero difficile. Mi sei subito stata simpatica, ed ero determinato a fare amicizia con te, e forse anche qualcosina di più" lesse Linda, con un sorriso a 32 denti.

"Poi però quel qualcosina di più non c'è stato, ma sono contento di quello che abbiamo creato, nonostante tutto. È stato un onore condividere il palco con te, sei una ballerina fortissima, e credimi, sei nata per ballare. Quando balli ti brillano gli occhi di una luce diversa, si vede che tu vivi per ballare, più che ballare per vivere. Spero che avremo più occasioni per ballare insieme fuori di qui, e hai già un invito per passare su a Bergamo nella scuola di mamma. Spero di vederti in finale, e spero di vederti alzare quella coppa. Ti voglio un bene dell'anima, sempre.

Non si molla mai <3

Tuo, pollo moro aka Christian aka Crock."

***

Christian era in treno, diretto a Bergamo, da un numero svariato di ore. Aveva rilasciato la sua intervista per Verissimo, aveva ballato e si era anche divertito un mondo. In quel momento non vedeva l'ora di tornare a casa da sua mamma, suo papà, Alexia e le sue due cagnolone, Diva e Dea. Siccome era un viaggio molto lungo, decise di ritagliarsi un momento per leggere la letterina che gli aveva scritto Linda.

"Ed eccoci qui, al momento che non avrei mai voluto arrivasse, però è parte del gioco, no?

Ciao Chri, immagino tu stia o in treno o in aereo, già diretto a Bergamo dalla tua famiglia. Sono contenta di averti conosciuto e sono onorata di aver condiviso il palco con te. Sei un ballerino fortissimo, davvero. Si vede che ami ballare, e questo tuo amore per la danza traspare. Sei stato un ottimo partner, nonostante tutto. Mi dispiace davvero di averti illuso, mi sono fatta mille pare per giorni, ti giuro. Però sono contenta di essere riuscita a chiarire con te e di aver recuperato quella simbiosi che avevamo all'inizio. Sei diventato un fratellino per me, ti voglio un mondo di bene e sempre te ne vorrò. Spero che una volta fuori di qui passerai da me a Napoli, ti aspetta nonna con una teglia di pizza fatta in casa, e so che non la puoi rifiutare.

Ci vediamo fuori,

Sempre tua, Souzinha"

Christian sorrise come uno scemo. Voleva un bene dell'anima a Linda, anche lei era come una sorella per lui. Sperava che la ragazza avesse visto il disegno che le aveva fatto, dato che non sapeva con quale coraggio glielo aveva consegnato...

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