dodici

2.9K 119 9
                                        

"Amore, ma alla fine hai parlato con Chri?" chiese Carola, mentre si ricuciva i lacci delle punte. "Avrei dovuto?" rispose Linda, senza alzare lo sguardo dal libro che stava leggendo. "Se aspetti lui mi sa che non risolvi niente," considerò Carola.

"Non ho niente da dirgli, amo. Se prima fa tutto il carino e sottone e poi in sala non è capace a fare mezza presa per una questione di feeling, qualche problema ci sarà," rispose Linda, sospirando ed andando da Luigi. Con la coda dell'occhio vide Carola roteare gli occhi.

"Gigino mio caro... n'è che hai una sigaretta?" gli chiese, con gli occhietti da cucciola che lo conquistavano sempre. "Perché le chiedi sempre e solo a me?" roteò gli occhi lui. "Perché solo tu fumi le Luckie's come me, e perché mi vuoi tanto tanto bene," sorrise dolcemente Linda.

Luigi sbuffò e le porse il pacchetto ormai quasi vuoto. Ce ne erano solo due dentro. "Prendile entrambe, va'," disse il ragazzo, con un bacetto sulla guancia. Lei lo ringraziò con un mezzo abbraccio. Indossò il suo centogrammi e passò per le stanze dei ragazzi, per poi uscire nel secondo giardinetto.

Chiuse la porta, si sedette e si accese una sigaretta. Aveva bisogno di stare un po' da sola a svuotare la mente e riposare. Aveva passato tutta la giornata in sala prove, per recuperare l'altro giorno.

Odiava stare ferma, ma Maria l'aveva praticamente costretta, dato che dopo le prime lezioni della settimana il suo graffio si era infiammato.

"Voi due dovete parlare. E non vi lasciamo entrare finché non avete parlato come si deve," disse Carola, chiudendo la porta a chiave dall'interno. Christian rimase pietrificato. Carola lo aveva praticamente trascinato fuori per un orecchio. Linda si limitò ad ignorarlo. Era ancora un po' incazzata per il fatto che lui non fosse capace a far coincidere i suoi sentimenti, anche forti e palesi, nei suoi confronti al feeling che dovrebbero avere in sala, dato che la permanenza in dubbio era quella di Linda, non quella di Christian.

Lui tentò di bussare sulla porta per farsela riaprire, senza successo. "Li odio," disse poi, sedendosi sull'altro divanetto. "Avranno le loro ragioni," disse Linda, impassibile, alzando le spalle.

"Nessuna abbastanza valida," puntualizzò lui. Linda finì la prima sigaretta, buttandola nel posacenere che stava sul davanzale, ma aspettò ad accendere l'altra. "Come stai?" tentennò lui, con lo sguardo basso. "Il taglio si è rimarginato, quindi non mi lamento," rispose lei. "Bene..." disse lui, sentendosi abbastanza a disagio.

"Senti... è difficile, mi sto comportando come uno stronzo. Me ne rendo conto," confessò Christian, sempre con lo sguardo basso. "Buongiorno cuore," rispose Linda. "Grazie, sempre gentilissima," ironizzò lui. "Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e inversa," disse Linda, senza guardarlo. Se lo facesse tutta la sua maschera cadrebbe in pezzi.

"Intendo dire, non so cosa mi prenda in sala, non riesco a capire ti giuro," sussurrò. "Dovresti trovare una soluzione, perché io di farmi sospendere la maglia non ne ho la minima intenzione. Io la mia parte la sto facendo, tocca anche a te darti una mossa," gli disse. Lui rimase ammutolito. 2 a zero e palla al centro pensò Linda.

"Il punto è che non so come fare. Ma proprio per un cazzo," confessò Christian. "Nemmeno io so come aiutarti. Più di fare ciò che sto già facendo, cos'altro dovrei fare?" gli chiese Linda, mentre giocherellava con i suoi anelli. "Potresti, per esempio, degnarmi di uno sguardo, tanto per cominciare," le chiese il ragazzo.

"Non vedo una valida ragione per farlo," disse Linda. Quando voleva sapeva essere stronza fino al midollo. Infatti lei lo stava vedendo iniziare a cedere. Fece un sorrisino che non sfuggì a Christian. "Ti diverti?" le chiese lui, iniziando ad alterarsi. "Io? Sì, tantissimo. Tu?" gli chiese lei di rimando, finalmente guardandolo negli occhi, e vedendolo sbuffare.

"Ne ho motivo?" chiese lui, offeso. "Beh fuori dalla sala sei sempre col sorriso in faccia," continuò Linda a provocarlo. "Davvero non sai decifrare i miei sorrisi?" chiese Christian, con una luce diversa negli occhi.

Ed eccoci al punto cruciale. Butto via l'orgoglio? Ne vale la pena? si chiese Linda. Ed alla fine decise di far vincere il cuore. "Secondo te in queste settimane non ho imparato a conoscerti? Non ho scoperto che quando sorridi davvero ti si forma una piccola fossetta sulla guancia destra? Secondo te non ho imparato che quando menti stringi sempre la mascella poco dopo? Non ho capito che quando davvero ti piace qualcosa ti brillano gli occhi? E che ti brillano soprattutto quando balli, e che in sala con me non ti brillano più? Secondo te non ho notato tutte queste cose, Christian?" buttò fuori tutto, riuscendo a fatica a trattenere le lacrime.

Lui rimase spiazzato. "Wow..." disse solo. "Ho notato tutte queste cose, Christian. E sai perché? Perché ho fatto l'errore di affezionarmi a te. E, credimi, sei un amico fantastico. Forse ho sbagliato io ad illudermi che potessimo essere qualcosa di più," confessò Linda, accendendo l'ultima Luckie's del pacchetto che si rimise in tasca. "Il fumo fa male," puntualizzò Christian. "Sicuramente meno di come sto ora," rispose Linda, facendo un tiro.

"Tu cosa provi? Sincera," disse Christian, inginocchiandosi davanti a lei, senza toccarla. Sentiva come se gli fosse proibito. "Leggi tra le righe, Christian. È palese," disse lei, quasi esasperata, continuando a fumare. Riesce ad essere sexy anche mentre fuma pensò Christian.

"Recepito. C'è un modo per risolvere tutto questo?" chiese Christian, spaesato. Non aveva mai provato qualcosa di così forte per una persona. "Fai pace con te stesso. Risolvi i tuoi conflitti interiori, chiarisciti le idee e poi ne riparliamo," disse Linda, facendo l'ultimo tiro alla sigaretta ed alzandosi per buttare il mozzicone.

È il mio momento, ora o mai più pensò il ragazzo. Mentre Linda stava per rientrare le afferrò il braccio, girandola verso di sé. "Ho già le idee abbastanza chiare. Mi rendo conto di essere stato un coglione con la C maiuscola, ma voglio in un qualche modo rimediare," le disse, i loro nasi che quasi si sfioravano. Lei non disse nulla, ma sospirò.

"Non sei sicuro di te stesso, credimi. Magari ne riparliamo in un altro momento, mh?" disse Linda, liberandosi dalla presa di Christian e rientrando in casetta. Sospirò anche lui, entrando dopo di lei e buttandosi a peso morto sul suo letto. Gli verrebbe da prendere a pugni un muro, ma decise di evitare, per non mettersi nei casini. Sperava davvero che la notte gli avrebbe portato consiglio.

Siamo speciale || Alex WLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora