undici

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La voce di Maria che arrivava dagli altoparlanti faceva sussultare ogni volta i ragazzi. Quella volta la conduttrice comunicò la volontà di Raimondo di assegnare una coreografia di latino a Carola. Ovviamente l'avrebbe fatta insieme a Mattia. Era una coreografia bellissima, sulle note di Gravity.

Pochi minuti dopo i ballerini vennero nuovamente richiamati in gradinata, e la maestra Celentano decise di assegnare anche a Linda la stessa coreografia di latino che era stata assegnata a Carola. Linda ne era solo felice, il latino era uno stile che lei adorava ballare, soprattutto con un professionista come Mattia. Poi Raimondo chiamò i suoi allievi in saletta.

"Allora, vedo che Mattia e Linda hanno la rumba, secondo me ve la caverete divinamente. Poi volevo assegnare un passo a due di hip hop anche all'altro pollo, dato che anche lui merita di ballare con una ballerina. Lavorerete con Elena e Sebastian, stanno arrivando. Mattia, tu vieni pure in sala da Carola," disse brevemente Raimondo, uscendo e prendendo Mattia con sé.

Mentre gli altri due aspettavano che arrivassero i professionisti, Linda ne approfittò per fare un po' di stretching, che serviva sempre. "Che figata comunque," disse Christian. Era contento di fare un passo a due di hip hop, e soprattutto era contento di poter ballare con Linda. "Vero," considerò Linda, senza creare contatto visivo con il ballerino.

Era abbastanza in crisi per quanto riguardava i suoi sentimenti, ma non era quello il momento di parlarne, e specialmente con il diretto interessato. Arrivarono in sala Sebastian ed Elena, e subito mostrarono ai ballerini la coreografia. C'era una presa interessante, e Linda sperava che sarebbe uscita bene.

"Chri, mentre la capovolgi prova anche a girarla, così atterra dritta sui piedi," gli spiegò Sebastian, dimostrando la posizione delle mani su Elena. "Baby, anche tu aiutalo, devi saltare un minimo, come se volessi fare un backflip," disse Elena, indirizzando Linda. I ragazzi provarono la presa, ma usciva troppo a blocchi, ed a Linda non piacque per niente.

"Serve più inerzia, devi tipo lanciarmi," gli disse Linda, nervosamente. Riprovarono la presa, ma uscì come la prima. Linda respirò profondamente, per non sbroccare su Christian. "Ha ragione Linda, la devi praticamente lanciare, sempre tenendola," la spalleggiò Sebastian. Linda sorrise vittoriosa, aveva sempre ragione. Christian sbuffò, e riprovarono nuovamente la presa, ma non usciva bene nemmeno a volerlo.

"Christian, che succede? Perché non ti esce?" chiese Elena. "Perché è solo colpa mia?" chiese lui, quasi aggressivamente. "Non è colpa tua baby. Per fare una presa ci vuole understanding tra le due parti. Linda la sua parte la fa, ma se tu non la aiuti la presa non uscirà mai," rispose Elena, dolcemente. Almeno il resto della coreo ce lo avevano giusto.

"Proviamo un'ultima volta, ma se proprio non esce ci lavoreremo ancora domani, non c'è nessun problema," disse Sebastian, comprensivo. Ovviamente la presa non era uscita. Linda non sapeva davvero cosa gli prendesse, e soprattutto cosa prendesse a lei. "Niente, oggi a quanto pare non è giornata. Riproviamo domani. Linda, tu puoi restare qui, tra poco arriva Andreas e continui a provare Panda," disse Elena, e Linda annuì. Christian non disse niente, ed uscì nervoso dalla saletta. E Linda si sentiva sempre più confusa.

Le lezioni proseguirono tranquillamente, e finalmente Alex riuscì a tornare in casetta. Passò per la stanza rossa, e notò che Linda stava svaccata sul letto. "Ehi, tutto bene?" le chiese vedendola un po' più spenta. Lei annuì, non rispondendo. "Sicura?" insistette il cantante. Sapeva che sarebbe riuscito ad ottenere le risposte che cercava.

"Sì, tranquillo. Ho solo bisogno di stare un po' da sola," disse lei, cercando di mascherare la voce rotta. Alex si andò a sedere accanto a lei, e le accarezzò la schiena. Questo bastò a farla scoppiare in singhiozzi. Ovviamente si nascose nel cuscino, non sopportava l'idea di piangere davanti ad altre persone. "Che è successo?" le chiese Alex, apprensivo.

"Ma niente, sono solo un attimo in crisi," disse Linda, girandosi verso Alex ed asciugandosi velocemente le lacrime. "Come mai, se posso?" le chiese lui, passando le dita tra i suoi ricci rossi, ed accarezzandole la testa. Era un gesto che calmava sempre Linda.

"Tra Mattia che se la broccola con me ed il passo a due con Chri non so più dove sbattere la testa..." confessò Linda. "Cos'è che non va, con Chri per esempio?" chiese Alex, senza smettere di accarezzare Linda. "Abbiamo una presa, che tra l'altro è pure figa e relativamente semplice, ma non c'è stato verso di farla bene..." disse Linda, tirando su col naso.

"Non potete provarla ancora domani?" suggerì Alex, tentando di incoraggiare la ragazza. "Sì, però se già al primo giorno l'intesa tra le due parti manca, capisci anche tu che c'è un problema di fondo" si sfogò lei. "Capisco, ma perché ti butti giù già da subito?" chiese Alex. "Non mi sto buttando giù, solo che considerando in che rapporto siamo io e Chri mi dà fastidio che nei passi a due quel feeling manca, capisci?" disse Linda.

Effettivamente era un po' strano il tutto, dato che quei due flirtavano in continuazione. "Alex!! Tocca a noi pulire," disse Albe, entrando in camera rossa. "Arrivo," rispose Alex, sospirando, a malavoglia. Avrebbe voluto restare accanto a Linda finché non si sarebbe calmata completamente.

Parlare con Alex aveva fatto bene a Linda. Le faceva sempre bene parlare con lui, ma allo stesso tempo la confondeva sempre di più. Decise di alzarsi e sciacquarsi la faccia, per poi andare a fumare una sigaretta per calmare un po' i nervi.

Uscì nel giardinetto secondario, dato che quei divanetti erano mille volte più comodi, ci si poteva sprofondare e non alzarcisi più. Recuperò un plaid, si mise comoda e si accese la sigaretta. Fece il primo tiro, lungo, guardando il cielo stellato. Una stella brillava più delle altre. Sorrise istintivamente, sapendo che mamma Juliana e la sua piccola Rebeca la guardavano da lassù. Sospirò, e sentì la porta aprirsi.

"Tutto bene, Souzi'?" sentì la voce di Luigi chiedere. "Diciamo di sì," confessò lei. A lui non riusciva a mentire, e non ne valeva nemmeno la pena. L'avrebbe scoperta subito. "Solita situazione, ve?" chiese lui. In quei giorni Linda aveva confessato a Luigi la sua confusione nei suoi sentimenti, e soprattutto il fatto che non fosse più così tanto sicura che il flirt tra lei e Christian fosse platonico o meno.

"Esatto. Ti ha detto Chri di oggi in sala?" chiese Linda, sconsolata. "Sì... tu come ti senti?" chiese Luigi, abbracciando Linda e lasciandola appoggiare alla sua spalla. "Sono tanto tanto confusa," sospirò lei, stringendosi nel plaid.

"Dovresti iniziare a chiarire con te stessa," le suggerì Luigi. "Non so da dove iniziare," disse Linda, soffiando fuori l'ultimo fumo dalla sigaretta. "Allora facciamo così. Se ti nomino Christian, a cosa pensi? Non il passo a due, quello lasciamolo da parte," suggerì Luigi, volendo aiutare la sua migliore amica. Linda sospirò.

"In questo momento penso solo al feeling che abbiamo," disse Linda. "Ok, e quindi? In sala perché tutto questo non c'è?" chiese Luigi, confuso. "A me lo vieni a chiedere? Io voglio collaborare, ma se lui non si sforza nemmeno a venirmi incontro," sbuffò Linda. "Sei messa male amica mia. Però so che c'è qualcos'altro... sempre se ti va di parlarne eh," disse Luigi.

"Grazie, Mr Ovvio... comunque non saprei che dirti, davvero," rispose Linda. "Se provassi ad accennare qualcosa io? Sempre se ti va eh," continuò Luigi. Linda apprezzò il fatto che Luigi fosse così delicato e che non volesse metterle troppa pressione. "Vai, anche se non so a cosa ti riferisci," disse Linda.

"Inizia per A- e finisce per -lessandro Rina," disse Luigi, avvolgendo Linda con un braccio. Lei istintivamente sorrise, abbassando lo sguardo. "Ho fatto jackpot, ve?" chiese lui, vittorioso. "Diciamo di sì, è complicato..." disse lei, arrossendo.

"Tu sfogati, butta fuori tutto, anche in portoghese se vuoi, poi interpretiamo," disse lui, facendola ridacchiare. "Eh, nel senso che boh, quando sto con lui mi sento molto bene, è quasi come con te, forse un po' di più ecco... non saprei che dire," farfugliò lei, mantenendo lo sguardo basso.

"Bene, io ho capito cosa vorresti dire, ma conoscendoti ti ci lascio dormire su e ti ci lascio arrivare da sola. Buonanotte Souzinha," disse Luigi, lasciandole un bacetto sulla fronte e rientrando in casetta.

Siamo speciale || Alex WLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora